1^ G.M. Soldati decorati al Valore

23 agosto 1917, la morte di Giulio Blum

«Soldato volontario di guerra a 62 anni, in breve raggiunse per la costante devozione al dovere, per l’inestinguibile entusiasmo, per la prova di valore offerta e per il sangue due volte eroicamente versato, il grado di tenente. Fremente per patriottismo, del più alto spirito guerriero, chiese ed ottenne di partecipare all’assalto con i fanti di una brigata. Postosi alla testa di un forte gruppo di valorosissimi da lui nobilmente arringati e che lo avevano con entusiasmo acclamato degno di guidarli alla contrastata vittoria, egli li precedette con la bandiera in pugno, incitatore magnifico ed eroico. Cadde colpito a morte, al grido di “Savoia !”.»
— Pendici settentrionali dell’Hermada, 23 agosto 1917.

La motivazione della Medaglia d’Oro al Valor Militare conferita il 22 novembre dello stesso anno, sintetizza la straordinaria figura dell’artigliere Giulio Blum, il più anziano fra i combattenti insigniti dell’onorificenza.

Il protagonista del nostro post odierno nacque a Vienna in Austria, il 20 dicembre 1855 da una patriottica famiglia italiana. Compiuti gli studi a Milano, visse a Reggio Emilia e a Bologna. Alla dichiarazione di guerra all’Austria, il 24 maggio 1915, si arruolò volontario, quasi sessantenne, nel 13° reggimento artiglieria da campagna col grado di caporale, che aveva conseguito, a suo tempo, durante il servizio di leva.

Assegnato al 37° artiglieria da campagna, di nuova formazione, partì per la zona di operazioni e rifiutando incarichi speciali di minor pericolo o meno disagiati, volle disimpegnare le attribuzioni del proprio grado in batteria, agli osservatori e nelle ricognizioni, dando mirabile esempio di giovanile ardimento. Il 20 ottobre 1915 a Monte Fortin, sottoposto il suo pezzo al tiro nemico di controbatteria venne ferito al braccio sinistro da scheggia di granata e per il coraggio dimostrato nel combattimento fu promosso sergente per merito di guerra e decorato di medaglia d’argento al valore:

«Volontario di guerra in avanzata età, disimpiegando le attribuzioni del proprio grado con giovanile ardore, dava esempio di bella fermezza sotto il fuoco aggiustato dell’artiglieria avversaria. Ferito ad un braccio, rimaneva al proprio posto, allontanandosene solo ad azione finita. Al posto di medicazione, soggetto ancora al tiro nemico, conservava una ammirevole calma, sebbene la casa che ricoverava fosse in parte abbattuta e vi perdesse la vita l’ufficiale medico.»
— Monte Fortin, 20 ottobre 1915

Continuò a servire nel Regio Esercito con straordinario valore, prova ne è una seconda promozione per merito di guerra, ottenuta nel luglio 1916, quando fu promosso sottotenente di artiglieria di complemento e trasferito al 32° artiglieria da campagna. Anche nel nuovo reparto si mise in luce tanto da ottenere già nel febbraio dell’anno successivo la promozione a tenente. Poco dopo il suo reparto venne inviato nella zona del XIII C. d’A. sulle pendici settentrionali dell’Hermada, dove come abbiamo visto ad inizio post troverà la morte.

Durante l’undicesima battaglia dell’Isonzo ottenne di essere addetto al comando della brigata Salerno, chiedendo come sempre di potere essere parte attiva all’offensiva imminente. La sera del 22 agosto 1917, avendo la brigata ricevuto l’ordine di riprendere le operazioni per occupare la quota 145 sud, ottenne di potervi prender parte. Il mattino seguente, si lanciò alla testa dei fanti verso le trincee nemiche serrando in pugno il tricolore donatogli dalle donne di Udine. Nell’impetuoso assalto, impareggiabile in ardimento, cadde colpito in pieno da una raffica di mitragliatrice.

Il suo nome è inciso su una delle lapidi della “strada degli artiglieri” una rotabile di qualche chilometro che ripercorre i resti di diverse fortificazione della Grande Guerra e che conduce ai piedi dei monti Zugna e Zugna Torta, due cime a sud di Rovereto, teatro di duri scontri tra gli eserciti italiano ed austro-ungarico. Percorrendo la stessa si possono vedere resti di postazioni e ricoveri mentre ai lati 102 lapidi ricordano altrettanti artiglieri decorati con la Medaglia d’Oro, non solo nella Grande Guerra.

Grazie per aver letto il nostro post e con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

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