2^ G.M. Le forze partigiane in Italia

10 ottobre 1944, viene costituita la Repubblica partigiana di Alba

Il 10 ottobre 1944 circa duemila partigiani, appartenenti soprattutto alla 2ª Divisione Langhe del 1º Gruppo Divisioni Alpine del comandante “Mauri”, all’anagrafe Enrico Martini, occupa la città di Alba, grosso centro in provincia di Cuneo in pratica senza combattere. I reparti repubblicani, costituiti da circa 300 alpini del battaglione “Cadore” al comando del tenente colonnello Ippolito Radaelli, abbandonavano la città in seguito a trattative con i partigiani della II Divisione Langhe, mediate dalla curia vescovile.

Nelle settimane precedenti la città era stata fatta oggetto in continuazione, quasi ogni notte, di piccoli ma logoranti attacchi partigiani, soprattutto in periferia verso i posti di blocco e verso le caserme più esposte, tanto da convincere le autorità del presidio della necessità di abbandonare la città. I reparti della Repubblica Sociale lasciarono la città il 10 ottobre in colonna ordinata e senza lasciare le armi, inseguita solo da alcuni radi colpi di mortaio.

Il comando della piazza venne assunto dal ten. Carletto Morelli, comandante della Brigata Belbo della 2ª Divisione Langhe, mentre per l’amministrazione civile venne costituito il CLN con membri scelti tra i maggiori esponenti politici locali. Di concerto con le autorità civili vennero regolamentate le requisizioni di generi alimentari, le officine meccaniche cominciarono a produrre armi, venne stampato il primo giornale di Alba libera (la “Gazzetta Piemontese”), le distillerie cominciarono a produrre alcool (come succedaneo degli scarsissimi carburanti) e venne anche celebrato un matrimonio “senza la citazione di alcun codice civile” (D. Masera, “Langa partigiana ’43-’45”, Guanda, Parma, 1971).

I partigiani controllavano tutto l’argine del fiume Tanaro a nord, fino al ponte di Pollenzo che era controllato dai tedeschi, attestati nella ex-residenza sabauda della tenuta di caccia di Pollenzo, con un reparto di SS comandato dal ten. col. Wesser.

Nella zona ormai sgombra da presidi nazifascisti si può passare così alla costituzione di Giunte popolari comunali, elette in un primo tempo per alzata di mano, e poi con schede scrutinate alla presenza degli elettori. La prima Giunta viene eletta a Vinchio il 17 settembre, e pochi giorni dopo nella valle del Tiglione e in altre zone liberate. A Serralunga il Comando garibaldino chiede la collaborazione del parroco: “

Viene creato anche un corpo di polizia per l’ordine pubblico e con attribuzioni politiche: esso dovrà

“provvedere alla neutralizzazione e repressione… dell’attività disgregatrice che elementi fascisti repubblicani, ex fascisti, filo-repubblicani, filo-tedeschi stanno svolgendo in ogni comune della zona liberata, per rompere il fronte unico nazionale antifascista”.

La Repubblica di Alba ebbe vita breve, ventitre giorni dopo la sua costituzione, durante la notte del 2 novembre circa mille uomini della R.S.I. appartenenti a Guardia Nazionale Repubblicana, alle Brigate Nere di Torino e Cuneo, al I reparto “Arditi Ufficiali” ai battaglioni “Lupo” e “Fulmine”, oltre ai gruppi di artiglieria “Da Giussano”  “S. Giorgio” della X Mas al gruppo corazzato “Leonessa” e altri reparti minori attraversarono il ponte a Pollenzo e il Tanaro, in località Carnevali, su un ponte di barche.

Schierati a difesa sugli argini del fiume e a San Cassiano i partigiani autonomi della II divisione Langhe, ad ovest la 48ª Brigata Garibaldi “Dante Di Nanni”, ad est la 78ª Brigata Garibaldi di Rocca, a sud ovest gli uomini della brigata “Castellino”, ed in seconda linea ad est la brigata “Canale”. Le colonne fasciste entrarono in città poco dopo l’alba, i partigiani, disorientati dall’imponenza delle forze attaccanti e loro stessi in numero minore rispetto a quando conquistarono la città, con difficoltà di collegamento e logistiche, si ritirarono man mano dalle posizioni attaccate[2] e, sotto una pioggia battente, ripiegarono sulle colline.

Il bilancio delle perdite per i partigiani fu di circa cento morti e altrettanti feriti, mentre rimase imprecisato quelle delle forze della R.S.I. Come ebbe a scrivere lo scrittore langarolo Beppe Fenoglio nel suo “I ventitre giorni della cittò di Alba”:

«Alba la presero in duemila il 10 ottobre e la persero in duecento il 2 novembre dell’anno 1944»

Prima di chiudere il post, ricordiamo che furono all’incirca 21 le Repubbliche partigiane, tutte localizzate nel centro-nord Italia:

  • Repubblica partigiana di Maschito (15 settembre 1943 – 5 ottobre 1943) prima Repubblica partigiana  e unico caso del sud Italia
  • Repubblica del Corniolo (2 febbraio – marzo 1944)
  • Repubblica della Val d’Enza e Val Parma (giugno – luglio 1944)
  • Repubblica della Val Maira e Val Varaita (giugno – 21 agosto 1944)
  • Repubblica libera di Forno (9 Giugno – 13 Giugno 1944)
  • Repubblica della Val Ceno (10 giugno – 11 luglio 1944)
  • Repubblica della Valsesia (11 giugno 1944 – 25 aprile 1945)
  • Repubblica della Val Taro (15 giugno – 24 luglio 1944)
  • Repubblica di Montefiorino (17 giugno – 1º agosto 1944
  • Repubblica delle Valli di Lanzo (25 giugno – settembre 1944)
  • Repubblica del Friuli Orientale (30 giugno – settembre 1944)
  • Repubblica del Cansiglio (luglio – settembre 1944)
  • Repubblica di Bobbio (7 luglio – 27 agosto 1944)
  • Repubblica di Bobbio (settembre – 27 novembre 1944)
  •  “Zona libera di Torriglia” (settembre – 27 novembre 1944)
  • Repubblica dell’Alto Monferrato (settembre – 2 dicembre 1944)
  • Repubblica dell’Alto Tortonese (settembre – dicembre 1944)
  • Repubblica delle Langhe (settembre – novembre 1944)
  • Repubblica d’Ossola (10 settembre 1944 – 23 ottobre 1944) la più conosciuta tra le Repubbliche partigiane, comprendeva 35 comuni e circa 85 mila persone
  • Repubblica di Pigna (18 settembre 1944 – 8 ottobre 1944)
  •  “Zona libera di Varzi” (19/24 settembre – 29 novembre 1944)
  • Repubblica della Carnia (26 settembre 1944 – 10 ottobre 1944)
  • Repubblica di Alba (10 ottobre – 2 novembre 1944) che dal 10 ottobre al 2 novembre comprende anche la città di Alba.le valli Ala, Viù e i paesi e le città lungo lo Stura.

 

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