2^ G.M. L'armistizio

Malta 29 settembre 1943, resa incondizionata del Regno d’Italia

Alle 11,30 del 29 settembre 1943, a bordo della corazzata britannica Nelson, ormeggiata nel porto porto grande della Valletta a Malta, veniva firmato Instrument of surrender of Italy, in italiano Condizioni aggiuntive di armistizio con l’Italia. A sottoscrivere i 44 articoli della convenzione dal generale Dwight D. Eisenhower per gli Alleati e dal maresciallo Badoglio per l’Italia. L’armistizio si configurava come una resa senza condizioni, che includeva anche l’obbligo per il governo del Regno del Sud di dichiarare guerra alla Germania nazista.

L'armistizio in una vignetta denigratoria

Vediamo brevemente come si arrivò alla firma dell’atto finale della resa del Regno d’Italia. La prima parte dell’armistizio come abbiamo più volte scritto nei nostri post venne sottoscritto a Cassibile vicino a Siracusa il 3 settembre 1943. In corrispondenza con lo sbarco americano nella zona di Salerno, lo stesso venne reso pubblico dal comandante in Capo delle forze alleate il generale americano Eisenhower l’8 settembre successivo.


Qui è il Gen. Dwight D. Eisenhower, Comandante in Capo delle Forze Alleate.

Il Governo italiano ha ceduto incondizionatamente le sue forze armate. Come Comandante Alleato in Capo, ho accordato un armistizio militare, i termini del quale sono stati approvati dai Governi del Regno Unito, degli Stati Uniti e dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. Perciò sto agendo nell’interesse delle Nazioni Unite.

Il Governo italiano si è impegnato ad attenersi a questi termini senza riserva. L’armistizio fu firmato dal mio rappresentante e dal rappresentante del Maresciallo Badoglio e diviene effettivo in questo istante.

Le azioni di guerra tra le forze armate delle Nazioni Unite e quelle dell’Italia termineranno immediatamente. Tutti gli italiani che ora agiranno per aiutare a estromettere l’aggressore tedesco dal suolo italiano avranno l’assistenza e l’appoggio delle Nazioni Unite.


Costretto dagli eventi, Badoglio nuovo Capo del Governo dopo la destituzione di Mussolini, fu costretto ad annunciare l’armistizio con la conseguente reazione militare tedesca che naturalmente scatenò sulle forze armate italiane la sua rabbia per il tradimento subito. Intere divisioni furono disarmate praticamente senza combattere mentre una qualche reazione si verificava nei dintorni di Roma e soprattutto nei Balcani e nelle isole greche dove i reparti italiani non accettarono di consegnare le armi agli ormai ex alleati e opposero una strenua resistenza.

Seguiranno giorni drammatici, la breve e drammatica difesa della capitale con la conseguente fuga del Re da Roma, come ricordato sopra la valorosa resistenza dei reparti italiani lontani dalla madrepatria, la liberazione di Mussolini dalla prigionia sul Gran Sasso e la successiva nascita della Repubblica Sociale Italiana, che si prefiggeva di tenere fede alla parola data e di continuare la guerra a fianco dell’alleato germanico.

Con gli Alleati inchiodati dai tedeschi intorno alle zone di sbarco di Salerno e con le forze armate praticamente annientate il Governo fedele al Re si apprestava a recarsi a Malta per firmare la’atto finale della resa senza condizioni. Sulla Nelson ad attenderli vi erano il generale Dwight Eisenhower, comandante in capo delle forze armate alleate, l’ammiraglio inglese sir Andrew Browne Cunningham, il maresciallo dell’aria sir Arthur Tedder, il generale Harold Alexander, il generale inglese, sir Noel Mason MacFarlane, capo dell’appena costituito AMGOT, il “Governo militare alleato nel territorio occupato”.

C’è anche, in qualità di  padrone di casa, lord John Gort, governatore di Malta. Il maresciallo Badoglio e il suo seguito scendono, alle 10.30 dall’incrociatore Scipione l’africano e un motoscafo li porta alla vicina Nelson. In divisa di tela kaki, Badoglio sale con passo stanco la scaletta, mostrando più dei suoi 73 anni. Sul quadrato della nave britannica arriverà poco dopo il resto della delegazione italiana con i generali Ambrosio, Roatta, Sandalli, l’ammiraglio De Courten, coi loro ufficiali.

Sono accolti con gli onori miltari da Eisenhower che non nega la stretta di mano. Poco dopo si passera alla lettura del testo che la delegazione in definitiva si limiterà a sottoscrivere. Il testo precisava le disposizioni della resa senza condizioni già contenute genericamente nell’armistizio di Cassibile (detto anche armistizio corto) firmato il 3 settembre 1943 dal generale Giuseppe Castellano.

Al suo interno vengono precisati i dodici punti, prettamente militari contenuti nell’armistizio corto e ne vengono aggiunti altri. Fra essi solo su quelli relativo alla dichiarazioni di guerra alla Germania, Badoglio pur concordando riservò al Sovrano la definitiva decisione. Grazie per aver letto con tanta pazienza il nostro post, con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

Sotto per chi volesse leggerlo trovate il testo completo dell’armistizio lungo.

Malta. 29 Settembre 1943.

Poiché in conseguenza dell’Armistizio datato 3 Settembre 1943 tra i Governi degli Stati Uniti e del Regno Unito che agiscono negli interessi di tutte le Nazioni Unite da una parte, e il Governo Italiano dall’altra, le ostilità furono sospese tra l’Italia e le Nazioni Unite in accordo con certi termini di natura militare;

E poiché in aggiunta a quei termini fu anche affermato nel detto Armistizio che il Governo Italiano si obbligava a ottemperare ad altre condizioni di natura politica, economica e finanziaria emesse successivamente;

E poiché è conveniente che i termini di natura militare e le altre dette condizioni di natura politica, economica e finanziaria debbano, senza pregiudizio alla validità continuata dei termini del citato Armistizio del 3 Settembre 1943, essere ricomprese in un documento ulteriore;

Il seguente, insieme coi termini dell’Armistizio del 3 Settembre 1943 costituiscono i termini sui quali gli Stati Uniti, il Regno Unito e il Governo Sovietico, agendo per conto delle Nazioni Unite, sono pronti a sospendere le ostilità contro l’Italia fin tanto che le loro operazioni militari contro la Germania e Alleati non siano impedite e l’Italia non assista queste potenze in qualsiasi modo e si conformi ai bisogni di questi governi.

Questi termini sono stati presentati dal Generale D. Eisenhower, Comandante-in-capo, Forze Alleate, debitamente autorizzato a tale scopo;

e sono stati accettati incondizionatamente dal Maresciallo Pietro BADOGLIO, Capo del Governo italiano che rappresenta il Comando Supremo delle Forze di Terra, Mare e Aria, debitamente autorizzato a tale scopo dal Governo italiano.

1. (A) La Forze di Terra, Mare e Aria dovunque localizzate col presente si arrenderanno. La Partecipazione italiana nella guerra in tutti i Teatri cesserà immediatamente. Non ci sarà opposizione a sbarchi, movimenti o altre operazioni delle Forze di Terra, Mare e Aria delle Nazioni Unite. Di conseguenza, il Comando Supremo Italiano ordinerà la cessazione immediata di ostilità di qualsiasi genere contro le Forze delle Nazioni Unite e ordinerà alla Marina militare italiana e alle Autorità Militari e delle Forze Aeree in tutti i Teatri di pubblicare immediatamente le istruzioni adatte per coloro che sono sotto il loro Comando.

(B) Il Comando Supremo italiano ordinerà ulteriormente a tutte le Forze o autorità e personale Navali, Militari e dell’Aria di trattenersi immediatamente dalla distruzione o danneggiamento di qualsiasi proprietà reale o personale, sia pubblica sia privata.

2. Il Comando Supremo italiano darà piene informazioni riguardo alla disposizione e condizione di tutte le Forze italiane di Terra, Mare e Aria, dovunque siano situate e di tutte le forze degli Alleati dell’Italia situate in territorio italiano o occupato dall’Italia.

3. Il Comando Supremo italiano prenderà le misure necessarie per rendere sicuri i campi d’aviazione, le installazioni portuali e tutte le altre installazioni contro la confisca o l’attacco di qualunque Alleato dell’Italia. Il Comando Supremo italiano prenderà le misure necessarie per assicurare la Legge e l’Ordine, userà le sue forze armate disponibili per assicurare il pronto e corretto rispetto dei provvedimenti del presente strumento. Soggette a tale uso di truppe italiane per gli scopi sopra indicati, come potrebbero essere indicati dal Comandante-in-capo Alleato, tutte le altre Forze italiane di Terra, Mare e Aria, procederanno e rimarranno nei loro alloggi, campi o navi attendendo istruzioni dalle Nazioni Unite per il loro status e impiego futuri. Eccezionalmente, il personale navale procederà verso le località costiere che le Nazioni Unite potrebbero indicare.

4. Le forze italiane di Terra, Mare e Aria si ritireranno, nei periodi che potrebbero essere indicati dalle Nazioni Unite da tutte le aree del territorio italiano notificate al Governo italiano dalle Nazioni Unite e procederanno verso aree specificate dalle Nazioni Unite. Tale movimento di forze italiane di Terra, Mare e Aria sarà eseguito secondo le condizioni delle Nazioni Unite e in concordanza con gli ordini che saranno da esse pubblicati. Tutti gli ufficiali italiani lasceranno similmente le aree notificate a eccezione di coloro a cui può essere permesso di rimanere dalle Nazioni Unite. Coloro che hanno il permesso di rimanere, ottempereranno alle istruzioni del Comandante-in-capo Alleato.

5. Nessuna requisizione, confisca o altre misure coercitive saranno effettuate dalle forze italiane di Terra, Mare e Aria o da ufficiali nei confronti di persone o proprietà nelle aree notificate nell’Articolo 4.

6. La smobilitazione delle forze italiane di Terra, Mare e Aria in eccedenza nelle località che saranno notificate, avverrà come prescritto dal Comandante-in-capo Alleato.

7. Le Navi da guerra italiane di tutte le classi, ausiliarie e trasporti saranno riunite per dirigersi in porti che saranno specificati dal Comandante-in-capo Alleato e si comporteranno come prescritto dal Comandante-in-capo Alleato. (Nota. Se alla data dell’Armistizio L’intera Flotta italiana sarà riunita in porti Alleati, questo articolo si leggerà – “le navi da guerra italiane di tutte le classi, ausiliarie e trasporti rimarranno fino a ulteriore comunicazione nei porti dove si trovano attualmente e si comporteranno come prescritto dal Comandante-in-capo Alleato.)

8. Gli Aerei italiani di tutti i generi non lasceranno terra, acqua o navi, ad eccezione di quanto indicato dal Comandante-in-capo Alleato.

9. Senza pregiudizio ai provvedimenti di cui agli articoli 14, 15 e 28 (A) e (D) sotto indicati, a tutte le navi mercantili, pescherecci o altra imbarcazione di qualsiasi bandiera, a tutti gli aerei e i trasporti interni di qualsiasi nazionalità in territorio o acque italiane o occupate dall’Italia, previa verifica della loro identità e status, sarà impedito di partire.

10. Il Comando Supremo italiano renderà disponibili tutte le informazioni in riferimento alle apparecchiature, installazioni e difese navali, militari e aeree, in riferimento a tutti i sistemi di trasporto e di inter-comunicazione stabiliti dall’Italia o dai suoi alleati su territorio italiano o nelle sue vicinanze, in riferimento a campi minati o altri ostacoli al movimento di terra, mare o aria e altri dettagli che le Nazioni Unite potrebbero richiedere in connessione con l’uso di basi italiane o con le operazioni, sicurezza, o benessere delle Forze di Terra, Mare e Aria delle Nazioni Unite. Forze e equipaggiamenti italiani saranno resi disponibili su richiesta delle Nazioni Unite per la rimozione degli ostacoli sopra menzionati.

11. Il Governo Italiano fornirà immediatamente elenchi delle quantità di tutto il materiale bellico, mostrando l’ubicazione dello stesso. Soggetti all’uso che il Comandante-in-capo Alleato ne potrebbe fare, il materiale bellico sarà posto in magazzini sotto il controllo che egli potrebbe indicare. La disposizione definitiva del materiale bellico sarà prescritta dalle Nazioni Unite.

12. Non ci sarà distruzione di, né danno a, né, ad eccezione di come autorizzato o indicato dalle Nazioni Unite, qualsiasi rimozione di materiale bellico, stazioni radio o senza cavi o postazioni meteorologiche, ferrovia, porto o altre installazioni o utilità generali, pubbliche o private o proprietà di qualsiasi genere, dovunque situate e la manutenzione e riparazione necessaria sarà responsabilità delle autorità italiane.

13. La manifattura, produzione e costruzione di materiale bellico e la sua importazione, esportazione e transito sono proibite, tranne come da indicazioni delle Nazioni Unite. Il Governo Italiano ottempererà a qualsiasi istruzione data dalle Nazioni Unite per la manifattura, produzione o costruzione e l’importazione, esportazione o transito di materiale bellico.

14. (A) Tutto il naviglio mercantile, i pescherecci o altra imbarcazione italiana, ovunque possono essere, e qualunque costruita o completata durante il periodo (N.d.T. di vigenza) del presente strumento saranno resi disponibili in buon riparo e in condizioni idonee alla navigazione dalle autorità italiane competenti nei luoghi e per gli scopi e periodi che le Nazioni Unite potrebbero prescrivere. Il trasferimento al nemico o sotto bandiere neutrali è proibito. Gli equipaggi rimarranno a bordo in attesa di ulteriori istruzioni riguardanti la continuazione del loro lavoro o la dispersione. Qualsiasi opzione esistente per ricomprare o riacquistare o riottenere il controllo di vascelli italiani o precedentemente italiani venduti o altrimenti trasferiti o noleggiati durante la guerra sarà esercitato immediatamente e i provvedimenti sopra citati si applicheranno a tali vascelli e ai loro equipaggi.

(B) Tutto il trasporto interno italiano e tutto l’equipaggiamento portuale sarà tenuto a disposizione delle Nazioni Unite per gli scopi che potrebbero indicare.

15. Le navi mercantili, i pescherecci e altre imbarcazioni delle Nazioni Unite in mani italiane ovunque possono essere (includendo per questo scopo quelli di qualsiasi paese che ha rotto le relazioni diplomatiche con l’Italia) nell’eventualità oppure no che il titolo sia stato trasferito come risultato di procedimenti giudiziali come preda di guerra o altrimenti, saranno restituite alle Nazioni Unite e saranno radunate in porti specificati dalle Nazioni Unite come da disposizioni che potrebbero essere indicate. Il Governo Italiano eseguirà tutti i passi che potrebbero essere richiesti per assicurare qualsiasi trasferimento necessario del titolo. Qualsiasi nave mercantile, peschereccio o altra imbarcazione neutrale sotto operatività o controllo italiano saranno radunate nella stessa maniera in attesa di ulteriori intese per la loro disposizione definitiva. Qualsiasi riparazione necessaria ai vascelli sopra menzionati sarà effettuata dal Governo italiano, se richiesto, a proprie spese. Il Governo Italiano prenderà tutte le misure necessarie per assicurare che i vascelli e il loro carico non siano danneggiati.

16. Nessuna installazione radio o di telecomunicazione o altre forme di inter-comunicazione, a riva o a largo sotto controllo italiano sia appartenente all’Italia sia a qualsiasi paese diverso dalle Nazioni Unite non trasmetteranno fino a che istruzioni per il controllo di queste installazioni saranno state prescritte dal Comandante-in-capo Alleato. Le autorità italiane adotteranno misure per il controllo e la censura della stampa e di altre pubblicazioni, di spettacoli teatrali o cinematografici, di radiodiffusione e anche di tutte le forme di inter-comunicazione che il Comandante-in-capo Alleato potrebbe indicare. Il Comandante-in-capo Alleato potrebbe, a sua discrezione, rilevare stazioni radio, cablo o di altra comunicazione.

17. Le navi da guerra, ausiliarie, da trasporto, mercantili e altre imbarcazioni e velivoli in servizio delle Nazioni Unite avranno il diritto di usare liberamente le acque territoriali intorno e l’aria sopra il territorio italiano.

18. Le forze delle Nazioni Unite richiederanno di occupare certe parti del territorio italiano. I territori o aree interessate saranno notificate di volta in volta dalle Nazioni Unito e tutte le forze italiane di Terra, Mare e Aria saranno immediatamente ritirate da tali territori o aree in concordanza con le istruzioni emanate dal Comandante-in-capo Alleato. Le disposizioni di questo articolo sono senza pregiudizio a quelle dell’articolo 4 sopra citato. Il Comando Supremo italiano garantirà l’accesso e uso immediato agli Alleati di tutti i campi d’aviazione e porti Navali in Italia sotto il loro controllo.

19. Nei territori o aree riferite nell’articolo 18, tutte le installazioni Navali, Militari e aeree, centrali energetiche, raffinerie di petrolio, servizi di pubblica utilità, tutti i porti artificiali e naturali, tutti i trasporti e tutte le installazioni, strutture e equipaggiamenti di inter-comunicazione, così come altre installazioni o strutture e tutte le riserve che potrebbero essere richieste dalle Nazioni Unite saranno rese disponibili in buone condizioni dalle autorità italiane competenti col personale richiesto per lavorarvi. Il Governo Italiano renderà disponibili altre risorse locali o servizi che le Nazioni Unite potrebbero richiedere.

20. Senza pregiudizio ai provvedimenti del presente strumento, le Nazioni Unite eserciteranno tutti i diritti di una potenza occupante in tutti i territori o aree riferiti nell’articolo 18, l’amministrazione dei quali sarà fornita con l’emanazione di proclami, ordini o regolamenti. Il personale italiano dei servizi amministrativi, giudiziari e pubblici eseguiranno le loro funzioni sotto il controllo del Comandante-in-capo Alleato a meno che non sia indicato altrimenti.

21. In aggiunta ai diritti riferiti ai territori italiani occupati descritti negli articoli da 18 a 20,

(A) I Membri e ufficiali delle forze di Terra, Mare o Aria delle Nazioni Unite avranno il diritto di passaggio in o sopra il territorio non occupato italiano e saranno concesse tutte le strutture e l’assistenza necessarie al compimento delle loro funzioni.

(B) Le autorità italiane renderanno disponibile sul territorio italiano non-occupato tutte le strutture di trasporto richieste dalle Nazioni Unite incluso il transito gratuito per il loro materiale bellico e approvvigionamenti e ottempererà alle istruzioni pubblicate dal Comandante-in-capo Alleato riguardo l’uso e controllo dei campi d’aviazione, porti, sistemi di trasporto e veicoli interni, sistemi d’inter-comunicazione, centrali energetiche e servizi di pubblica utilità, raffinerie di petrolio, scorte e altro combustibile e altri approvvigionamenti energetici e i mezzi per produrre gli stessi che le Nazioni Unite potrebbero specificare, insieme con le strutture di costruzione e riparazione connesse.

22. Il Governo e il popolo italiano si asterranno da tutte le azione dannose per gli interessi delle Nazioni Unite ed eseguiranno prontamente ed efficientemente tutti gli ordini dati dalle Nazioni Unite.

23. Il Governo Italiano renderà disponibile la valuta italiana che le Nazioni Unite potrebbero richiedere. Il Governo Italiano ritirerà e convertirà in valuta italiana, entro i limiti temporali e i termini che le Nazioni Unite potrebbero specificare, tutte le riserve in territorio italiano di valute emesse dalle Nazioni Unite durante le operazioni militari o d’occupazione e rimetteranno alle Nazioni Unito le valute ritirate senza costo aggiuntivo. Il Governo Italiano prenderà le misure che potrebbero essere richieste dalle Nazioni Unite per il controllo di banche e affari in territorio italiano, per il controllo dello scambio e commercio estero e di transazioni finanziarie e per la regolamentazione del commercio e della produzione e ottempererà a qualsiasi istruzione pubblicata dalle Nazioni Unite che riguardi queste e altre questioni simili.

24. Non ci saranno rapporti finanziari, commerciali o altre relazioni con o a beneficio di paesi in guerra con qualsiasi paese delle Nazioni Unito o territori occupato da tali paesi o qualsiasi altro paese straniero senza autorizzazione del Comandante-in-capo Alleato o degli ufficiali designati.

25. (A) Le relazioni con paesi in guerra con qualsiasi paese delle Nazioni Unite o occupati da tali paesi, saranno rotte. Gli ufficiali diplomatici, consolari o altri e i membri delle forze italiane di Terra, Mare e Aria accreditati a o serventi in missioni con tali paesi o in qualsiasi altro territorio specificato dalle Nazioni Unito, saranno richiamati. Gli ufficiali diplomatici e consolari di tali paesi saranno trattati come le Nazioni Unite potrebbero prescrivere.

(B) Le Nazioni Unite si riservano il diritto di richiedere il ritiro degli ufficiali diplomatici e consolari neutrali dal territorio italiano occupato e di prescrivere e formulare regolamenti che governino la procedura per i metodi di comunicazione tra il Governo italiano e i suoi rappresentanti in paesi neutrali e riguardo alle comunicazioni emanate da o destinate ai rappresentanti di paesi neutrali in territorio italiano.

26. Ai sudditi italiani, in attesa di istruzioni ulteriori, sarà impedito di lasciare il territorio italiano tranne se autorizzati dal Comandante-in-capo Alleato e non prenderanno, in nessun caso, servizio con alcuno dei paesi o in alcuno dei territori riferiti nell’articolo 25 (A) né procederanno verso qualsiasi luogo per lo scopo d’intraprendere del lavoro per alcuno di tali paesi. Quelli che al momento servono o lavorano in questo modo saranno richiamati come indicato dal Comandante-in-capo Alleato.

27. Il personale e materiale Militare, Navale e dell’Aria, il naviglio mercantile, i pescherecci e altre imbarcazioni e i velivoli, veicoli e altro equipaggiamento di trasporto di qualsiasi paese contro il quale alcune delle Nazioni Unito stanno continuando le ostilità o che è occupato da tale paese, rimarrà soggetto ad attacco o confisca ovunque si trovi nel o sopra il territorio o acque italiane.

28. (A) Alle navi da guerra, ausiliarie e da trasporto di tale paese o paese occupato riferito nell’articolo 27 in porti e acque Italiane o occupate dall’Italia e ai velivoli, veicoli e altro equipaggiamento da trasporto di tali paesi nel o sopra il territorio Italiano o occupato dall’Italia sarà, in attesa di ulteriori istruzioni, impedito di partire.

(B) Al personale Militare, Navale e dell’Aria e ai cittadini civili di tale paese o paese occupato in territorio italiano o occupato dall’Italia sarà impedito di partire e sarà internato in attesa di ulteriori istruzioni.

(C) Tutte le proprietà in territorio italiano che appartengono a tale paese o paese occupato o ai suoi cittadini saranno confiscati e saranno tenuti in custodia in attesa di ulteriori istruzioni.

(D) Il Governo Italiano ottempererà a qualsiasi istruzione data dal Comandante-in-capo Alleato riguardo all’internamento, custodia o disposizione susseguente, utilizzazione o lavoro di qualsiasi delle persone, vascelli, velivoli, materiali o proprietà sopra menzionati.

29. Benito Mussolini, i suoi principali associati Fascisti e tutte le persone sospettate di avere commesso crimini di guerra o offese analoghe i cui nomi appaiono su elenchi che saranno comunicati dalle Nazioni Unite e che, ora o nel futuro, è sul territorio controllato dal Comando Militare Alleato o dal Governo italiano, sarà immediatamente arrestato e consegnato nelle mani delle Nazioni Unite. Qualsiasi istruzione data dalle Nazioni Unito a questo scopo sarà ottemperata.

30. Tutte le organizzazioni Fasciste, inclusi tutti i reparti della Milizia Fascista (MVSN), della Polizia Segreta (OVRA), di tutte le organizzazioni della gioventù Fascista saranno, se non già avvenuto, disciolte in concordanza con le direttive del Comandante-in-capo Alleato. Il Governo Italiano ottempererà a tutte le istruzioni ulteriori che le Nazioni Unite potrebbe dare per l’abolizione delle istituzioni Fasciste, il licenziamento e l’internamento di personale Fascista, per il controllo di fondi Fascisti, per la soppressione dell’ideologia e dell’insegnamento Fascista.

31. Tutte le leggi italiane che comportano discriminazione per motivi di razza, colore, credo o opinioni politiche saranno, in quanto ciò non sia già stato compiuto, abrogate e le persone detenute per tali motivi saranno, come indicato dalle Nazioni Unite, rilasciate e liberate da tutte le incapacità legali alle quali sono stati sottoposti. Il Governo Italiano ottempererà a tutte le istruzioni ulteriori che il Comandante-in-capo Alleato potrebbe dare per l’abrogazione della legislazione Fascista e la rimozione di qualsiasi inabilità o proibizioni da esse risultanti.

32. (A) I Prigionieri di guerra che appartengono alle forze di, o specificò da, le Nazioni Unite e qualsiasi cittadino delle Nazioni Unite, inclusi i sudditi Abissini confinati, internati o altrimenti sotto limitazione in territorio italiano o occupato dall’Italia non saranno trasferiti e saranno consegnati immediatamente ai rappresentanti delle Nazioni Unite o altrimenti trattati come le Nazioni Unito potrebbero indicare. Qualsiasi trasferimento durante il periodo tra la presentazione e la firma del presente strumento sarà vista come una violazione dei suoi termini.

(B) Le persone di qualsiasi nazionalità che sono state poste sotto restrizione, detenute o condannate (incluse le condanne in contumacia) per i loro comportamenti o simpatie verso le Nazioni Unite saranno rilasciate secondo le direttive delle Nazioni Unite e saranno liberate dalle incapacità legali alle quali erano state sottoposte.

(C) Il Governo Italiano compirà i passi che le Nazioni Unito potrebbero indicare per salvaguardare la persona e le proprietà di cittadini e stati stranieri.

33. (A) Il Governo Italiano ottempererà alle istruzioni che le Nazioni Unite potrebbero prescrivere riguardo la restituzione, consegne, servizi o pagamenti con valenza di riparazione e pagamento delle spese di occupazione durante il periodo (N.d.T di vigenza) del presente strumento.

(B) Il Governo Italiano darà al Comandante-in-capo Alleato le informazioni che potrebbero essere prescritte riguardo ai beni, sia nel sia fuori il territorio italiano, dello stato italiano, della Banca d’Italia, di qualsiasi istituzione statale o parastatale o organizzazioni Fasciste o residenti in territorio italiano e non disporrà o permetterà la disposizione, fuori dal territorio italiano di alcuno di tali beni senza il permesso delle Nazioni Unite.

34. Il Governo Italiano eseguirà durante il periodo di vigenza del presente strumento le misure di disarmo, smobilitazione e demilitarizzazione che potrebbero essere prescritte dal Comandante-in-capo Alleato.

35. Il Governo Italiano fornirà tutte le informazioni e tutti i documenti richiesti dalle Nazioni Unite. Non ci sarà nessuna distruzione o occultamento di archivi, note, piani o qualsiasi altro documento o informazione.

36. Il governo Italiano prenderà e manterrà in vigore le misure legislative o altre che potrebbero essere necessarie per l’esecuzione del presente strumento. Le autorità militari e civili italiane ottempereranno a qualsiasi istruzione pubblicata dal Comandante-in-capo Alleato per lo stesso scopo.

37. Sarà nominata una Commissione di Controllo rappresentativa delle Nazioni Unite incaricata di regolamentare e eseguire questo strumento sotto gli ordini e istruzioni del Comandante-in-capo Alleato.

38. (A) Il termine “Nazioni Unite” nel presente strumento include il Comandante-in-capo Alleato, la Commissione di Controllo e qualsiasi altra autorità che le Nazioni Unite potrebbero designare.

(B) Il termine “Comandante-in-capo Alleato” nel presente strumento include la Commissione di Controllo e altri ufficiali e rappresentanti che il Comandante-in-Capo potrebbe designare.

39. I riferimenti alle “Forze Italiane di Terra, Mare e Aria” nel presente strumento saranno ritenuti includere la Milizia Fascista e tutte le unità, formazioni o corpi militari e paramilitari che il Comandante-in-capo Alleato potrebbe indicare.

40. Il termine “Materiale bellico” nel presente strumento denota tutto il materiale specificato in elenchi o definizioni che potrebbero essere pubblicati di volta in volta dalla Commissione di Controllo.

41. Il termine “Territorio italiano” include tutte le colonie e dipendenze italiane e può, per gli scopi del presente strumento (ma senza pregiudizio alla questione di sovranità) ritenersi includere l’Albania. Concesso comunque che ad eccezione dei casi e nella misura che le Nazioni Unite potrebbero indicare, le disposizioni del presente strumento non si applicheranno a, o influenzeranno l’amministrazione di qualsiasi colonia o dipendenza italiana già occupata dalle Nazioni Unite o i diritti e i poteri posseduti o esercitati da esse.

42. Il Governo italiano invierà una delegazione al Quartiere Generale della Commissione di Controllo per rappresentare gli interessi italiani e trasmettere gli ordini della Commissione di Controllo alle autorità italiane competenti.

43. Il presente strumento entrerà immediatamente in vigore. Rimarrà operativo fino a che sarà sostituito da qualsiasi altra intesa o fino all’entrata in vigore del trattato di pace con l’Italia.

44. Il presente strumento potrebbe essere denunciato dalle Nazioni Unite con effetto immediato se le obbligazioni italiane non saranno adempiute o, in alternativa, le Nazioni Unite potrebbero penalizzare la sua contravvenzione con misure adatte alle circostanze, come l’estensione delle aree di occupazione militare o azione aeree punitiva o altro.

Il presente strumento è redatto in inglese e italiano, il testo inglese è autentico e in caso di qualsiasi disputa che riguardi la sua interpretazione, la decisione della Commissione del Controllo prevarrà.

Firmato a Malta il 29mo giorno di Settembre, 1943.

Maresciallo Pietro Badoglio, capo del Governo Italiano

Dwight D. Eisenhower, Generale, Esercito degli Stati Uniti, Comandante in Capo, Forze Alleate

Dipartimento dell’Archivio di Stato, 11 Novembre 1945.

Strumento supplementare di Armistizio e resa dell forze italiana al Comandante in capo delle forze Alleate, Generale Dwight D. Eisenhower.

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2 risposte »

  1. Tutto ciò avvenne quanto ancora l’esercito italiano poteva contare su diverse divisioni dislocate fuori dai confini dell’Italia e con una flotta che poteva contare a sua volta su numerose navi in grado di opporre una notevole potenza di fuoco, senza considerare le enormi riserve di carburante mai utilizzate!!!

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