Le missioni di pace

8 giugno 2013, la morte del Capitano dei Bersaglieri Giuseppe La Rosa

L’8 giugno 2013, moriva nei pressi di Farah in Afghanistan il Capitano dei Bersaglieri Giuseppe la Rosa. L’ufficiale originario di Barcellona Pozzo di Gotto, dove era nato il 16 gennaio 1982 in quel tragico giorno era impegnato in un movimento logistico durante la missione ISAF, quando un ordigno fu lanciato all’interno del VTLM (Veicolo Tattico Leggero Multiruolo) “Lince” in cui si trovavano La Rosa e altri soldati italiani.

Lince VTLM.jpg

Tre membri dell’equipaggio subirono ferite non letali grazie a La Rosa che fece scudo col proprio corpo all’esplosione. L’attacco fu rivendicato dai talebani che lo attribuirono a un miliziano undicenne. Il 6 febbraio del 2014 il Capitano effettivo dal dicembre del 2012 al 3° Reggimento bersaglieri della Brigata “Sassari” di stanza a Capo Teulada, venne insignito della Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria con la seguente motivazione:

«Ufficiale dei bersaglieri, impegnato nella missione ISAF in Afghanistan, nell’ambito dei team militari di supporto alle Forze Armate Afghane, durante un movimento tattico logistico veniva fatto oggetto di un vile attentato terroristico. Con eroico gesto, dimostrando non comune coraggio, impareggiabile generosità e cosciente sprezzo del pericolo, si immolava ponendosi a scudo delle altrui vite, proteggendole con il proprio corpo dalla deflagrazione di un ordigno lanciato all’interno del veicolo nel quale viaggiava. Altissima testimonianza di nobili qualità umane ed eroiche virtù militari, spinte fino al supremo sacrificio.»
— Farah (Afghanistan), 8 giugno 2013

Capitano Giuseppe La Rosa

Quattro giorno dopo venne arrestato il ventenne Walick Ahmad, riconosciuto grazie alla testimonianza di due militari rimasti feriti nell’attentato di Farah, nel quale perse la vita il Capitano La Rosa. Sempre lo stesso Walick Ahmad ha lanciato un altra granata l’11 giugno contro un altro Lince italiano  più o meno nella stessa zona dell’attentato di sabato, fortunatamente in quella occasione i nostri militari sono rimasti illesi.

La dinamica dell’attentato a Farah è stata ricostruita dal Ministro della Difesa Mauro in un’informativa alla Camera, in aula pressochè deserta. Il convoglio dei Lince stava rientrando alla base, quando nei pressi del centro abitato è stato costretto ad un rallentamento causato da due Toyota e da una cisterna che procedeva in senso contrario. L’attentatore che vestiva abiti civili, stava parlando con un agente delle forze di sicurezza afgane, quando ad un certo punto è riuscito a salire velocemente su uno dei Lince e a lanciarvi una granata all’interno.

“Granata”ha gridato per tre volte il Capitano La Rosa, che si è reso subito conto del fatto che non era possibile evacuare il blindato, così si è frapposto tra la granata e i suoi colleghi salvando loro la vita. Dopo l’esplosione il conduttore del Lince ha cercato di inseguire l’assalitore non riuscendo però a raggiungerlo. Il Lince ha fatto rientro alla Fob”Dimonios”di Farah. Subito apparivano gravi le condizioni del Capitano La Rosa che moriva poco dopo, meno gravi invece le condizioni degli altri tre militari.

Tra questi, il Maresciallo ordinario Dario Chiaviello che ha riportato un trauma acustico con ipoacusia, il Maresciallo Capo Giovanni Siero, che è stato ferito da schegge agli arti inferiori, e il Capitano Michele Buccelli, che ha riportato delle escoriazioni in viso ma è rientrato immediatamente in servizio. I tre militari rimasti feriti sono effettivi, rispettivamente, al 82° Reggimento fanteria “Torino” ed all’8° Reggimento Bersaglieri.

Aeroporto di Ciampino - Rientro in Italia della salma del Capitano Giuseppe La Rosa

Il cappello da bersagliere del Capitano in rientro all’Aeroporto di Ciampino

Nel quinto anniversario dalla sua morte, l’8 giugno 2018, è stato donato al Museo dell’Accademia Militare di Modena un suo busto. Grazie per aver letto con tanta pazienza il nostro post, con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

2 risposte »

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