Africa Orientale Italiana

14 ottobre 1935, l’Italia abolisce la schiavitù nel Tigrè appena conquistato

Come abbiamo visto nel nostro post di pochi giorni fa, il 3 ottobre 1935 truppe italiane al comando del Generale De Bono varcarono il fiume Mareb. Era l’inizio della guerra contro l’Abissinia che culminerà il 5 maggio 1936 con l’entrata delle truppe vittoriose in Addis Abeba capitale dell’Etiopia. Pochi giorni dopo Mussolini proclamerà “la rinascita dell’Impero sui colli fatali di Roma”.

Undici giorni dopo l’inizio delle operazioni di guerra, con una rapida avanzata le truppe di De Bono completarono la conquista della regione del Tigrè. La regione fu così chiamata dagli Amara che l’avevano conquistata e significa “sotto il mio piede”, cioè “servo”. L’Imperatore d’Etiopia, Hailé Selassié era un monarca assoluto in una società ancora sostanzialmente feudale, povera e con una popolazione pressoché analfabeta.

Come per i sovrani dell’antichità la popolazione doveva considerare “sacra la sua persona, inviolabile la sua dignità, indiscutibile il suo potere” secondo la costituzione.  La cosa era confermata e conosciuta in  Europa, come scrisse il 9 aprile sulle colonne del Times Lord Noel Buxton:

“La schiavitù in Etiopia va di pari passo con l’assenza di ciò che noi chiamiamo un regime di governo. Essa è in parte il risultato e in parte la causa della debolezza del meccanismo statale che è poco più sviluppato di quello del Medio Evo”.

L’nglese Evelyn Waugh scriveva, mettendo a confronto l’imperialismo dei bianchieuropei con quello abissino:

“Gli abissini non avevano nulla da dare, nulla da insegnare ai popoli loro soggetti. Imposero un sistema che era per sua natura micidiale e senza speranza”.

La guerra d’Etiopia è conosciuta per le atrocità commesse da entrambi i contendenti durante la stessa, ma pochi sanno che il primo atto ufficiale compiuto da De Bono giunto in quelle terre fu l’abolizione della schiavitù. Il 14 ottobre 1935 ad Adua, il Maresciallo e quadrunviro delle Marcia su Roma, promulgò il bando che metteva fuori legge lo schiavismo in tutta la regione del Tigrè, pubblicando lo stesso in doppia lingua, italiano e amarico. Era una rivoluzione che sconvolgeva la società tigrina dove la schiavitù era una realtà da sempre.

Bando di soppressione schiavitù in Tigrè14 ottobre 1935

Genti del Tigrè

UDITE

Voi sapere che dove sventola la Bandiera d’Italia, ivi è la libertà.

Perciò nel Vostro paese la schiavitù sotto qualunque forma, è soppressa.

Gli schiavi che sono attualmente in Tigrè, sono liberi ed è vietata le compera e la vendita degli schiavi.

Chi contravverrà alle disposizioni del presente bando, sarà severamente punito siccome trasgressore agli ordini del Governo.

Dato al Adua il 14 ottobre 1935 – XIII E.F.

DE BONO

Grazie per aver letto con tanta pazienza il nostro post, con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

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