2^ G.M. Campagna d'Italia

8 settembre 1944, la R.A.F. attacca violentemente il transatlantico “Rex”

L’8 settembre 1944 due stormi  di bombardieri Bristol Beaufighters raggiunsero il transatlantico Rex, vincitore nel 1933 del celebre Nastro Azzurro, mentre navigava lentamente nel golfo di Muggia. Nel corso dell’attacco vennero lanciati sulla splendida nave la bellezza di 123 razzi, con due tornate di 59 e 64 armi. Prima di vedere come si concluse la vicenda vediamo cosa era e cosa rappresentava il Rex.

Varato il  1° agosto 1931, nei Cantieri Navali Ansaldo di Sestri Ponente, tra gli applausi di una folla immensa e delle autorità, con il suo dislocamento di 51.000 tonnellate e una lunghezza di 269 metri, era all’epoca il più grande oggetto galleggiante mai costruito in Italia, primato che conserverà fino al 1991.

Il progetto affidato all’ingegner Achille Piazzai, aveva come obbiettivo quello di poter competere con le grandi navi di Inghilterra e Germania, che vantavano le navi mercantili con il maggior tonnellaggio, e di superare in termini di innovazione costruttiva i due transatlantici tedeschi Bremen ed Europa, considerati all’epoca i migliori. Il progetto per l’Italia fascista era talmente importante che venne seguito personalmente dallo stesso Mussolini.

Sempre Mussolini, in seguito alla grande crisi seguita al crollo di Wall Street del ’29, presiedette un vertice tra i rappresentanti della navigazione italiana e il direttore della Banca Commerciale Italiana, in cui si decise la riorganizzazione delle società armatoriali italiane, fondendo la Navigazione Generale Italiana (proprietaria del Rex) e altre due compagnie nella Italia Flotte Riunite, con sede legale a Genova e controllata direttamente dal governo. La compagnia nacque ufficialmente il 2 gennaio 1932 e la presidenza fu affidata al Duca degli Abruzzi.

Il 27 settembre 1932, a solo un anno dal varo, il Rex iniziava il viaggio inaugurale, che purtroppo almeno all’inizio non fu un successo. A causa di un  incidente avvenuto a Gibilterra, molti passeggeri decisero di non attendere le riparazioni e di recarsi in Germania per imbarcarsi sul transatlantico Europa, ma quando arrivarono a New York furono colti da una sorpresa, il Rex era stato riparato ed era arrivato prima dell’Europa.

Passarono pochi mesi e il Rex entrò definitivamente nella storia. Salpato da Genova alle 11.30 del 10 agosto 1933, dopo aver raggiunto Gibilterra si lanciò a tutta velocità verso New York. raggiungendo la città statunitense in soli 4 giorni, 13 ore e 58 minuti. Con una velocità media di 28,92 era stato  infranto il record mondiale di percorrenza nell’Oceano Atlantico! Ciò valse al Rex, unica nave italiana nella storia, la vittoria dell’ambito premio del Nastro Azzurro, una grande conquista per il nostro Paese.

Allo scoppio della seconda guerra mondiale, allorché le navi inglesi, francesi e tedesche cessarono i servizi commerciali, divenne il più grande transatlantico a operare nell’Oceano Atlantico continuando il trasporto passeggeri. Nel maggio 1940 in previsione dell’entrata in guerra dell’Italia, il Rex fece quello che diverrà il suo ultimo viaggio come transatlantico commerciale.

Il 10 giugno 1940 l’Italia entrava ufficialmente nel secondo conflitto mondiale, molte navi civili vennero riconvertite in unità militari per il trasporto truppe o in navi ospedali. Tutto questo però non riguardava il Rex, perchè venne deciso di lasciarlo al sicuro nel porto di Genova. Pochi giorni dopo l’entrata in guerra la Marine National francese riusci senza subire una efficace reazione a bombardare la città ligure e pertanto il Rex fu trasferito prima a Bari e poi a Trieste.

Dopo oltre tre anni di guerra, l’Italia chiedeva l’armistizio alle potenze alleate voltando le spalle all’alleato germanico. Il 3 settembre a Cassibile nelle vicinanze di Siracusa veniva firmata la resa e l’8 settembre il maresciallo Badaglio annunciava ai microfoni dell’EIAR l’uscita di scena per l’Italia. Per la seconda volta la popolazione credette che la guerra era finalmente finita, invece stava per iniziare la fase più cruenta del conflitto, con la penisola devastata dalla lotta fra due eserciti stranieri con la lotta fratricida fra italiani.

I tedeschi invasero immediatamente la penisola e contesero in quasi due anni di lotta il territorio italiano alle forze anglo-americane che faticosamente e con estrema lentezza risalirono la penisola.. Il comando tedesco, che dapprima intendeva salvare la nave, decise di affondare il Rex e di metterlo di traverso per bloccare l’entrata nel golfo. I comandi alleati anch’essi intenzionati a non affondare il transatlantico, quando vennero a conoscenza del piano decisero di distruggere la nave.

Intercettata mentre si trovava nelle vicinanze di Trieste, tra Isola d’Istria e Capodistria, come detto a inizio post, venne bombardato con 123 razzi. La nave bruciò per quattro giorni prima di affondare. Un anno prima esattamente l’11 settembre 1943 stessa sorte era toccata al transatlantico Conte di Savoia, un altra splendida nave di oltre 40 mila tonnellate anch’esso ancorato nella laguna di Venezia, che venne bombardato dall’aviazione tedesca e semi-affondato.

Nel dopoguerra si penso a recuperare le due navi orgoglio della Marina italiana me in entrambi i casi le operazioni vennero giudicate anti-economiche. Mentre il Conte di Savoia venne venduto come rottame da demolizione, che avvenne a Monfalcone nel 1950, sorte peggiore toccò al Rex. Dopo il trattato di pace con la Jugoslavia, la nave risultava essere in acque jugoslave. Il relitto fu smantellato dalle industrie balcaniche dal 1947 al 1958 ed il suo acciaio venne fuso.

Grazie per aver letto con tanta pazienza il nostro post, con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

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