2^ G.M. Africa Settentrionale

21 giugno 1942 – L’Asse conquista la piazzaforte di Tobruch

« Tobruch è caduta; 25.000 uomini sono caduti prigionieri »

Questo fu il testo del telegramma giunto a Washington il 21 giugno 1942 durante un colloquio tra Churchill e Roosevelt. La notizia della caduta della piazzaforte di Tobruch venne annunciata in Italia dal bollettino straordinario n° 754 emesso lo stesso 21 giugno 1942 che cosi recitava:

“Dopo gli accaniti combattimenti di ieri, che hanno troncato la resistenza nemica, stamane 21 alle ore 7, un parlamentare inglese si è presentato al comando del nostro XXI° Corpo d’Armata per offrire la resa a nome del comandante la piazzaforte di Tobruch. Le truppe dell’Asse hanno occupato la piazzaforte, la città e il porto. Sono stati catturati 25.000 prigionieri, fra cui parecchi generali. Bottino importante, da precisare.” 

Il 21 giugno 1942 le truppe italo-tedesche completavano la conquista della munitissima piazzaforte di Tobruch in mano britannica del 21 gennaio 1941, quando durante l’operazione Compass la sottrassero alle truppe italiane, e catturava in realtà oltre 33.000 soldati britannici, oltre a materiali e armamenti come mai nessuna forza belligerante avesse catturato al nemico durante una battaglia. La vittoria ebbe delle conseguenze, molto più importanti a lungo termiche che nel breve, e non furono positive, come una vittoria potesse fare credere.

Rommel, in netto disaccordo con tutti, vale a dire con il suo superiore il feldmaresciallo Kesserling comandante delle forze tedesche nello scacchiere del Mediterraneo, con lo Stato Maggiore italiano e il Comando Supremo di Berlino, ma sostenuto da Mussolini e soprattutto da Hitler, chiese che le truppe destinate all’esigenza C3, l’invasione di Malta fossero distolte dalla stessa e destinate in Africa, per inseguire il sogno di arrivare al Cairo a breve.

Il trasferimento sul fronte africano di queste truppe, e la conseguente sospensione dell’operazione C3, mentre non evitarono la secca sconfitta di El Alamein, impedirono invece di tagliare i rifornimenti britannici nel Mediterraneo, cosa che avrebbe messo in totale crisi logistica l’VIII Armata, con le conseguenze che ben possiamo immaginare. L’offensiva che portò l’armata italo-tedesca a riconquistare tutta la Cirenaica, era partita il 26 maggio precedente e si concluse appunto il 21 giugno 1942, rappresentò il massimo successo delle potenze dall’Asse durante la campagna del Nord Africa.

Vediamo brevemente come si sviluppo l’offensiva di Ain el-Gazala. Nella primavera del 1942 la Regia Aeronautica e la Luftwaffe avevano conquistato il predominio dell’aria schiacciando la RAF, ciò aveva permesso ai porti di Tripoli, Bengasi e Derna di sbarcare i rifornimenti necessari per riprendere l’offensiva. I tempi erano maturi perché l’Asse riprendesse l’offensiva.

 La “volpe del deserto”, come chiamavano gli inglesi il generale Rommel aveva pianificato un’ offensiva, denominata in codice Venedig (Venezia) tesa ad aggirare le posizioni inglesi con le unità corazzate, al fine di evitare i campi minati, per poi proseguire verso nord e colpire di fianco e di spalle le unità inglesi, mentre le altre forze italo-tedesche avrebbero attaccato frontalmente. In pratica la strategia solita di Rommel: spinta delle forze motocorazzate contro l’obiettivo principale, per spazzar poi via le difese secondarie e statiche in un secondo tempo.

Il 26 maggio 1942, l’Armata Corazzata Afrika (ACIT Armata Corazzata Italo Tedesca) agli ordini di Rommel con il Deutsche Afrika Korps (DAK) e il XX° Corpo d’Armata italiano (CAM)  prese posizione intorno all’area denominata “Segnali Nord”, lungo il Trigh Capuzzo, la pista che collegava El Mechili con la ridotta Capuzzo. Il DAK agli ordini del general Nehring comprendeva la 15ª e la 21ª divisione Panzer oltre alla 90^ divisione leggera, il CAM Corpo Armata di Manovra del generale Baldassare schierava la divisione corazzata Ariete e la motorizzata Trieste, oltre a 2 reggimenti d’artiglieria di Corpo d’Armata. 

Una provvidenziale tempesta di sabbia nascose alla ricognizione aerea inglese i movimenti delle nostre truppe corazzate. Nel pomeriggio dello stesso giorno Rommel diede inizio all’offensiva, indirizzando ai suoi uomini il seguente ordine del giorno:

 “Continuando le gesta vittoriose dei mesi di gennaio e febbraio, attaccheremo e sconfiggeremo il nemico ovunque egli si presenti…L’alta qualità e l’ardore bellicoso dei soldati italiani e tedeschi nonché la superiorità delle nostre armi ci garantiscono la vittoria”.

Tralasciamo per evitare di dilungarci troppo, gli avvenimenti precedenti e arriviamo direttamente alla battaglia di Bir Hacheim che vide la vittoria della divisione Ariete. Con la caduta dell’ultimo caposaldo nemico, avvenuta l’11 giugno 1942 le forze italo-tedesche poterono proseguire la loro avanzata verso nord. Il 13 giugno ogni resistenza nemica lungo il Trigh Capuzzo era stata eliminata. Il 14 giugno la divisione Ariete aveva occupato l’importante posizione strategica denominata Knightsbridge.

Colonna di carri M 13 40 dell'Ariete Tagliata.jpg

Colonna di carri M 13/40 dell’Ariete

Nella suddetta località pochi giorni prima, e precisamente il 10, un tentativo britannico, di riprendere l’iniziativa con 4th e 2nd Armoured Brigade nei pressi dell’area fortificata di Knightsbridge fu frustrato dall’azione difensiva portata avanti dai nostrinreparti corazzati. Lo scontro vide impegnati carri medi Grand statunitensi, e leggeri Stuart sempre statunitensi contro i medi M 13/40 e gli ottimi semoventi da 75/18 dell’Ariete. Rommel poteva quindi puntare verso i nuovi obiettivi: l’avanzata verso El Adem, la presa di Sidi Rezegh e l’eliminazione della sacca di Ain el Gazala.

La conquista di Tobruch era di nuovo a portata di mano: dopo aver eliminato le ultime sacche di resistenza nemiche, il X° corpo d’armata italiano del generale Gioda con le divisioni di fanteria Brescia e Pavia ed il XXI° Corpo d’Armata iniziarono la loro avanzata verso la piazzaforte. Il 16 giugno anche il generale Cavallero Capo di Stato Maggiore Generale ruppe ogni indugio e ordinò al generale Bastico, di impiegare nella battaglia la divisione corazzata Littorio appena giunta in Africa settentrionale.

Il 18 giugno Rommel emise gli ordini di investimento del perimetro fortificato. Gli avamposti nemici a difesa della città caddero uno dopo l’altro e per il giorno 19 l’assedio era stato completato. Tobruch si trova in una profonda insenatura della Marmarica che ne fa un perfetto porto naturale, probabilmente il migliore dell’Africa settentrionale. A nord della città si trova la penisola che prende il nome della città stessa, verso sud la città è circondata da scarpate che vanno salendo verso l’interno e che costituiscono una naturale barriera fisica tra il nord e il sud della Libia nella zona di Tobruch.

Circondata da ben tre linee tattiche (rispettivamente dalla più esterna alla più interna abbiamo la rossa, l’azzurra e la verde) era anche costellata da almeno un centinaio di postazioni difensive anticarro con i relativi reticolati posti sulla linea rossa, senza contare i vari fortini che presidiavano quella azzurra. Varie sezioni di queste trincee situate sulla linea rossa formavano delle vere e proprie sacche di resistenza, e tutte disponevano di un certo quantitativo di filo spinato e campi minati.

Mentre i resti dell’ 8ª armata  si ritiravano verso Sollum inseguita dalla divisione corazzata Littorio e dalla 90ª leggera tedesca, Rommel con l’Afrika Korps, l’Ariete e la Trieste lanciava l’assalto finale a Tobruch. L’attacco ebbe inizio alle 5.20 del 20 giugno. Dopo il massiccio bombardamento delle nostre artiglierie pesanti, i guastatori del 31° battaglione del genio, lanciarono l’assalto al settore sud-orientale del perimetro difensivo. Venne creato un varco nei campi minati e da li penetrano i reparti della 15ª e 21ª Panzer Division. Nel frattempo aliquote delle divisioni Ariete, Brescia e Trieste procedevano ad allargare ulteriormente la stessa.

Alle 17.45 le imbarcazioni presenti nel porto iniziarono ad abbandonarlo, mentre venivano attuate una serie di demolizioni per rallentare l’avanzata della 21ª Panzerdivision. I disperati contrattacchi dei mezzi corazzati inglesi vennero tutti respinti, stessa sorte per un ultimo contrattacco a sud di El Adem, prontamente contrastato dai reparti delle divisioni Trieste e Littorio, che come detto era appena arrivata sul suolo libico, riuscendo subito a fare bella mostra di se’.

Il generale sudafricano Hendrik Klopper, comandante della piazzaforte di Tobruk.All’alba del 21 giugno i difensori diedero inizio alle trattative della resa, e alle 9.40 il generale sudafricano Klopper firmava l’atto di capitolazione della piazzaforte, controfirmato dal generale Navarrini, capo di Delease l’emanazione del Comando Supremo Italiano in Africa Settentrionale. Alle 16 cessava ogni resistenza a Tobruch, la piazzaforte era finalmente caduta. Lunghe file di soldati britannici si avviavano a ovest verso i campi di prigionia italiani.

Le perdite britanniche come ricordato a inizio post furono pesantissime, riguardo ai carri essi ne persero quasi 1.200 contro i 400 italo tedeschi e pesantissime anche le perdite in termini umani quasi 50.000 uomini fra morti feriti e dispersi a fronte dei 3.360 dell’Asse. Straordinario il bottino in fatto di rifornimenti e armi che consentirono di proseguire l’inseguimento dei britannici ormai in rotta. Per la precisione 2.000 automezzi, 30 carri armati recuperabili, 5.000 tonnellate di viveri, 2.000 tonnellate di benzina ed un grande quantitativo di altro materiale e munizioni. 

L’avanzata italo-tedesca proseguiva senza sosta, lo stesso 21 giugno le 90ª divisione leggera tedesca era già a Bardia, località posta al confine fra l’Egitto e la Libia, il 22 Rommel occupava Sidi el Barrani e la sera del 24 le forze dell’Asse erano a pochi chilometri da Marsa Matruh, località che verrà occupata il 29 giugno dal 7º reggimento Bersaglieri della divisione Trento. Il 1º luglio, mentre  gli italo-tedeschi giungevano davanti a El-Alamein, ad Alessandria d’Egitto il panico assaliva residenti e truppe britanniche, ma questa è un altra storia e la tratteremo in un prossimo post.

La caduta di Tobruch provocò un cambio al vertice dell’8a Armata inglese: il generale Ritchie venne sostituito dal parigrado Auchilenck. Dal Medio Oriente vennero fatti affluire nuovi rinforzi in uomini e mezzi. Grazie per aver letto con tanta pazienza il nostro post, con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

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