Le operazioni di pace nel secondo dopoguerra

2 luglio 1993 – la battaglia del pastificio

Il 2 luglio del 1993, per la prima volta dalla seconda guerra mondiale, le forze armate italiane, inquadrate in quell’occasione nel contingente ONU in Somalia si ritrovarono impegnate in battaglia. Siamo a Mogadiscio, e il fatto d’armi oggetto del presente post è passato alla storia come battaglia del “Check point Pasta”. C’erano stati gli eroici aviatori di Kindu massacrati nel 1961 in Congo, ma quello di Mogadiscio fu il primo scontro, la prima vera battaglia.

La ex colonia italiana è lacerata da carestie e scontri armati tra i diversi clan che compongono l’eterogenea popolazione del martoriato paese. L’ONU decide di intervenire per porre rimedio e stabilizzare la regione, così sotto la guida degli Stati Uniti, allora governati dal presidente Clinton, viene organizzata l’operazione “Ibis”, meglio nota come “Restore hope”. A questa missione partecipa anche l’Italia insieme a Pakistan, Belgio, Nigeria, Malesia, India, Australia, EAU.

Il nostro è il secondo contingente più numeroso dopo quello americano: più di 800 uomini con veicoli corazzati VCC-1, blindo “Centauro” e carri M60 col supporto dell’incrociatore Vittorio Veneto, della fregata Grecale, del rifornitore Vesuvio e delle LPD San Giorgio e San Marco oltre a numerosi elicotteri da trasporto e, per la prima volta, 3 elicotteri da attacco A-129 “Mangusta”. Questa prima fase dell’operazione ebbe vita breve, dal 4 dicembre 1992 al 4 maggio 1993.

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Carro M60 Patton durante la battaglia

Seguì una seconda operazione denominata UNOSOM II che ebbe termine nel marzo del 1995, nell’ambito della quale avviene lo scontro armato oggetto del nostro post odierno. Il nostro contingente è comandato dal Generale di Brigata Bruno Loi, riesce, a differenza di americani e pakistani, a destreggiarsi con successo nel dedalo di clan rivali di Mogadiscio, anche e soprattutto grazie all’eccellente lavoro della nostra intelligence militare che ha saputo preparare il terreno con efficacia ai nostri militari.

Ma qualcosa si rompe quel tragico 2 luglio 1993 e si arriva al nocciolo del nostro post; quel giorno, alle prime luci dell’alba prende il via l’operazione «Canguro 11» da parte delle truppe italiane, impegnate in Somalia nell’ambito della missione Unosom II. L’operazione del comando consisteva in un rastrellamento effettuato da due colonne meccanizzate nel quartiere Haliwaa, intorno al posto di blocco «pasta» alla ricerca di armi.

Più tardi è stato poi ipotizzato che l’obiettivo principale dell’operazione, fosse la cattura di Mohammed Farrah Aidid, comandante dell’Alleanza Nazionale Somala e uno dei principali Signori della guerra» a Mogadiscio. Dal “Villaggio azzurro” al porto vecchio di Mogadiscio lungo la via Imperiale si mosse la prima colonna italiana, il raggruppamento Alfa. Dalla cittadina di Balad arrivarono i reparti del raggruppamento Bravo, con una riserva di 8 carri pesanti M-60 e alcune blindo ‘Centauro’ della cavalleria”.

“L’operazione ‘Canguro 11’ scattò alle 6 del mattino, il rastrellamento fa scoprire agli italiani alcuni nascondigli di armi, ed è quasi alla fine quando, verso le 9,30, la popolazione del quartiere incomincia a riversarsi in strada, aizzata da miliziani somali che si fanno scudo della gente, riversando una fitta sassaiola contro i blindati che stanno percorrendo la via Imperiale per il rientro alla base. In pochissimo tempo vengono alzate delle barricate davanti ai cingolati italiani, che sono fatti oggetto di fucilate e colpi di razzi anticarro.

La «battaglia del pastificio» così chiamata in quanto era un ex pastificio della Barilla verrà risolta con l’intervento pesante dei carri armati dell’Ariete e degli elicotteri che consentiranno lo sganciamento delle truppe italiane ancora coinvolte, intorno alle 17,30. La «Canguro 11» si chiude con il pesante bilancio di 3 morti (Andrea Millevoi, Stefano Paolicchi, Pasquale Baccaro), 47 feriti tra cui alcuni gravi: il capitano Gianfranco Paglia rimarrà paralizzato a vita, quelle somale a 67 morti ed un numero imprecisato di feriti.

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Ad Andrea Millevoi è stata dedicata una via di Roma, nel Quartiere Ardeatino, nonché una scuola nella stessa via. Per onorare la sua memoria, inoltre, è stata dedicata ad Andrea una sala di Palazzo Barberini ed un centro sportivo nei pressi del Santuario della Madonna del Divino Amore, nel quartiere in cui risiedeva.

I funerali del sottotenente Millevoi e del paracadutista di leva Pasquale Baccaro e del sergente maggiore Stefano Paolicchi, furono celebrati a Roma, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, in presenza del Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro. Ai quattro militari insigniti di Medaglia d’oro al Valor Militare abbiamo dedicato un apposito post riportante le motivazioni delle stesse. Chi fosse interessato può leggere il nostro post dedicato all’argomento al seguente link:

Quattro Medaglie d’Oro alla memoria per la “battaglia del Pastificio” Mogadiscio 2 luglio 1993

Grazie per aver letto con tanta pazienza il nostro post, con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

 

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