2^ G.M. Le truppe alpine

L’Associazione Nazionale Alpini festeggia il suo primo secolo di vita

Al termine della Prima guerra mondiale un gruppo di reduci delle valorose e leggendarie truppe alpine costituì a Milano, presso la Birreria Spatenbräu l’8 luglio 1919 l’A.N.A. l’Associazione Nazionale Alpini. Come recita lo Statuto all’Articolo 2 :

L’Associazione apartitica, l’Associazione Nazionale Alpini si propone di:

a) tenere vive e tramandare le tradizioni degli Alpini, difenderne le caratteristiche, illustrarne le glorie e le gesta;

b) rafforzare tra gli Alpini di qualsiasi grado e condizione i vincoli di fratellanza nati dall’adempimento del comune dovere verso la Patria e curarne, entro i limiti di competenza, gli interessi e l’assistenza;

c) favorire i rapporti con i Reparti e con gli Alpini in armi;

d) promuovere e favorire lo studio dei problemi della montagna e del rispetto dell’ambiente naturale, anche ai fini della formazione spirituale e intellettuale delle nuove generazioni;

e) promuovere e concorrere in attività di volontariato e Protezione Civile, con possibilità di impiego in Italia e all’estero, nel rispetto prioritario dell’identità associativa e della autonomia decisionale.

Associazione Nazionale Alpini

Il primo presidente fu Daniele Crespi e nel settembre del 1920 venne organizzata la prima Adunata nazionale sull’Ortigara. Seguirono altri venti appuntamenti fino al 1940, nel mese di giugno venne organizzata l’adunata di Torino. Il 10 dello stesso mese il Regno d’Italia dichiarava guerra a Francia e Gran Bretagna e per sette anni la manifestazione venne sospesa. Nell’aprile del 1947, ricompare il giornale L’Alpino, anch’esso nato nel 1919 su iniziativa del tenente degli alpini Italo Balbo. Nell’ottobre del 1948 si svolge a Bassano del Grappa la prima Adunata del dopoguerra.

Dopo la sosta del 1950, anno del Giubileo, essa riprende senza più interrompersi. A dicembre 2017, come riporta il sito dell’Associazione, la stessa presenta un organico di 348.956 soci, con 80 sezioni in Italia, 30 sezioni nelle varie nazioni del mondo, più 8 gruppi autonomi: cinque in Canada (Calgary, Sudbury, Thunder Bay, Vaughan e Winnipeg), in Colombia, Slovacchia e a Vienna. Le Sezioni si articolano in quasi 4.500 Gruppi. Ai 268.996 soci ordinari si aggiungono circa 80 mila aggregati.

L’Associazione è intervenuta a sostegno delle popolazioni colpite dalle principali sciagure verificatesi nella nostra penisola dal Vajont (1963), al Friuli (1976/’77) dove nacque di fatto la Protezione Civile nazionale, dall’Irpinia (1980/81), alla Valtellina (1987), all’Armenia (1989), all’Albania a favore dei kosovari (1999). E ancora in Valle d’Aosta (2000), in Molise (2002), nell’Abruzzo terremotato (2009-’10), in Pianura Padana (2012) e in Centro Italia (2016-’17). A oggi sono circa 13 mila i volontari della Protezione civile dell’A.N.A.

Gli alpini con la loro associazione agli inizi degli anni novanta sono tornati in Russia, la terra che vide il sacrificio di migliaia di alpini e con il lavoro dei propri socci hanno edificato un asilo a Rossoch, nella stessa città che fu la sede del comando del Corpo d’Armata alpino nel 1942. Analoga operazione, su richiesta del vescovo ausiliare di Sarajevo, è stata condotta a termine nel 2002, per ampliare un istituto scolastico multietnico a Zenica (Bosnia) che ospita studenti bosniaci, serbi e musulmani.

In Mozambico dove nel 1993-’94 gli alpini di leva parteciparono alla operazione umanitaria disposta dalle Nazioni Unite, in un paese sconvolto dalla guerriglia, l’ANA ha costruito un collegio femminile, un centro nutrizionale di accoglienza per bambini sottonutriti e un centro di alfabetizzazione e promozione della donna. Innumerevoli sono stati gli interventi promossi anche sul territorio nazionale.

Da ricordare l’ospedale da campo avioelitrasportabile, inaugurato il 19 marzo 1994, gioiello unico in Europa e forse nel mondo già impiegato più volte in occasione di pubbliche calamità. Il labaro dell’Associazione mostra 209 medaglie al Valor Militare e 216 totali. Grazie per aver letto con tanta pazienza il nostro post, con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

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