1^ G.M. I Sacrari militari italiani

I Sacrari militari della grande Guerra 2) Pocol di Cortina d’Ampezzo

Brillarono come stelle e si spensero nell’infinito

Questa era la scritta posta all’ingresso del Cimitero delle Aquile, posto a quota 1535 metri, lungo la statale 48 delle Dolomiti tra Cortina e il passo Falzarego. Allestito nel 1915 per dare degna sepoltura a coloro che morirono durante l’avanzata in mezzo alle Dolomiti, verso il Passo di Falzarego, il Col di Lana, il Sass de Stria ed il Lagazuoi.

Pocol Il sacrario appena realizzato (entrata)

Il Sacrario di Pocol di Cortina d’Ampezzo, oggetto del nostro post odierno, sorge al posto del Cimitero sopra citato, nell’omonima frazione della famosa località turistica cadorina, conquistata dagli italiani nei primi giorni di guerra. Costruito nel 1935 ed inaugurato quattro anni più tardi, ospita al suo interno 9.707 caduti italiani (4.455 ignoti) e 37 austro-ungarici, traslati nel 1932 dai cimitero austro-ungarici di Brunico e Burg di San Candido.

Progettata dall’ingegnere Giovanni Raimondi, l’opera si presenta come una grande torre quadrata in sasso, alta 48 metri, che poggia su una base più larga su due piani. All’entrata sono state costruite le tombe dei caduti mentre nella cripta situata al centro della torre, in un monumento raffigurante il “Fante morto”, si trovano le tombe di due medaglie d’oro, ovvero quelle del generale Antonio Cantore (il primo alto ufficiale caduto nella Grande Guerra) e del capitano Francesco Barbieri, morto a Cima di Costabella il 5 ottobre 1916.

Pocol tomba del generale Cantoee e del Tenente

La tomba del generale Antonio Cantore e del tenente Francesco Barbieri

Con lo stesso schema sono state poste in risalto, al piano superiore, anche le tombe delle altre due medaglie d’oro: il capitano Riccardo Bajardi ed il tenente Mario Fusetti, caduti rispettivamente sullo Sief e sul Sass de Stria. Alle pareti si possono ammirare quattro formelle di Delfo Paoletti che raffigurano i momenti tragici della vita in trincea: Pensiero, Assalto, Dolore e Morte.

All’esterno non mancano testimonianze della Grande Guerra ed altre opere commemorative: all’ingresso della zona monumentale sono state collocati due busti in pietra raffiguranti “Alpini di guardia” provenienti dal gruppo marmoreo, che un tempo facevano parte del complesso monumentale dedicato al generale Cantore a Cortina, mentre più avanti si trova la Fontana Veneta con l’effige del leone di San Marco, che si trovava un tempo in una piazza di Cortina.

A destra dello stesso piazzale sorge ancora la chiesetta costruita nel 1916 dagli alpini del 5° Gruppo, quale cappella del vecchio cimitero di guerra, la sua campana suona una volta all’anno, il 4 novembre, anniversario della fine della Grande Guerra con la Vittoria per l’Italia. Le tavole in bronzo di un’artistica Via Crucis fiancheggiano la gradinata d’accesso, mentre alcuni pezzi di artiglieria sono posti ai lati dell’ingresso del monumento e nel parco antistante.

Grazie per aver letto con tanta pazienza il nostro post, con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

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