1^ G.M. Biografie

12 luglio 1916 – la morte di Cesare Battisti “Viva Trento italiana!, Viva l’Italia!”

«Esempio costante di fulgido valor militare, il 10 luglio 1916, dopo aver condotto all’attacco, con mirabile slancio, la propria compagnia, sopraffatto dal nemico soverchiante, resistette con pochi alpini, fino all’estremo, finché tra l’incerto tentativo di salvarsi voltando il tergo al nemico ed il sicuro martirio, scelse il martirio. Affrontò il capestro austriaco con dignità e fierezza, gridando prima di esalare l’ultimo respiro: “Viva l’Italia!” e infondendo così con quel grido e col proprio, sacrificio, sante e nuove energie nei combattenti d’Italia.»

Monte Corno di Vallarsa, 10 luglio 1916

Il 12 luglio 1916 veniva impiccato dagli austriaci, nella sua città Natale, il tenente degli alpini Cesare Battisti, patriota italiano a cui praticamente ogni città italiana ha intitolato una via o una piazza. Probabilmente e ce lo auguriamo tutti avrete sentito parlare di lui e anche noi vogliamo dare il nostro piccolo tributo a uno dei personaggi più conosciuti della partecipazione italiana alla Grande guerra.

Cesare BATTISTI

Cesare Battisti nasce a Trento , città del Trentino quando questo era ancora parte dell’Impero Austro-Ungarico, da Cesare, commerciante, e dalla nobildonna Maria Teresa Fogolari. Nella sua città frequenta il ginnasio, mentre per frequentare l’università si trasferisce a Firenze, dove nel 1898, si laurea prima in lettere e successivamente consegue una seconda laurea in geografia. Seguendo le orme dello zio materno, don Luigi Fogolari (condannato a morte dall’Austria per cospirazione e poi graziato), abbraccia presto gli ideali patriottici dell’irredentismo.

Successivamente agli studi universitari, si occupa di studi geografici e naturalistici e pubblica alcune apprezzate “Guide” di Trento e di altri centri della regione e l’importante volume “Il Trentino”. Contemporaneamente si occupa di problemi sociali e politici e, alla testa del movimento socialista trentino, battendosi inoltre per migliorare le condizioni di vita degli operai, per l’Università italiana di Trieste e per l’autonomia del Trentino. Nel 1900 fonda il giornale socialista Il Popolo.

Desiderando combattere per la causa trentina con la politica e farla valere dall’interno, nel 1911 si fa eleggere deputato al Parlamento di Vienna e tre anni dopo entra anche nella Dieta di Innsbruck. Il 17 agosto 1914, appena due settimane dopo lo scoppio della guerra austro-serba, abbandona il territorio austriaco e ripara in Italia, dove diventa subito un propagandista per l’intervento italiano contro l’Impero Austro-Ungarico, tenendo comizi nelle maggiori città italiane e pubblicando articoli interventisti su giornali e riviste.

Il 24 maggio 1915, il Regno d’Italia l’Italia dichiara guerra all’Impero Austro-Ungarico e  Battisti si arruola volontario, venendo inquadrato nella 50ª Compagnia del Battaglione Alpini Edolo. Con le penne nere combatte al Montozzo e per il suo sprezzo del pericolo in azioni arrischiate riceve, nell’agosto del 1915, un encomio solenne. Viene trasferito ad un reparto sciatori al Passo del Tonale e successivamente, promosso ufficiale, al Battaglione Vicenza del 4º Reggimento Alpini, operante sul Monte Baldo nel 1915 e sul Pasubio nel 1916.

Nel maggio 1916 si trova a Malga Campobrun, in attesa dell’inizio della famosa “Spedizione punitiva” la Strafexpedition (15 maggio – 15 giugno 1916), preparando la controffensiva italiana. Il 10 luglio il Battaglione Vicenza, formato dalle Compagnie 59ª, 60ª, 61ª e da una Compagnia di marcia comandata dal tenente Cesare Battisti, di cui è subalterno anche il sottotenente Fabio Filzi, riceve l’ordine di occupare il Monte Corno (1765 m) sulla destra del Leno in Vallarsa, occupato dalle forze austro-ungariche.

Gli Alpini caddero sotto i colpi austriaci, mentre molti altri furono fatti prigionieri. Tra questi ultimi si trovavano anche il sottotenente Fabio Filzi e il tenente Cesare Battisti stesso che, dopo essere stati riconosciuti, furono tradotti e incarcerati a Trento. La mattina successiva venne trasportato attraverso la città a bordo di un carretto, in catene e circondato da soldati. Durante il percorso numerosi gruppi di cittadini e milizie, aizzati anche dai poliziotti austriaci, lo fecero bersaglio di insulti, sputi e frasi infamanti.

Cesare Battisti

La mattina seguente, il 12 luglio 1916, fu condotto al Castello del Buon Consiglio insieme a Fabio Filzi anch’egli irredentista italiano. Durante il processo Battisti non si abbassò mai alle scuse, né rinnegò il suo operato e ribadì invece la sua piena fede all’Italia. Respinse l’accusa di tradimento a lui rivolta e si considerò a tutti gli effetti un soldato catturato in azione di guerra. Alla pronunzia della sentenza di morte mediante capestro per tradimento, Battisti prese la parola e chiese, invano, di essere fucilato invece che impiccato, per rispetto alla divisa militare che indossava.

Il giudice negò questa richiesta e procedette ad acquistare dei miseri indumenti da fargli indossare, dando seguito alla sentenza. L’esecuzione avvenne nel cortile interno del Castello del Buonconsiglio, nota come “fossa dei Martiri”. Le cronache riportano che il cappio si spezzò, ma invece che concedergli la grazia com’era usanza, il carnefice ripeté la sentenza con una nuova corda. Cesare Battisti affrontò il processo, la condanna e l’esecuzione con animo sereno e con grande fierezza, nonostante la misera esposizione durante il tragitto in città, al fatto che fosse stato condotto alla forca vestito quasi di stracci e che non gli si permise di scrivere alla famiglia.

Cesare Battisti il giornale del 12 luglio 1916.jpg

Morì gridando in faccia ai carnefici: 

Viva Trento italiana!, Viva l’Italia!.

Morì insieme a lui anche Fabio Filzi a cui dedicheremo un apposito post. A Battisti per il suo eroismo in combattimento e il suo coraggio nel supremo sacrificio, gli viene concessa la Medaglia d’Oro al Valor Militare con la motivazione riportata all’inizio del post. Grazie per aver letto con tanta pazienza il nostro post, con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

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