2^ G.M. Fronte greco/albanese

Fronte greco 26 novembre 1940, la morte del tenente dei bersaglieri Mario Musco

C’è scritto su quella lapide murata sul muro del Molo Borbonico di Ponza, murata sulla facciata di una casa addossata alla chiesa:

Il 26 dicembre 1912 in questa casa nasceva Mario Musco
Tenente dei Bersaglieri Medaglia d’Oro al V.M.
Caduto il 26 novembre 1940

Alla memoria del valoroso Tenente di complemento del 5º Reggimento bersaglieri del Regio Esercito, nato come recita la Lapide a Pinza poco meno di ventotto anni prima verrà conferita con Decreto Presidenziale 26 maggio 1948 la Medaglia d’oro al valor militare con la seguente motivazione:

«Animato da esemplare spirito volontaristico e da elevato senso del dovere, si affermava, nel tempo, in successivi aspri combattimenti contro forze preponderanti, per capacità e consapevole ardire. Comandante di plotone bersaglieri da lui forgiato a duri cimenti bellici, con singolare slancio strappava all’avversario un ponte tenacemente difeso e quindi si addentrava nel dispositivo avversario, conseguendo risultati concreti in virtù di intelligenti iniziative e fredda determinazione. Assegnato in seguito a presidio di un caposaldo, si opponeva all’aggressività nemica con stoica fermezza e ne smorzava l’impeto, a malgrado delle sanguinose perdite, ponendosi alla testa dei gloriosi superstiti che guidava, primo fra i primi, a violenti riusciti contrassalti. Affidatogli infine, per le prove date, il comando di una compagnia, durante cruenta impari lotta, riusciva dopo superba resistenza sostanziata da vigorosi contrassalti a ristabilire una situazione decisamente compromessa, ma nell’atto in cui l’avversario ripiegava, cadeva colpito mortalmente sull’arma da lui stesso azionata. Esempio costante di assennato eroismo. Fronte greco, novembre 1940.»

Il valoroso ufficiale dei fanti piumati, nacque come ricordato a inizio post a Ponza il 26 dicembre 1912, a diciannove anni il 15 luglio 1931 si arruolò volontario nel Regio Esercito, frequentando la Scuola Allievi Ufficiali di Complemento a Milano. Il 17 novembre 1932 fu destinato a prestare servizio per due anni, come sottotenente di complemento, presso il 2º Reggimento bersaglieri.

Dopo essersi congedato, si laureò in giurisprudenza il 12 luglio 1934, e nel settembre dello stesso anno vinse il concorso indetto dal Ministero dell’interno come vice commissario di polizia. L’anno successivo divenne funzionario di Prefettura a Firenze e dopo essere stato promosso all’incarico di Primo Segretario, ricevendo il primo encomio ad appena 23 anni dal Comando di Polizia da quale egli dipendeva:

“….Di ottima condotta, disciplinato, dotato di ampia e superiore cultura generale e giuridica …è di carattere franco e leale, di animo mite ma fermo …è molto serio ed ha tratto corretto e signorile …sa ben trattare, dirigere, indirizzare, istruire gli inferiori sui quali ha molto ascendente”. Tre anni più tardi – era il 20 maggio – il Prefetto di Firenze proponeva per lui la concessione dell’onorificenza di Cavaliere della Corona d’Italia, definendolo “ottimo funzionario ed un elemento prezioso sul quale si può contare moltissimo anche in circostanze eccezionali. Le sue qualità intellettuali e personali lo renderanno indubbiamente meritevole di ascendere presto ai maggiori gradi della carriera”.

Nel 1938 fu insignito del titolo di Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia e il 1° giugno 1940, pochi giorni prima dell’ingresso ufficiale del Regno d’Italia nel secondo conflitto mondiale,  fu nuovamente richiamato in servizio con il grado di tenente presso il 5º Reggimento bersaglieri di stanza a Siena. Il 28 settembre giunse l’ordine di raggiungere il 5º Reggimento trasferito in Albania in seno alla 131ª Divisione corazzata “Centauro”, raggiungendo il reparto il 7 di ottobre.

Il 28 dello stesso mese l’Italia attaccò il paese ellenico e l’ufficiale ebbe modo di mettersi in mostra prima durante la battaglia per la conquista del ponte di Kalamas e poco più tardi, in quella sulla strada per Argirocastro. Il 26 novembre 1940 Musco si trovava al comando della 6ª Compagnia dislocata su un caposaldo di Borgo Tellini, Cippo 33, punto considerato essenziale per lo schieramento del 5º Reggimento, e in modo particolare del 24º Battaglione.

Dopo aver respinto un assalto greco, partì al contrattacco con i pochi bersaglieri rimasti al grido di “Avanti Savoia”, riuscendo a respingere definitivamente l’avversario. A battaglia terminata un colpo d’artiglieria, sparato per proteggere il ripiegamento dei greci, cadde vicino a lui investendolo con una pioggia di schegge che lo ucciso sul colpo. La salma fu inizialmente sepolta vicino alla linea del fronte, venendo in seguito traslata presso un cimitero di guerra ad Argirocastro, per trovare poi definitiva collocazione nel Cimitero del Verano a Roma.

Prima di chiudere il nostro post odierno, ricordiamo che al tenente Musco che  nei primi giorni di guerra sul fronte greco, precisamente per le azioni del 6-7 novembre si era guadagnato la Croce di guerra al valor militare, sono stati intitolati il molo di Ponza, una via di Roma, e la sezione provinciale di Latina dell’Associazione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia.

 

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