2^ G.M. I bollettini di Guerra

I bollettini di guerra del 29 settembre 1940-41-42

Il Bollettino del Quartier Generale delle Forze armate venne diramato in Italia a partire dall’ 11 giugno 1940, giorno in cui venne emesso il n° 1, fino al tragico 8 settembre 1943, per un totale di 1.201 comunicati. Esso, come venne indicato nelle disposizioni ufficiali, a partire dal 15 giugno 1940, sarà diramato alle ore 13 e conterrà tutto quanto concernente lo svolgimento delle operazioni sino alle ore 24 del giorno precedente.

Il 19 novembre 1940 venivano diramate con il Foglio di disposizioni n. 5 del P.N.F. le direttive riguardo al contegno da tenere durante l’ascolto del Bollettino di guerra, che prescriveva fra l’altro:

Nei pubblici ritrovi, allorchè viene trasmesso per radio il Bol­lettino di guerra, i fascisti presenti lo ascoltino in piedi. Il pubblico non tarderà a uniformarsi a questa esempio di compren­sione e di stile.

Noi abbiamo scelto di pubblicare gli stessi, raggruppando in un unico post tutti i bollettini emessi in quel giorno specifico, per tutti gli anni del conflitto mondiale.

  • Bollettino n. 114

Il Quartier Generale delle Forze Armate comunica in data 29 settembre 1940:

Nell’Africa settentrionale, durante le consuete azioni di ricognizione, é stato scoperto e catturato un pilota di uno degli apparecchi abbat­tuti e di cui è stata data notizia nel bollettino n. 113. Il nemico ha rinnovato incursioni aeree su Bardia, Derna e sulle zone di Sollum e di Giarabub senza alcun effetto, limitandosi le perdite ad un ferito ed un autocarro danneggiato.

Nell’Africa orientale, lungo il confine del Kenia, alcuni scontri di pattuglia (presso Gherilli, ad est di Wajir e Todignac, nella zona del lago Rodolfo) hanno avuto esito a noi favorevole. Il nemico è stato ovunque fugato: ha lasciato sul terreno, complessivamente, sei morti, dei quali un sottufficiale e numerosi feriti; da parte nostra quattro coloniali feriti. Nostri aerei hanno bombardato la stazione radio di Uadi Jusuf (a nord – ovest di Gallabat), mitragliato e spez­zonato da bassa quota una autocolonna e postazioni contraeree, rien­trando poi tutti alla base. L’aviazione nemica ha bombardato Assab, Dessiè e Combolcià senza causare danni sensibili (una Camicia nera é stata ferita); e Uesca Ueca (sud di Magi), senza causare perdite e con danni, per noi, insignificanti.

  • Bollettino n. 483

Il Quartier Generale delle Forze Armate comunica in data 29 settembre 1941:

Nell’Africa settentrionale attività di artiglieria sui fronti di Tobruk e di Sollum. Durante una incursione aerea su Bardia sono stati ab­battuti due apparecchi nemici dalla difesa contraerea e due altri da cacciatori tedeschi.

Nell’Africa orientale unità nemiche hanno tentato un attacco con­tro nostri posti avanzati nella zona di Gondar: battute dall’artiglieria sono state poste in fuga dalla reazione dei nostri reparti.

Aerei britannici hanno effettuato una incursione sulla città di Rodi colpendo alcune abitazioni e l’ospedale civile dove si sono avute dodici vittime.

Nel Mediterraneo centrale la nostra caccia ha abbattuto due bom­bardieri del tipo Blenheim caduti in fiamme.

L’aviazione nemica ha attaccato Trapani, Marsala e Castelvetrano lanciando spezzoni incendiari, Palermo dove si lamentano 9 morti e 26 feriti finora accertati, Torino dove un apparecchio è stato abbat­tuto dall’artiglieria contraerea ed è caduto nei pressi del comune di Candiolo: i cinque membri dell’equipaggio sono morti.

Apparecchi nemici hanno sorvolato la città di Milano ma non sono segnalati lanci di bombe: si lamentano 6 feriti di cui 3 per schegge di proiettili antiaerei e 3 per incidenti stradali.

E’ stato bombardato l’abitato di Savona Marina con danni alle abi­tazioni civili: sono stati lanciati oltre a bombe e razzi illuminanti spezzoni incendiari e manifestini. Un bombardamento dello stesso genere é stato effettuato su Genova: alcune case crollate; alcuni in­cendi nelle campagne sono stati domati; si lamentano un morto e tre feriti tra la popolazione civile e un vigile del fuoco morto e quat­tro vigili feriti, di cui due gravi, per scoppi di proiettili antiaerei. Altra incursione ha avuto luogo su La Spezia con lancio di bombe incendiarie e dirompenti e di spezzoni incendiari: gli incendi sono stati domati; i feriti per schegge di proiettili antiaerei sono quattro. Nella notte sul 29 nostre formazioni aeree hanno bombardato navi alla fonda, nella base di Malta.

Questo bollettino sarà seguito nel pomeriggio da uno straordinario.

  • Bollettino n. 483s

La formazione navale nemica partita da Gibilterra, cui accenna il bollettino ordinario di ieri numero 482, era composta di un con­voglio scortato da una nave portaerei, da una nave da battaglia, da un numero imprecisato di incrociatori e da una diecina di caccia­torpediniere.

Non appena fu avvistata dai nostri ricognitori, partirono immedia­tamente dalle basi della Sardegna nostri aerosiluranti: un incrocia­tore leggero colpito da due siluri è subito affondato (capi equipaggi dei velivoli capitano Melley e tenente Setti); un incrociatore leggero é stato colpito con un siluro (capo equipaggio tenente Giacoppinelli); una grossa unità, colpita da siluro (capo equipaggio del velivolo te­nente Venturini); un incrociatore leggero, colpito con un siluro (ca­po equipaggio del velivolo tenente Bucceri); un incrociatore di circa 10 mila tonnellate, colpito da un siluro, ha sbandato uscendo dalla formazione (capo equipaggio del velivolo, capitano Marini). Subito dopo un altro nostro velivolo, con capo equipaggio il tenente Cri­stiani, ha colpito lo stesso incrociatore che è affondato.

I piloti della caccia di scorta hanno notato la messa in acqua di scialuppe da salvataggio.

Una seconda ondata di due gruppi, comandati rispettivamente dal colonnello Seidl e dal maggiore Buri, hanno proseguito l’attacco con questi risultati: una nave da battaglia colpita a prua con un siluro, un incrociatore colpito al centro con un siluro, un incrocia­tore colpito.

In una terza ondata sono stati colpiti: con un siluro un incrociatore leggero (capo equipaggio del velivolo capitano Grossi); con due si­luri un incrociatore da 10 mila tonnellate, che è affondato (capi equipaggi dei velivoli tenenti Barioglio e Cipriani).

Verso sera altra formazione partita dalle basi della Sicilia ha attac­cato le unità superstiti e sicuramente colpito con un siluro ciascuno un incrociatore pesante e un cacciatorpediniere (capi equipaggio dei velivoli capitano Magagnoli e tenente Silva).

Riassumendo, sono stati sicuramente affondati due incrociatori pesanti e uno leggero e colpiti più o meno gravemente con siluri una nave da battaglia e un’altra grossa unità imprecisata, sei unità di tonnel­laggio minore, un cacciatorpediniere.

Mentre si svolgeva la battaglia avevano luogo furiosi scontri tra i nostri e i velivoli nemici.

Sei velivoli inglesi sono stati abbattuti in fiamme: otto nostri veli­voli non sono rientrati alle basi.

Devono considerarsi caduti alla testa delle loro formazioni il colon­nello comandante dello stormo e tre comandanti di squadriglia. Durante questa grande battaglia che è durata dalle 13 alle 22 del giorno 27 i nostri aviatori in magnifica gara di ardimento e con superbo sprezzo del pericolo si sono scagliati contro la flotta inglese non solo con la potenza degli esplosivi ma anche con il loro co­raggio e la loro inarrestabile decisione di colpire. Delle navi mer­cantili che formavano il convoglio una è stata silurata da unità sot­tili della Regia Marina nel Canale di Sicilia; un’altra, colpita e affondata al largo delle coste algerine da unità della R. Marina; due altre, per complessive 23 mila tonnellate, sono state affondate nel tratto di mare tra la Sardegna e la Tunisia, da aerosiluranti aventi quali capi equipaggi i tenenti Focacci, Belloni e Di Bella.

  • Bollettino n. 855

Il Quartier Generale delle Forze Armate comunica in data 29 settembre 1942:

Sul fronte egiziano fuoco di artiglieria particolarmente vivace nel settore settentrionale.

Nostri velivoli d’assalto hanno bombardato e mitragliato, in prolun­gata azione notturna, la stazione ferroviaria di el Hammam. Il nemico ha compiuto una nuova incursione su Tobruk durante la quale un aereo, colpito dalla difesa della Piazza, è precipitato in fiamme.

 

 

 

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