2^ G.M. Africa Orientale

Gondar 24 ottobre 1941, morte di un eroe dimenticato

“Abile e generoso pilota da caccia, già distintosi in precedenza, allo scopo di fornire elementi precisi ai propri comandi sull’entità e la dislocazione di forze armate nemiche assedianti una piazzaforte, offrissi volontario per effettuare isolatamente la sortita, nonostante la precaria efficienza del vetusto mezzo disponibile e il sicuro contrasto di superiori forze aeree avversarie. Espletava felicemente la missione; sulla via del ritorno, attaccato da due velivoli da caccia riusciva dopo strenua lotta, ad abbatterne uno e a costringere l’altro all’atterraggio di fortuna. Raggiunto in prossimità delle nostre linee avanzate da un terzo assalitore che gli si avvicinava col favore delle nubi, pur a corto di munizioni, impegnava audacemente combattimento. Colpito mortalmente, chiudeva la sua giovane vita col supremo olocausto alla Patria. Il nemico a mezzo di messaggio lanciato da aereo tributava all’eroe il suo pietoso cavalleresco omaggio”

Motivazione Medaglia d’Oro al Valor militare concessa alla memoria del sottotenente Ildebrando Malavolta. Il protagonista del nostro post odierno nacque a Ripatransone, in provincia di Ascoli Piceno, il 26 novembre 1916 e dopo aver studiato da insegnante elementare e si iscrisse al Magistero di Roma per frequentarvi i corsi di lingua e letteratura. Arruolatosi in aeronautica e ottenuto il brevetto, divenne ufficiale pilota di complemento nel 1938.

Con l’entrata del Regno d’Italia del secondo conflitto mondiale, in qualità di sottotenente di complemento del ruolo naviganti della Regia Aeronautica, prese parte prima alla campagna sul fronte occidentale nel giugno del 1940 e alle operazioni nel mar Mediterraneo, fino a dicembre dello stesso anno quando venne destinato in Africa Orientale Italiana e assegnato alla 413° Squadriglia, reparto equipaggiato con i vetusti biplani Fiat CR 42 “Falco”.

Il “Falco” era al momento dell’entrata in guerra, il velivolo da caccia più diffuso nella Regia Aeronautica. Biplano monoposto e monomotore, basato su una struttura tubolare metallica, con rivestimento parte in metallo e parte in tela, con carrello fisso, esso detiene tuttora il primato di aereo italiano costruito nel maggior numero di esemplari. Il “Falco” ultimo caccia biplano della storia ad essere costruito in serie, detiene anche il primato di ultimo caccia biplano a combattere e quello di ultimo biplano nella storia ad abbattere, nel 1945, un aereo nemico.

Nell’intensa campagna dell’Africa Orientale dopo una prima fase che vide dei successi delle armi italiane, culminata nell’agosto del 1940 con la conquista del Somaliland Britannico nel gennaio del 1941 poco dopo l’arrivo di Malavolta gli inglesi scatenarono l’offensiva in Eritrea. In poco più di cinque mesi ripresero i territori perduti nel corso delle offensive estive e autunnali italiane e riportarono l’imperatore d’Etiopia sul trono di Addis Abeba nel maggio del ’41, solo cinque anni dopo la conquista italiana.

Nel luglio 1941 la situazione per le nostre armi si faceva disperata, non faceva eccezione la Regia Aeronautica che nel periodo schierava due soli velivoli erano ancora in grado di contrastare il dominio dei cieli da parte della RAF: quello del maresciallo Giardinà e quello di Malavolta. Proprio quelli ottenuti dai due assi furono gli ultimi successi ottenuti dalla nostra forza aerea nel Corno d’Africa.

Il 24 ottobre 1941, il C.R. 42 dell’ufficiale partì alla volta di Dabat ed Adi Arcai, rifornite basi inglesi. Durante il tragitto, però, tre caccia sudafricani della South African Air Force lo intercettarono e, dopo un breve scontro, i velivoli britannici superiori in numero e soprattutto tecnicamente ebbero ragione del, “Falco” di Malavolta che precipitò al suolo.

Il combattimento sostenuto da Ildebrando Malavolta il 24 ottobre 1941 fu l’ultimo combattimento aereo in Africa Orientale. Ai comandi del velivolo sudafricano che abbattè Malavolta si trovava il Lieutenant Lancelot Charles Henry “Paddy” Hope, che il giorno seguente al combattimento  lanciò un messaggio sulle linee italiane ad Ambazzo.

“Onore al pilota del FIAT. Egli era un valoroso”

firmato South African Air Force.”

Grazie per aver letto il nostro post, con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

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