2^ G.M. La X MAS

Bruno Zelik, ultimo comandante del glorioso sommergibile Scirè

Il post odierno è dedicato a Bruno Zelik ultimo comandante di uno dei sommergibili più celebri della Regia Marina, il leggendario Scirè che, agli ordini di Junio Valerio Borghese, portò a termine alcune tra le missioni più audaci della guerra, come i forzamenti delle basi inglesi di Gibilterra ed Alessandria. Il battello affondò insieme al suo comandante e all’intero equipaggio nelle acque di fronte ad Haifa in Palestina. All’episodio abbiamo dedicato un apposito post che potete leggere cliccando sul seguente link:

10 agosto 1942, l’agguato allo Scirè

L’odierno è invece dedicato al valoroso ultimo comandante dello Scirè il Capitano di corvetta Bruno Zelik. Al momento della dichiarazione di guerra a Francia e Gran Bretagna, quel fatidico 10 giugno 1940, il giovane Tenente di Vascello di origini triestine si trovava in servizio presso l’Arsenale di La Spezia, al comando del sommergibile Reginaldo Giuliani con cui effettuò la prima missione di guerra nel Mediterraneo.

Quando si decise di trasferire il Reginaldo Giuliani nell’oceano Atlantico alla base di BETASOM, Zelik fu sostituito dal capitano di corvetta Renato d’Elia. Nel gennaio 1942 il comandante Emilio Berengan passò le consegne e il tenente di vascello Bruno Zelik assunse il comando del sommergibile Topazio. Zelik condusse il battello in una lunga missione al largo delle coste libiche ed egiziane.

Successivamente assegnato al comando del sommergibile Onice, fu impiegato in missioni esplorative nel Canale di Sicilia e il 16 marzo 1942 Zelik fu attaccato da un sommergibile nemico ma la sua pronta reazione portò l’avversario a ritirarsi, mentre il 23 dello stesso mese individuato un convoglio nemico (probabilmente facente parte della squadra navale inglese reduce della seconda battaglia della Sirte) tentò di silurare una nave , ma senza risultati. Per il valoroso comportamento durante l’azione del 16 al suo rientro in madrepatria verrà decorato con la Medaglia di bronzo al valor militare:

«Comandante di sommergibile effettuava con sereno spirito aggressivo ed elevata capacità professionale, una missione di guerra durante la quale attaccava decisamente con siluro e col cannone un sommergibile nemico. Avvistato successivamente un convoglio fortemente scortato, si portava all’attacco con perizia e ardimento, malgrado le avverse condizioni del mare, silurando una delle unità nemiche.»
Acque della Sicilia, 16 marzo 1942

Promosso al grado di Capitano di Corvetta, nell’estate del ’42 ebbe il comando dello Scirè e il 27 luglio al comando del battello che fu del comandante Borghese lasciò la base di La Spezia per raggiungere l’isola di Lero, per quella che sarebbe stata la sua ultima missione. Si trattava di forzare la base navale britannica di Haifa in Palestina, compito affidato ad undici subacquei incursori, i celebri Uomini Gamma.

L’attacco avrebbe dovuto avere luogo il 10 agosto, ma quando il battello giunse nelle acque antistanti la base britannica venne immediatamente attaccato con bombe di profondità dalla Corvetta HMS Islay. L’attacco portato violentemente costrinse lo Scirè a riemergere e di conseguenza a venire bersagliato anche dalle batterie costiere. Ignari di tutto, i vertici della Regia Marina invano attesero qualche notizia sull’esito della missione, ma purtroppo non pervenne alcuna comunicazione dal sommergibile.

Constatato che lo stesso non dava più notizie da 20 giorni, a fine agosto precisamente il 31 lo Sciré, con il suo intero equipaggio vennero dichiarati dispersi in azione. Solo tempo dopo grazie all’intercettazione di comunicazioni radio degli Inglesi, fu possibile ricostruire la tragedia. Anche questa volta, Enigma la macchina germanica che doveva cifrare i messaggi fra le truppe dell’Asse fu la causa del disastro. Il sistema era stato violato da molto tempo dai servizi segreti britannici che in questo modo conoscevano sempre con anticipo le mosse delle forze italo-tedesche e cosi era successo anche per i piani dell’attacco alla base di Haifa.

Da ricordare che i britannici vollero essere sicuri della fine del temibile battello, tanto che dopo averne constatato l’affondamento la corvetta di Sua Maestà britannica si portò nuovamente sul punto dell’affondamento e lanciò altre sei cariche di profondità, completando così la distruzione del sommergibile. A Bruno Zelik, che perì assieme al suo intero equipaggio, venne conferita la Medaglia d’Argento al Valor Militare alla Memoria:

“Comandante di sommergibile più volte impiegato in ardite missioni di guerra in acque fortemente insidiate dall’avversario, si imponeva in ogni circostanza per valore, perizia e spirito aggressivo, dimostrandosi valido uomo di mare e di guerra. Nel corso di audacissima missione di forzamento di base nemica particolarmente protetta, colpita irrimediabilmente la sua unità, si inabissava con essa e con l’equipaggio al completo, dando così ultimo sublime esempio di quelle virtù di dedizione al dovere, di slancio e di entusiasmo che avevano caratterizzato l’intera sua vita di Ufficiale. Mediterraneo Orientale, 10 agosto 1942”.

Prima di chiudere il post ricordiamo che Bruno Zelik fu anche attore in “Alfa Tau!”, girato nel 1942 in pieno secondo conflitto mondiale, egli prese parte un giovane ufficiale della Regia Marina. Diretto da Francesco De Robertis, fu il terzo e ultimo film – dopo Uomini sul fondo e La nave bianca – prodotto dal Centro Cinematografico della Marina. Grazie per aver letto il nostro post e con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

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