Le missioni di pace

10 anni fa, la Folgore colpita al cuore in Afghanistan

E’ quasi mezzogiorno del 17 settembre 2009 quando a Kabul si scatena l’inferno. Una potente autobomba colpisce un convoglio  di blindati al comando del tenente della Folgore Antonio Frotunato. Contro i “Lince” in viaggio dall’aereoporto alla base ISAF di Kabul, viene scagliata un auto imbottita con 150 chili di esplosivo. Lo scoppio si sente a chilometri di distanza, nella tremenda deflagrazione muoiono sei paracadutisti della Folgore, altri quattro militari (tre paracadutisti e un aviere) restano feriti.

Immagine attentato del 17 settembre 2019.png

Questi i nomi delle vittime, tutti ragazzi tra i 26 e i 37 anni e tutti paracadutisti  della Brigata Folgore del 186° e 187° reggimento e del 183° battaglione Nembo:

  • il tenente Antonio Fortunato, 35 anni, originario di Lagonegro (Potenza) del 186º Reggimento;
  • il primo caporal maggiore Matteo Mureddu, 26 anni, di Solarussa, un piccolo paese sardo in provincia di Oristano, fratello minore di Stefano, anch’egli militare del 186º Reggimento;
  • il primo caporal maggiore Davide Ricchiuto, 26 anni, nativo di Glarus (Svizzera) del 186º Reggimento;
  • il sergente maggiore Roberto Valente, 37 anni di Napoli del 187º Reggimento;
  • il primo caporal maggiore Gian Domenico Pistonami, 26 anni di Orvieto del 186º Reggimento;
  • il primo caporal maggiore Massimiliano Randino, salernitano, 32 anni del 183º Reggimento “Nembo”.

I sei parà morti 17 settemnre 2019

Molte sono le vittime anche tra i civili,che in quel momento affollano un vicino mercato. Oltre 20 afgani rimangono uccisi e altri 60 sono rimasti feriti. Tra i parà rimasero poi feriti tre appartenenti al 186° reggimento e uno all’Aeronautica militare: il caporale Sergio Agostinelli, il maresciallo Felice Calandriello, i parà Ferdinando Buono e Rocco Leo.

Il 23 dicembre 2009 con decreto del Presidente della Repubblica il tenente Antonio Fortunato è stato insignito della Croce d’Onore alla memoria, con la seguente motivazione:

«Ufficiale della Brigata paracadutisti “Folgore” dalle straordinarie qualità morali e professionali, comandato in missione di pace in terra afghana, nell’ambito dell’operazione ISAF, ha contribuito costantemente, con perizia e assoluta dedizione, al conseguimento degli obiettivi della missione. Paracadutista dalle eccelse virtù militari, il 17 settembre 2009, nel corso di una attività di scorta all’interno dell’abitato di Kabul, immolava la sua giovane vita nell’adempimento del dovere, a causa dell’esplosione di un ordigno occultato proditoriamente su apposito automezzo che investiva il veicolo su cui era a bordo. Fulgidissimo esempio di sublime coraggio che, con il suo estremo sacrificio, ha contribuito in modo significativo ad accrescere il prestigio dell’Italia e della Forza Armata in ambito internazionale, tenendo alti gli ideali di pace e solidarietà.»
— (Kabul (Afghanistan), 17 settembre 2009)

 

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