Guerra civile spagnola

“Il conte Rossi” Arconovaldo Bonacorsi e l’occupazione italiana delle Baleari

Il 26 agosto 1936, sotto il nome di “generale conte Rossi” sbarcava nell’isola di Maiorca, nell’arcipelago delle Baleari, lo squadrista Arconovaldo Bonacorsi (spesso citato come Bonaccorsi) con una missione ben precisa. Già Segretario del Fascio di Bologna, fedelissimo di Arpinati, era ben noto in Emilia-Romagna per la sua spregiudicatezza e i modi violenti. E’ uno dei presunti assassini del giovane Anteo Zamboni, attentatore del Duce a Bologna nel 1926 ed è accompagnato, tra gli altri, da Augusto Regazzi, fondatore del Fascio di Molinella, protagonista di tutte le spedizioni punitive contro i dirigenti delle leghe socialiste, poi caduto in disgrazia e rinchiuso per qualche tempo in manicomio.

Da poco più di un mese, precisamente dal 17 luglio è in corso la guerra civile spagnola che stava insanguinando la penisola iberica e vedeva contrapposte le forze repubblicane del governo legittimo, aiutate dagli antifascisti di tutta Europa e le forze nazionaliste guidate dal generale Francisco Franco e sostenute da Germania e Italia. Proprio in questo contesto si inserisce la missione di Bonacorssi e la successiva occupazione italiana delle isole Baleari, isole che nell’ambito della politica fascista di dominio del “mare nostrum” rivestivano grande importanza strategica.

Il controllo delle stesse, avrebbe creato delle difficoltà alle linee di comunicazione tra la Francia e le sue colonie del Nord Africa e tra l’Inghilterra e Gibilterra e Malta e fu l’intenzione di annettere le Isole Baleari e Ceuta e di creare un protettorato in Spagna uno dei motivi principali dell’intervento militare italiano in Spagna. Quando giunge la richiesta di aiuto da parte delle forze falangiste in difficoltà a seguito dell’operazione di riconquista delle isole Baleari da parte del Governo Repubblicano, Mussolini pensa a Bonacorsi come comandante delle truppe da inviare sull’arcipelago.

Prima di continuare nella narrazione, che penso avrà incuriosito il nostro pubblico due righe sulla vita di questo avvocato diventato console della Milizia fascista. Nato a Bologna il 22 agosto del 1898 a quindici anni si iscrive al Partito Repubblicano Italiano, divenendo acceso interventista, per poi aderire ai Fasci di Azione Rivoluzionaria. Allo scoppio della Grande Guerra si arruola volontario negli Alpini e dopo essere stato fatto prigioniero a Monte Cavallo sulle Dolomiti, viene internato in Germania il 28 ottobre 1917.

Rimpatriato nel dicembre del 1918, riprende il servizio militare a Milano, in un reparto dell’esercito utilizzato per la gestione dell’ordine pubblico, con il quale partecipa agli scontri di piazza contro i socialisti durante il biennio rosso e, soprattutto, nell’aprile del 1919. Nello stesso anni aderisce ai nascenti Fasci Italiani di Combattimento entrando nel servizio d’ordine del movimento, presso la sede del Popolo d’Italia. Rientrato a Bologna crea una propria squadra d’azione denominata “Me ne frego”, con la quale partecipa a numerosi scontri e il 13 novembre 1919 viene arrestato per la partecipazione agli incidenti di Monza e di Lodi.

Dopo il rilascio nell’agosto 1920 viene congedato dall’esercito e, nei mesi successivi, nuovamente arrestato per altre due volte a seguito di scontri con i socialisti: la prima per episodi avvenuti a Forlì, l’altra per fatti avvenuti a Santa Giustina di Rimini il 21 maggio 1921, in occasione dei funerali del fascista Giuseppe Platania ucciso da un anarchico. Durante questi numerosi scontri riportò diverse ferite, la più grave delle quali una lesione permanente alla bocca. Nominato segretario del Fascio di Bologna, prese parte nell’agosto 1922 all’occupazione di Ravenna, nel corso della quale fu ferito gravemente e fu a capo delle squadre d’azione bolognesi, durante la Marcia su Roma.

Il 31 ottobre 1926 è di scorta a Mussolini nella sua visita a Bologna, quando questi subisce l’attentato ad opera di Anteo Zamboni, poi linciato dagli squadristi, azione a cui secondo alcuni testimoni Bonacorsi prese parte in prima persona. Laureatosi in giurisprudenza il 9 luglio 1928, apre uno studio legale a Bologna e dopo che il 10 aprile 1929, pur avendo ottenuto appuntamento per un incontro col Duce, non fu da questi ricevuto, si decida esclusivamente all’attività forense limitando l’attività politica alla assidua frequentazione della locale sede del PNF.

Perde ogni legame con il Partito Nazionale Fascista dopo la sua espulsione avvenuta il 26 luglio del 1932 a a causa della sua amicizia con Leandro Arpinati, amicizia che gli causa anche un nuovo arresto e l’espulsione pure dal sindacato forense. Tuttavia è prorpio a lui che Mussolini pensa quando deve decidere a chi affidare la delicata missione di riprendere il controllo dell isole Baleari in quel momento sotto un violento contrattacco delle forze repubblicane.

Bonaccorsi accetta l’incarico entusiasticamente e assunto il grado di Console generale della MVSN e il nome di copertura di “conte Aldo Rossi” (derivante dalla sua barba rossa), sbarca sull’isola per ribaltare la situazione. Sotto il nome ispanizzato di “Conde Rossi”, prese il comando di una formazione composta da circa una cinquantina di elementi della Legión de Mallorca integrate da volontari spagnoli della falange spagnola, che costituirono il reparto dei “Los Dragones de la Muerte”, un corpo speciale da lui stesso creato.

In poche settimane “il conte Rossi” che conosce bene il mestiere, riesce ad arruolare ben 2500 volontari e alla testa dei suoi “Dragones de la Muerte” sconfigge duramente le forze repubblicane nella vittoriosa battaglia di Porto Cristo (Manacor). Nell’ultima settimana di agosto, le pur più numerose milizie repubblicane del generale Bayo vengono sconfitte ripetutamente dai volontari di Bonaccorsi che riesce ad assumere il controllo della maggior parte dell’isola di Maiorca. Il 6 settembre 1936 a Palma di Maiorca, nel corso di una parata militare, Bonaccorsi in sella ad un cavallo bianco sfila per la città celebrando la vittoria sugli avversari.

Il 19 settembre l’intero arcipelago era nuovamente in mano alle forze nazionaliste, l’intervento italiano è stato decisivo per spodestare i repubblicani dall’isola e da quel momento gli italiani stabiliscono a Maiorca la loro principale base militare in Spagna. Le Isole Baleari vengono poste sotto la giurisdizione del Ministero della Marina Militare e alla fine di ottobre 1936 la presenza militare italiana sull’isola ammontava a oltre dodicimila unità. Sebbene l’occupazione militare fosse stata attuata al di fuori del diritto internazionale, le bandiere italiane sventolavano sull’isola.

Arconovaldo Bonacorsi a Manacor (Piazza de Sa Bassa), durante la guerra civile spagnola.

Nominato proconsole italiano per le Baleari, proclama che l’Italia avrebbe occupato l’isola in perpetuo e da il via alla rapida “italianizzazione” dell’isola, imponendo simboli del dominio fascista sulle isole, quali effigi di aquile romane e la ridenominazione della strada principale di Palma di Maiorca in «Via Roma». Comincia a terrorizzare l’isola con processi sommari e sanguinose «spedizioni punitive» scorrazzando a cavallo o alla guida di una macchina da corsa, con la sua folta barba rossa, indossando la camicia nera decorata sul petto da un fascio e da una grande croce bianca.

Sempre primo nelle manifestazioni religiose, venne pubblicamente lodato dal clero di Maiorca e dall’arcivescovo José Miralles y Sbert, ma anche dallo stesso Francisco Franco che gli conferisce la Gran Croce Militare di Merito Militare con la Decorazione Rossa. Anche il “Correo de Majorca”, il giornale locale, scrive con gratitudine nel febbraio 1937 come ultimo saluto che “ricorderemo per sempre il tuo eroismo e daremo ai nostri discendenti il ricordo di ciò che hai fatto per noi” .

Gran Cruz militar d'Espana

Ma il suo atteggiarsi a Governatore delle Baleari e la sua fama di macellaio lo rendono inviso sia al generale Franco che allo stesso Mussolini che nel febbraio del 1937 lo richiama dall’isola di Maiorca e lo invia sul fronte di Malaga con il Corpo Truppe Volontarie che raggruppava le truppe italiane schierate in Spagna. Terminata l’esperienza spagnola, nel 1938 sempre con il grado di Console Generale, veine inviato nei territori dell’ A.O.I. e nominato vicecomandante superiore della M.V.S.N.

Partito Bonaccorsi l’occupazione italiana della Baleari, continua fino all’11 aprile 1939, quando dopo la vittoria definitiva di Francisco Franco nella guerra civile, e alcuni giorni dopo la conquista da parte dell’Italia dell’Albania, il Duce decide di richiamare tutte le forze italiane dalla Spagna. Tramonta così il progetto di Mussolini di fare dell’arcipelago spagnolo una base italiana da utilizzare contro Francia e Gran Bretagna.

Quanto al console Bonaccorsi, dopo aver assunto il ruolo di Ispettore generale delle camicie nere scrive un opuscolo in cui denunciò a Mussolini inefficienze e corruzioni politiche riscontrate nella colonia italiana. Nel corso del secondo conflitto mondiale, in qualità di comandante militare del “Reparto Speciale Autonomo della Milizia fascista”, un’unità composta da 300 commando italiani parteciperà alle operazioni che nell’agosto del 1940, culminarono nella conquista del Somaliland britannico.

Catturato dai britannici sempre in Africa Orientale nel 1941, rimase prigioniero di guerra fino al 1946 quando rientrò in Italia. Appena giunto nel nostro paese fu arrestato con l’accusa di aver partecipato all’omicidio di Anteo Zamboni ma nel novembre dello stesso anno fu prosciolto per insufficienza di prove.

Nel 1949 fondò l’Associazione Nazionale Combattenti Italiani di Spagna (ANCIS), di cui divenne presidente, e che secondo le sue stesse parole aveva l’obiettivo di riunire “in una sola famiglia tutti i legionari italiani che combatterono in terra di Spagna per la civiltà latina e per il bene dell’umanità” Nello stesso anno aderì al Movimento Sociale Italiano. Riprese l’attività di legale nel 1950, difendendo il generale tedesco Otto Wagener, in tale occasione condannato a quindici anni per i crimini di guerra commessi a Rodi.

Nel 1957 fu ricevuto dal generale Franco a Madrid, che lo ringraziò per la sua attività di combattente nella guerra civile spagnola al fianco dei nazionalisti. Si candidò alla Camera nel 1958, nelle liste del Movimento Sociale Italiano, nella Circoscrizione di Roma, ottenendo 9.489 voti di preferenza. Morì improvvisamente il 2 luglio 1962 a causa di complicazioni post operatorie dovute ad un intervento d’urgenza allo stomaco svoltosi presso la clinica “Valle Giulia”, Il Secolo d’Italia, quotidiano vicino al MSI, riportò la notizia scrivendo: “Solo un fulmine può stroncare una quercia”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.