1^ G.M. Soldati decorati al Valore

Gorizia 8 agosto 1916, Medaglia d’Oro al sottotenente Aurelio Baruzzi

Nella sera dell’ 8 agosto 1916 Aurelio Baruzzi sottotenente di complemento in forza al 28º Reggimento fanteria della Brigata Pavia, già decorato di medaglia di bronzo al valor militare per il suo comportamento durante la Seconda battaglia dell’Isonzo, nei combattimenti sui monti Sabotino e Podgora, insieme a quattro uomini attraversava a nuoto l’Isonzo e raggiungeva Gorizia.

La città era stata da poco abbandonata dagli austriaci, pesantemente sconfitti nei combattimenti dei giorni precedenti e issava il tricolore sulla stazione ferroviaria della città appena liberata. Era la prima tangibile vittoria delle nostre armi dopo quindici sanguinosi mesi di conflitto, iniziato per l’Italia il 24 maggio dell’anno precedente. Baruzzi a quei giorni aveva solo 19 anni, essendo nato a Lugo di Romagna, paese di Francesco Baracca Asso degli assi dell’aviazione italiana nella grande guerra nel 1897.

Il giovane ufficiale, nominato sottotenente nel 1915 era stato protagonista nei giorni precedenti di eccezionali atti di valore, tra cui uno degli episodi più strabilianti della Grande guerra. Durante tale offensiva, precedendo l’attacco del suo reggimento, il 6 agosto si lanciò all’assalto di una postazione d’artiglieria austriaca, alla testa di un piccolo reparto di bombardieri a mano, riuscendo a neutralizzarla e catturando quattro lanciabombe e i militari addetti al tiro.

L’indomani l’avanzata del suo reggimento verso Gorizia era bloccata da una forte postazione nemica dotata di mitragliatrici, lasciata a proteggere l’arretramento delle linee austriache einsediatasi in una galleria ferroviaria della linea Lucinico-Gorizia e inattaccabile dall’artiglieria. Ripetuti tentativi di attacco frontale erano falliti, con pesanti perdite umane per la fanteria italiana, a tal proposito ricordiamo che i combattimenti per la conquista della città si rivelarono molto sanguinosi e sugli stessi venne scritta una famosa canzone di guerra, in cui la città veniva definita “maledetta”.

“O Gorizia tu sei maledetta” la canzone dedicata alla presa di Gorizia

Il sottotenente Baruzzi, forte del prestigio derivante dall’azione del giorno precedente, propose ai suoi superiori di lasciargli guidare un nuovo assalto con una ventina di bombardieri a mano. L’idea era di riuscire a posizionarsi ai lati della galleria e trovarsi a distanza utile per lanciare all’interno delle bombe a mano incendiarie e fumogene di “tipo Thévenot”, in modo da consentire ai fanti di raggiungere l’obiettivo con il minor numero di perdite possibile.

Ritenendo l’azione pressoché inattuabile, gli vennero concessi solo quattro uomini. Sentiti i quattro volontari, Baruzzi decise di tentare ugualmente. All’alba dell’8 agosto i cinque militari italiani lasciarono la trincea e, non visti, riuscirono a portarsi all’imbocco della galleria, presidiata da alcuni ignari austriaci. Baruzzi li prese prigionieri, ma non gli bastava: riuscì a convincerli di essere alla testa di un intero battaglione attestato d’intorno e pronto all’assalto.

Loro tramite, offrì la facoltà di resa al reparto austriaco, garantendo salva la vita ai prigionieri. Dopo breve trattativa le condizioni vennero accettate e fu così che Baruzzi e i suoi volontari avviarono verso le linee italiane, una lunga colonna di prigionieri austriaci, composta da duecento fanti e dai loro ufficiali, sotto gli sguardi increduli dei commilitoni. L’azione comportò inoltre la cattura di ingenti scorte di materiale bellico, oltre ad aprire la via di Gorizia.

Assicurati i prigionieri alla custodia italiana, Baruzzi e i suoi bombardieri a mano non si attardarono in convenevoli e, imboccata la galleria, si diressero speditamente verso Gorizia che raggiunsero in giornata, attraversando a nuoto l’Isonzo. Arrivati a Gorizia, appena sgomberata dalle truppe austriache e semidistrutta dai bombardamenti, presero formalmente possesso della città innalzando la bandiera italiana sul pennone della stazione ferroviaria.

Aurelio Baruzzi riceve la Medaglia d'Oro al Valor Militare dal Duca d'Aosta
Aurelio Baruzzi riceve la Medaglia d’Oro al Valor Militare dal Duca d’Aosta

Il forte valore simbolico dell’atto e le eclatanti imprese dei giorni precedenti valsero a Baruzzi la medaglia d’oro al valor militare, assegnata il 4 settembre 1916, motu proprio, dal re Vittorio Emanuele III. Per l’occasione venne organizzata una cerimonia in grande stile e la decorazione gli fu consegnata personalmente dal Duca d’Aosta, il Duca Invitto comandante della 3ª Armata davanti alle rappresentanze schierate di tutti i Reggimenti, mentre alcuni aerei sorvolavano la spianata lanciando fiori.

«Comandante di un reparto di bombardieri a mano, si slanciava per primo in un camminamento austriaco, catturandovi uomini e materiali. Due giorni dopo, accompagnato da soli quattro uomini, irrompeva in un sottopassaggio della ferrovia apprestato a difesa, contro il quale si erano spuntati gli attacchi dei due giorni precedenti, intimando audacemente la resa a ben duecento uomini, che venivano catturati unitamente a due cannoni e ricco bottino di armi e materiale. Più tardi partecipava al passaggio a guado dell’Isonzo, si spingeva in Gorizia e nella stazione innalzava la prima bandiera italiana.» — Gorizia, 6-8 agosto 1916.

Nell’ottobre successivo Baruzzi fu promosso tenente e inserito nei ruoli del servizio permanente per merito di guerra. Nel 1917 entrò nei Reparti d’assalto del Reggimento, partecipando a varie azioni, nella zona dell’Altopiano di Asiago e del Montello e nell’ottobre di quell’anno venne promosso capitano. Ricordiamo che il 29 luglio di quell’anno Re Vittorio Emanuele III aveva autorizzato la formazione dei reparti degli Arditi. Chi volesse può leggere il nostro post al seguente link:

29 luglio 1917, nascono gli Arditi

Durante la Battaglia del Solstizio, il 19 giugno 1918 il battaglione di Arditi in cui Baruzzi era inquadrato, venne inviato a sostenere l’azione della Brigata “Perugia”. Il reparto comandato da Baruzzi si spinse molto in profondità oltre le linee nemiche e nei pressi di Meolo venne accerchiato dagli austriaci e neutralizzato dopo un’accanita resistenza.

La notizia della presunta morte di Baruzzi sollevò una grande impressione sia tra i commilitoni, sia nell’opinione pubblica per la quale l’impavido tenente era ormai diventato un personaggio romanzesco. Nel bollettino di guerra del 30 giugno le autorità militari precisarono che, nonostante le ripetute ricerche, il cadavere di Baruzzi non era stato trovato e si ipotizzava che lo stesso fosse ferito e prigioniero. Il comunicato, emesso per dare una speranza e alleviare lo sconforto, si rivelò invece fortunatamente vero.

In realtà infatti, il valoroso ufficiale era stato preso per la seconda volta, dopo che mella prima occasione era riuscito a fuggire dopo poche ore. Questa volta gli austro-ungarici erano ben decisi a non lasciarselo scappare e lo trasferirono prima a Lubiana e poi in un campo di prigionia in Austria. Da Lubiana, prima tappa della sua prigionia il 26 giugno, ebbe la possibilità di inviare un messaggio alla famiglia :

«Sono illeso. Saluti. Baruzzi».

Giunta a Lugo il 7 luglio, la notizia rimbalzò su tutti i quotidiani. Frattanto nel campo di prigionia Baruzzi stava “prendendo le misure” ai suoi carcerieri e trovò ben presto il sistema di fuggire. Dopo aver attraversato le Alpi a piedi, verso la fine di luglio comparve alle sentinelle degli avamposti italiani in ottima salute, armato e in compagnia di una pattuglia di fanti ungheresi che aveva incontrati nel tragitto e tanto per cambiare aveva fatti prigionieri

Aurelio Baruzzi restò in servizio nell’esercito dopo la conclusione del conflitto, raggiungendo il grado di generale, e descrisse in due libri gli eventi bellici a cui aveva preso parte. Per molti anni ha partecipato alla cerimonia in ricordo dell’entrata dell’esercito italiano nella città isontina, di cui è cittadino onorario, che ha voluto dedicargli il sottopassaggio ferroviario di Piedimonte, dove ai tempi si trovava un fortino austriaco espugnato dallo stesso Baruzzi.

Grazie per aver letto il nostro post e con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

2 risposte »

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.