2^ G.M. Africa Settentrionale

20 OTTOBRE … Accadde oggi

Inaugurato il 10 agosto 2019 il nuovo post giornaliero dedicato ai fatti d’arme, alle date di nascita e di morte di personaggi importanti riguardanti il nostro blog, alle date di attribuzione delle Medaglie d’Oro e alle date principali e fondamentali dei due conflitti mondiali, buona lettura a tutti.

  • 1943 Muore in un incidente automobilistico l’ammiraglio di squadra Antonio Legnani. Nato a Asti,  il 2 ottobre 1888 entrò nell’Accademia navale di Livorno nel 1905, dove tre anni dopo ottenne la nomina a guardiamarina. Prese parte alla Guerra italo-turca e durante la stessa ottenne la promozione a tenente di vascello e destinato sulla cannoniera Giuliana nel ruolo di comandante in seconda.

    Nei primi due anni della prima guerra mondiale prestò a servizio di vari unità, principalmente navi maggiori ed incrociatori ausiliari; prese parte alle operazioni in Albania, conseguendo una Medaglia d’Argento al Valor Militare. Nel settembre 1917 gli fu affidato il comando del sommergibile Argonauta, col quale effettuò 30 missioni di guerra ottenendo una seconda Medaglia d’Argento e due Medaglie di Bronzo al Valor Militare.

    Dal giugno 1940 al giugno 1941 Legnani, quale comandante dell’VIII Divisione Navale, partecipò alle battaglie di Punta Stilo e di Capo Matapan, nonché al contrasto alle operazioni britanniche Hats (29 agosto-1º settembre 1940) e MB 5 (29 settembre-2 ottobre 1940) per il rifornimento di Malta. Lasciato il comando dell’VIII Divisione, venne nominato comandante della flotta sommergibili, ruolo che mantenne anche dopo la promozione ad ammiraglio di squadra nel 1942. Diresse quindi le operazioni dei sommergibili italiani nel Mediterraneo fino all’armistizio dell’8 settembre 1943; in questo periodo venne decorato anche con la Croce di ferro tedesca di seconda classe, mentre in precedenza aveva ricevuto la croce di ufficiale dell’Ordine Militare di Savoia.

    Acceso sostenitore del regime fascista, dopo l’8 settembre 1943 decise di collaborare con le forze tedesche ed aderì alla Repubblica Sociale Italiana, dove il 23 settembre 1943, data stessa della fondazione, assunse il ruolo di Sottosegretario di Stato alla Marina. Meno di un mese dopo, l’ammiraglio perse la vita in un incidente automobilistico presso Lonato, in provincia di Brescia.

  • 1944 Muore a Bologna durante accessi nei locali dell’Università di Bologna il partigiano Mario Bastia. Nato a Bologna l’8 settembre 1915, militante del Partito d’Azione, nonostante fosse mutilato della mano sinistra partecipò attivamente alla Resistenza e ne fu uno degli organizzatori a Bologna. Fu ucciso insieme ad altri cinque partigiani (Ezio Giaccone, Leo e Luciano Pizzigotti, Stelio Ronzani e Antonio Scaravilli) al termine di un lungo combattimento con truppe germaniche e repubblicane condotto di piano in piano all’interno dell’edificio dell’Università.

    A Mario Bastia sono state conferite la laurea in ingegneria ad honorem e alla sua memoria verrà conferita la Medaglia d’Oro al Valor Militare:

    «Animato da forte amor di Patria, durante il periodo della dominazione nazifascista nell’Emilia, affrontava serenamente i pericoli della lotta clandestina dedicando ad essa tutto se stesso. Organizzatore entusiasta e capace, costituiva e dirigeva servizi di grande importanza per i reparti partigiani. Condannato a morte in contumacia, si dedicava all’azione con maggiore ardore catturando armi, viveri, materiali sanitari, in audaci colpi di mano. Alla testa di un nucleo di gappisti da lui guidato nel combattimento, per la difesa dell’Università di Bologna, dette prova di indomito coraggio, finché, catturato dal nemico, veniva fucilato sul posto, chiudendo con l’estremo sacrificio la sua eroica esistenza di apostolo della Libertà»

    Gli è stata inoltre intitolata una via di Bologna.

  • 1970 Muore a Roma l’ufficiale della Regia Marina Stefano Pascolini. Nato a Firenze il 29 marzo 1918, figlio del futuro generale Etelvoldo, nel 1936 si arruolò nella Regia Marina entrando come Allievo ufficiale nella Regia Accademia Navale di Livorno, da cui uscì con il brevetto di guardiamarina.

    All’atto dell’entrata in guerra del Regno d’Italia, il 10 giugno 1940, si trovava imbarcato sulla nave da battaglia Conte di Cavoure dopo aver conseguito la specializzazione sulle armi subacquee, nel giugno 1941 fu assegnato alla 14ª Squadriglia della 2ª Flottiglia M.A.S. Al comando del MAS 533 si distinse in un combattimento contro un convoglio nemico avvenuto il 24 marzo 1941, venendo citato nel Bollettino di guerra del Comando Supremo e decorato con la Medaglia d’oro al valor militare a vivente

    «Giovane comandante di M.A.S. pieno di slancio, di ardimento e di eccezionale calma nel pericolo, durante una rischiosa azione contro un importante convoglio nemico, poderosamente scortato da forze di superficie, portava risolutamente a fondo l’attacco malgrado il violento tiro delle numerose unità avversarie che avevano scoperto il suo fragile scafo. Sorretto dalla decisa volontà di colpire l’avversario, superato lo sbarramento di fuoco, riusciva a portarsi a distanza serrata ed a silurare contemporaneamente il cacciatorpediniere che l’aveva per primo scoperto ed una grossa nave trasporto, affondandoli. Circondato dalle navi nemiche che lo illuminavano con i protettori e lo martellavano di proiettili, con serena valutazione delle circostanze, con abile manovra e soprattutto con intelligente impiego di ogni mezzo a sua disposizione, riusciva a disimpegnarsi dalla stretta avversaria, portando in salvo l’unità, colpita ripetutamente nella lotta strenuamente sostenuta e tutti i suoi uomini, uno dei quali gravemente ferito. Magnifico esempio di indomito coraggio e di consapevole audacia, che confermano le alte tradizioni dei M.A.S. della R. Marina. Canale di Sicilia, 24 luglio 1941.»
    — Regio Decreto 14 settembre 1941

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