1^ G.M. La Cavalleria

Tauriano 2 novembre 1918, Medaglia d’Oro per il Capitano Raffaele Libroia

La storia di Raffaele Libroia inizia il 16 dicembre 1889 a Napoli. A ridosso dello scoppio della Prima Guerra Mondiale, si iscrisse alla Regia Accademia militare di Modena uscendone, nel 1912, con il grado di sottotenente e assegnato all’Arma di Cavalleria,  entrandoi in servizio presso l’11º Reggimento “Cavallereggi di Foggia”.

Il 24 maggio 1915 il Regno d’Italia dichiara guerra all’Impero austro-ungarico e Libroia è uno dei primissimi soldati a varcare il fiume Isonzo, che segnava il confine fra i due stati. Dopo aver ottenuto la promozione a tenente, Libroia venne destinato nelle retrovie  per svolgere la mansione di istruttore per le nuove reclute, compito che svolse fino al marzo 1918, quando fu promosso capitano e trasferito al 12º Reggimento “Cavalleggeri di Saluzzo”.

Nell’ottobre dello stesso anno il reggimento di Libroia fu inquadrato nella 3ª Divisione di cavalleria, assegnata alla 9ª Armata a disposizione del Comando Supremo. Il 24 ottobre iniziò la Battaglia decisiva quella di Vittorio Veneto, e il giorno 31 la 3ª Divisione varcò la Livenza lanciandosi all’inseguimento delle truppe imperiali ormai in ritirata su tutto il fronte.

Il 2 novembre, giorno precedente alla firma dell’armistizio di Villa Giusti, nei pressi di Tauriano di Spilimbergo, il reggimento fu fatto segno dai colpi sparati da una batteria d’artiglieria che proteggeva la ritirata austro-ungarica. Al comando del 3º squadrone e di una sezione di mitragliatrici caricò la batteria al grido di “Avanti Savoia”, catturando due cannoni da 105, sei mitragliatrici e 14 cavalli. Nel corso dell’azione il valoroso ufficiale cadde al suolo stremato e morì a causa della lacerante ferita alle gambe rimediata in combattimento.

In suo onore,  con Regio Decreto 7 agosto 1919 gli è stata conferita una Medaglia d’Oro al Valor Militare recitante:

“All’ordine di attaccare una batteria nemica, che improvvisamente aveva aperto il fuoco su di un fianco del proprio reggimento in marcia, con slancio e coraggio mirabili, alla testa dello squadrone di cui aveva il comando, si avventava impetuosamente contro i pezzi avversari in azione. Fatto segno a violento tiro e gravemente colpito ad ambo le gambe, con perseverante, indomabile audacia, incurante dello strazio prodottogli dalle doloranti ferite, riunite in uno sforzo supremo tutte e sue energie ed incitato, col suo fulgido esempio, il proprio reparto, perseverava con esso nell’arditissima carica, trascinandolo sui pezzi tuttora fumanti, e nell’attimo in cui li conquistava, colpito a morte, lasciava gloriosamente la vita sul campo”. – Tauriano (Udine), 2 novembre 1918

Grazie per aver letto con tanta pazienza il nostro post, con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.