2^ G.M. I Carabinieri Reali

18 AGOSTO … Accadde oggi

Inaugurato il 10 agosto 2019 il nuovo post giornaliero dedicato ai fatti d’arme, alle date di nascita e di morte di personaggi importanti riguardanti il nostro blog, alle date di attribuzione delle Medaglie d’Oro e alle date principali e fondamentali dei due conflitti mondiali, buona lettura a tutti. 

  • 1830 Nasce a Vienna Francesco Giuseppe I, Imperatore d’Austria (1848-1916), Re d’Ungheria (1867-1916), Re di Boemia e di molti altri territori; dal 1º maggio 1850 al 24 agosto 1866, capo della Confederazione germanica. Salito al trono il 2 dicembre 1848, a soli diciotto anni, fino al 1866, anno della sconfitta nella terza guerra d’indipendenza italiana, che costò all’Impero la perdita anche del Veneto,  la sua politica fu volta soprattutto verso l’occidente, al mantenimento dei possedimenti italiani e alla supremazia sui frammentati stati tedeschi. Il mancato intervento nella Guerra di Crimea isolò l’Austria in Europa, e permise al Regno di Sardegna di Vittorio Emanuele II di Savoia di aumentare la sua influenza con Francia e Inghilterra. Grazie alla promessa di cessione di Nizza e della Savoia e per l’aiuto dato in Crimea, il Regno di Sardegna ottenne l’aiuto della Francia di Napoleone III, nel 1859, per attuare la seconda guerra di indipendenza. Dopo la sanguinosa battaglia di Solferino e San Martino, si vide costretto a firmare l’Armistizio di Villafranca, che sanciva la cessione della Lombardia al Regno di Sardegna, ma riuscì a mantenere sotto il controllo dell’impero asburgico il Veneto nonostante le pressioni diplomatiche dei Savoia. Nel 1866 il regno d’Italia si alleò con la Prussia contro l’Austria e anche se la guerra sul fronte italiano fu segnata da alterne vicende, la vittoria prussiana consentì al Regno d’Italia di annettere il Veneto. Con lo scoppio della Grande Guerra, guidò l’Impero sempre più in difficoltà sul fronte italiano, fino alla sera del 21 novembre 1916, quando  a ottantasei anni, dopo sessantotto anni di regno, morì a causa di una polmonite, al palazzo di Schönbrunn. Gli successe alla guida dell’Impero il pronipote Carlo I d’Austria, più tardi dichiarato Beato da papa Giovanni Paolo II, ma l’Impero, dopo la sconfitta nella Prima guerra mondiale, gli sopravvisse solo altri 2 anni

  • 1918 Nasce a Benevento, da madre italiana e padre tedesco ex ufficiale della marina tedesca Pietro Koch Negli ultimi anni della seconda guerra mondiale, fu a capo di un reparto speciale di polizia della Repubblica Sociale Italiana, noto anche come Banda Koch, che operò principalmente a Roma e in seguito, brevemente, anche a Milano, macchiandosi di numerosi crimini contro nemici catturati e oppositori politici, come torture e omicidi.

  • 1940  Fu il giorno più duro della Battaglia d’Inghilterra, in cui entrambi gli schieramenti subirono il massimo delle perdite

  • 1938 Muore in un incidente aereo Mario Chiesa. Si trattava di un volo dimostrativo di un idrovolante M.C. 94 della Aermacchi di Varese, in cui persero la vita 14 persone. Fu volontario di guerra, mutilato sul Piave e insignito di medaglia d’argento al valor militare, legionario fiumano come Alfiere dell’8º reparto d’assalto. Figura preminente del Sansepolcrismo e dello squadrismo fascista fu uno dei protagonisti dell’assalto alla sede del giornale socialista Avanti! Nel giugno 1928, a soli 30 anni, viene nominato Prefetto a Cuneo; successivamente verrà destinato ad esercitare le sue funzioni in Provincia di Udine, Como, Littoria (di cui fu il primo prefetto) e infine Varese.

  • 1955  Muore a Genova Giorgio Parodi. Nacque a Venezia nel 1897, figlio di Emanuele Vittorio, noto armatore genovese, e si arruolò volontario nel Regia Marina allo scoppio della prima guerra mondiale, ed in quanto non ancora maggiorenne dovette chiedere il permesso paterno. Qualche tempo dopo si appassionò al mondo dell’aviazione, chiese, ed ottenne, di conseguire il brevetto di pilota e poi di pilota militare, volando a bordo degli idrovolanti Macchi L.3 . Nell’estate del 1917 fu decorato con una prima Medaglia d’argento al valor militare per aver partecipato a numerose missioni. Partecipò sempre come volontario alla Guerra d’Etiopia e la seconda guerra mondiale venendo decorato con cinque Medaglie d’argento e una di Bronzo al valor militare. Fondò con Carlo Guzzi l’azienda motociclistica Moto Guzzi.

  • 1989 Muore a Pavullo nel Frignano Mario Ricci,  partigiano e politico italiano noto col nome di battaglia Armando.Più volte processato e condannato come antifascista. il 25 luglio 1943 era a Ventotene al confino. Rientrato nel suo paese natale, cominciò subito ad organizzare un reparto di partigiani, portandosi poi a Montefiorino ove più forte era la lotta partigiana. Molti giovani del luogo, o saliti dalla pianura, si aggregarono al suo gruppo, che prese il nome di ‘”Divisione Modena – Armando”, dal nome di battaglia di Mario Ricci che era appunto “Armando”. Questa divisione presidiò il territorio del capoluogo del comune di Montefiorino e dei dintorni con le diverse Brigate di cui era formata. Agendo altri raggruppamenti partigiani in diversi comuni modenesi e reggiani vicini a Montefiorino, si decise di riunirli in un unico Corpo d’Armata, al cui comando fu designato il partigiano Armando. Alla caduta della Repubblica partigiana, la Divisione Armando si trasferì al di là del crinale appenninico raggiungendo in Toscana la 5ª Armata alleata, a cui si aggregò per continuare la lotta contro i tedeschi. La divisione Modena Armando, rappresentò in Italia una delle poche formazioni partigiane riconosciute cobelligeranti a fianco dell’esercito alleato, assieme alla 28ª Brigata Garibaldi “Mario Gordini ed alla Brigata Maiella. Fu decorato di Medaglia d’oro al valor militare:

    «Promotore ed animatore della lotta di resistenza nell’Appennino Emiliano, da posti di grande responsabilità e di elevato comando metteva in luce esimie doti di organizzatore e di capo. Coraggioso e deciso, si imponeva all’ammirazione dei combattenti riscuotendo larga fama fra le file partigiane. Ripetute e chiare le prove di valore da lui fornite e particolarmente distinto il contegno da lui tenuto dal 13 al 19 giugno 1944 attaccando, in quel di Monte fiorino, munite posizioni fortemente presidiate, vincendo in duri combattimenti la resistenza nemica e liberando una vasta zona di territorio del quale manteneva per qualche tempo il controllo. Infaticabile, ardito, sempre presente, continuava strenuamente nella lotta sino alla liberazione impegnando in combattimento intiere grandi unità nemiche.»
    — Appennino Tosco Emiliano, settembre 1943 – aprile 1945.

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