2^ G.M. I bollettini di Guerra

Bari, 13 novembre 2019 ventisette militari della R.S.I. massacrati dai partigiani titini e seppelliti come “ignoti”

Oggi 13 novembre 2019, sono stati tumulati al Sacrario dei caduti d’oltremare di Bari, con la scritta “ignoti” i poveri resti di 27 militari italiani, rinvenuti nel maggio scorso in una fossa comune in Croazia  e precisamente nel cimitero di Ossero, sull’isola di Lussino. In quei tragici giorni di fine aprile 1945, la zona era ancora territorio italiano, anche se di fatto incorporato nei territori dell’OZAK (Operationszone Adriatisches Küstenland).

La Zona d’operazioni del Litorale adriatico o OZAK  fu una suddivisione territoriale comprendente le province italiane di Udine, Gorizia, Trieste, Pola, Fiume e Lubiana, sottoposta alla diretta amministrazione militare tedesca e quindi di fatto sottratta al controllo della Repubblica Sociale Italiana. Fu istituita nel settembre del 1943, assieme alla Zona d’operazioni delle Prealpi. Chi volesse approfondire l’argomento può fare riferimento al nostro post dedicato all’OZAK cliccando sul link sottostante:

l’OZAK Operationszone Adriatisches Küstenland (Zona d’operazioni del Litorale adriatico)

Nel 2008  Federesuli la Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani Fiumani e Dalmati nel luogo dell’eccidio, aveva già apposto una lapide con l’elenco dei caduti.  Il tutto è conseguenza dell’attuazione dell’accordo stipulato sulle sepolture di guerra da una apposita Commissione mista italo-croata e sottoscritto a Zagabria il 6 maggio 2000, accordo che aveva già permesso un operazione similare nel novembre 2017, quando vennero riesumate le ossa di 7 o forse 9 italiani, massacrati dai partigiani di Tito il 4 maggio del 1945.

I resti tumulati oggi nel Sacrario di Bari appartengono con ogni probabilità in maggioranza a uomini della Decima flottiglia Mas, inviati dal principe Borghese come ultimo disperato argine all’avanzata dei partigiani comunisti jugoslavi. Una quarantina circa erano di stanza a Lussino, a difesa delle località di Zabodaschi e Neresine. A Zabodaschi si arresero e vennero deportati nei gulag, pochissimi di loro faranno ritorno alle loro case a guerra finita.

Diversamente andò invece a Neresine dove i marò insieme a un piccolo distaccamento della Guarda Nazionale Repubblicana, provarono a resistere, asserragliati in un’ex caserma dei carabinieri e in netta inferiorità numerica, fino all’ultima pallottola. Chi sopravvisse al combattimento e non decise di suicidarsi come, il sottocapo Mario Sartori di Genova che aveva 20 anni, venne fatto prigioniero. Il gruppo venne condotti ad Ossero, al termine della marcia condotta scalzi, i militari italiani furono infine costretti a scavarsi la fossa e fucilati.

Come ricordato sopra a quasi 75 anni dai fatti, i loro resti hanno fatto ritorno al Sacrario dei caduti d’Oltremare di Bari in piccole teche avvolte nel tricolore e tumulati al termine di una cerimonia a cui erano presenti il generale di divisione Alessandro Veltri, commissario generale per le onoranze ai caduti, il generale di squadra aerea Aurelio Colagrande, comandante del comando Scuole Aeronautica Militare della 3ª Regione aerea, una folta rappresentanza di Associazioni Combattentistiche e d’Arma e le massime autorità civili, militari e religiose locali.

Come recita il comunicato ufficiale del ministero della Difesa, Commissariato generale per le onoranze ai caduti, che sotto riportiamo integralmente, non è stato possibile identificare i resti ritrovati e neppure di identificarli come italiani (sic) e sono pertanto stati sepolti con la dicitura “ignoti”, evidentemente certi argomenti a quasi 75 anni dalla fine del conflitto, non si possono ancora trattare con il giusto distacco e serenità. Ecco il testo integrale del comunicato:

“Le operazioni di scavo e di riesumazione dei resti umani si sono svolte dal 7 al 10 maggio 2019. Ai resti mortali mineralizzati non è stato possibile attribuire un nome a causa della totale assenza di segni distintivi o di riconoscimento e sono pertanto da considerare tutti caduti ignoti. Lo scarso materiale rinvenuto nella sepoltura non ha, altresì, permesso di determinare la nazionalità degli stessi anche se, tenuto conto delle testimonianze acquisite durante i lavori e delle segnalazioni giunte nel corso degli anni, l’area fu oggetto anche di presenza di militari italiani. È stato possibile individuare il luogo nel quale i caduti erano stati sepolti grazie alla documentazione pervenuta nel corso degli anni passati dalla comunità di Neresine, costituita dagli esuli neresinotti residenti in Italia e dai loro familiari e discendenti. All’individuazione della sepoltura hanno collaborato i signori Flavio Asta e Federico Scopinich, esuli neresinotti, i quali, nel corso degli anni, hanno raccolto informazioni e notizie sui fatti storici e le testimonianze degli abitanti che erano presenti sui luoghi nel 1945. L’attività ha beneficiato delle necessarie autorizzazioni per operare da parte del ministero dei Difensori croati”.

Cerimonia di tumulazione caduti X MAS Bari 13 novembre 2019 2.jpg

Questi sono i nomi dei militari che con buona probabilità sono stati tumulati nella cerimonia sopra descritta:

X MAS

  • tenente Dino Fantecchi (Firenze) medaglia di bronzo al valore,
  • M.llo Giuseppe Mangolini,
  • sottocapo Giuseppe Ricotta di Genova,
  • marò Ezio Banfi,
  • marinaio Sergio Bedendo,
  • marò Ermanno Berti,
  • marò fuochista Emilio Biffi,
  • marò Ettore Brogi,
  • marò Augusto Breda di Milano,
  • marò Gino Civolani
  • marò Ermanno Coppi di La Lima (Pt),
  • marò Francesco De Mauro,
  • marò Marino Gessi di Rimini,
  • marò Rino Ferrini di Padova,
  • marò Giuseppe Lauro
  • marò Salvatore Lusio
  • marò Luciano Medri di Cattolica,
  • marò Aleandro Petrucci
  • marò Iginio Serranti di Cattolica,
  • marò Mario Seu
  • marò Fabio Venturi,

G.N.R. della Compagnia Tramontana di Cherso:Domenico Bevin,

  • Francesco Declich,
  • Francesco Menniti,
  • Angelo Passuello,
  • Antonio Poli,
  • Francesco Scrivanich.

Grazie per aver letto con tanta pazienza il nostro post, con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

 

1 risposta »

  1. Questi militari italiani trucidati a guerra finita dai partigiani comunisti titini,ricordano a noi che a guerra persa,contro forze preponderanti,c’è chi ha scelto per onore,dignità, di non dire sul carro dei vincitori ma di continuare a combattere anche con un alleato scomodo,per salvare l’onore.
    Poveri giovani,a voi il mio rispetto

    "Mi piace"

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