2^ G.M. I Carabinieri Reali

19 AGOSTO … Accadde oggi

Inaugurato il 10 agosto 2019 il nuovo post giornaliero dedicato ai fatti d’arme, alle date di nascita e di morte di personaggi importanti riguardanti il nostro blog, alle date di attribuzione delle Medaglie d’Oro e alle date principali e fondamentali dei due conflitti mondiali, buona lettura a tutti. 

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  • 1917 Muore in combattimento Agostino Setti. Nacque a Robecco Pavese, un piccolo paese dell’Oltrepò Pavese, il 19 dicembre 1894, rimasto orfano di padre in giovane età, emigrò in Argentina per contribuire al mantenimento della famiglia, stabilendosi a Buenos Aires, dove svolse il mestiere di falegname. Nei mesi che precedettero la dichiarazione di guerra all’Impero austro-ungarico, fu richiamato in servizio. Rientrato immediatamente in Patria si presentò presso il distretto militare di Tortona, dove fu arruolato nel Regio Esercito, ed assegnato al 1º Reggimento della Brigata “Granatieri di Sardegna”.

    Dopo la dichiarazione di guerra, oltrepassò con il suo reggimento il confine con l’Austria-Ungheria per raggiungere il settore di Monfalcone, dove rimase ferito. Rientrò in servizio dopo lunga convalescenza, venne assegnato al 4º Battaglione con l’incarico di ciclista porta-ordini. A partire dal 20 maggio e fino al 3 giugno del 1916 partecipò ai combattimenti per la difesa dell’altopiano di Asiago, percorrendo con la sua bicicletta le zone battute dall’artiglieria nemica per portare gli ordini tra i vari reparti. Nel mese di settembre prese parte all’occupazione dell’altura di San Grado di Merna, sul Carso.

    Alla fine del mese di agosto del 1917 prese parte, con il suo reggimento, alla conquista dell’altura di Stari Lovka, che costò la vita a 1.518 soldati italiani. Il 19 agosto fu mandato a consegnare un importante ordine che poteva cambiare il destino del suo battaglione, e per farlo dovette attraversare una zona scoperta, battuta dal tiro del nemico. Lanciatosi sul campo di battaglia venne ferito a morte, e stringendo la lettera tra i denti strisciò fino al comando italiano dove si spense subito dopo. Alla sua memoria, il 16 agosto del 1918, venne decretata la concessione della Medaglia d’Oro al Valor Militare:

    «Costante fulgido esempio ai compagni di attività, zelo e fermezza, quale ciclista presso il comando di un battaglione, disimpegno sempre con infaticabile lena il proprio compito, sotto furiosi bombardamenti avversari, sprezzante del pericolo e dei disagi, ed essendo di mirabile esempio anche ai più arditi. Affidatogli in un momento critico dell’azione un ordine di tale importanza da dover essere recapitato in modo assoluto, partì mentre più intenso era il fuoco nemico. Colpito a morte durante il cammino e conscio della gravità del momento, raccolte le sue ultime energie, volle trascinarsi fino al comando designato, e spirò mentre gli recapitava l’ordine, assicurando, coll’eroico sacrificio della propria vita, il buon esito del combattimento. Selo, 19-22 agosto 1917.»

    Dopo la fine della guerra gli furono intitolate vie a Pavia e nella sua provincia, mentre nel comune di Santa Giuletta sorge un piccolo museo dei combattenti e reduci a lui intitolato.

  • 1940 Si conclude con l’occupazione di Berbera capitale del Somaliland, la campagna italiana lanciata il precedente 3 agosto 1940 contro la Somalia britannica.

  • 1942 Alexander raccomanda a Montgomery di tenere a ogni costo le posizioni di El Alamein mentre viene preparata la controffensiva

  • 1943 Arrivano nella capitale portoghese il generale Walter Bedell Smith, capo di Stato Maggiore di Eisenhower e il generale Kenneth Strong, capo del Servizio Informazioni del comando alleato nel Mediterraneo: sono gli interlocutori ufficiali designati da Roosevelt e Churchill a trattare con il generale Castellano, l’inviato semiufficiale del governo Badoglio, che dovrà riferire a Roma sulle reazioni degli Alleati di fronte all’intenzione degli italiani di chiedere l’armistizio.

  • 1943 Pesanti bombardamenti alleati su Avellino, Salerno e Foggia che causano gravi danni.

  • 1944 Muore a Savona, dove era nata poco meno di 28 anni prima la partigiana Ines Negri. Dopo l’8 settembre 1943, entra nei Gruppi di difesa della donna come staffetta partigiana. Nell’estate 1944 la provincia di Savona passò sotto il controllo della 3ª Divisione fanteria di marina “San Marco”, addestrata in Germania e dotata di armi tedesche. Sapendo che parecchi dei militari della “San Marco” si erano arruolati per evitare la prigionia in Germania, le organizzazioni femminili della Resistenza iniziano a lavorare per favorirne le diserzioni.

    Ines Negri fu arrestata il 16 agosto del 1944, ad Albisola Mare, nei pressi di Villa Faragiana, mentre accompagnava in montagna alcuni militari. Dopo tre giorni di torture fu condannata a morte “per aver incitato alla diserzione diversi soldati della Divisione San Marco” e subito fucilata. Identica sorte toccò la settimana successiva a Clelia Corradini.

    In conseguenza della sua morte, le donne savonesi annunciarono tramite il bollettino “Noi Donne” che da quel momento sarebbero entrate nelle formazioni partigiane per partecipare direttamente ai combattimenti.Una strada di Albissola Marina, così come una scuola, portano il nome di Ines Negri

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