2^ G.M. I bollettini di Guerra

Gli alpini della R.S.I. vengono riconosciuti dall’A.N.A dopo oltre 55 anni di oblio

Il 27 maggio del 2001 a cinquantasei anni dalla fine della seconda guerra mondiale viene annullata da parte dell’A.N.A. l’Associazione Nazionale Alpini, la discriminazione di carattere soprattutto politico nei riguardi degli alpini che hanno combattuto nelle file delle Forze Armate della Repubblica Sociale Italiana. Quel giorno viene approvata una delibera che andava in questo senso:

“L’Assemblea dei Delegati, preso atto e confermata la validità di tutto quanto precedentemente deliberato in merito alla Divisione Monterosa e altri simili della Repubblica Sociale Italiana, dichiara e riconosce che tutti i giovani che hanno prestato servizio militare in un reparto Alpino, in qualsiasi momento della storia d’Italia, e quindi anche dal 1943 al 1945, poiché hanno adempiuto il comune dovere verso la patria, siano considerati Alpini d’Italia.”

Fino a quel giorno gli alpini che avevano militato nella R.S.I. e quindi principalmente nella Divisione alpina “Monterosa” non potevano fregiarsi del titolo di alpini e il reparto non fu riconosciuta ufficialmente nei raduni degli ex-alpini. Ricordiamo brevemente la storia della 4ª Divisione alpina “Monterosa”, inquadrata nelle file dell’Esercito Nazionale Repubblicano agli ordini del Maresciallo d’Italia Rodolfo Graziani.

Distintivo Monterosa.jpg

La divisione, formata da circa 20.000 uomini, di cui il 20% provenienti dal Regio Esercito, viene costituita dai dirigenti della Repubblica Sociale per combattere in ambito montano a fianco dell’esercito tedesco. Per l’addestramento la divisione viene inviata in Germania per 6 mesi, dove gli uomini sono addestrati da istruttori tedeschi e armati con materiale proveniente dai magazzini della Wehrmacht. Nell’organico della divisione si contano anche 30 ausiliarie alpine, le prime nella storia del corpo.

La divisione nasce il 1º gennaio 1944 a Pavia, ma è mobilitata solamente il 15 febbraio dello stesso anno e il l 16 luglio dello stesso anno Benito Mussolini consegna la bandiera ai reggimenti, a Münsingen alla fine del periodo di addestramento condotto con gli standard germanici. In luglio, all’arrivo in Italia, viene posta sotto il comando del Corpo d’armata “Liguria”, nell’area ligure, per contrastare un eventuale sbarco delle forze alleate.

Successivamente viene spostata nella Garfagnana tra il fiume Serchio e le Alpi Apuane, bloccando i reparti brasiliani e le forze della 5ª Armata americana, riuscendo tra il 25 e il 30 dicembre 1944, con l’operazione Wintergewitter, a respingere le forze alleate, obbligandole a ripiegare; nell’occasione vengono anche catturati 250 prigionieri e ingenti quantità di viveri e materiale bellico. A quella che venne definita come “le Ardenne italiane” abbiamo dedicato un apposito post che potete leggere al seguente link:

“Operazione Wintergewitter” le Ardenne italiane

Si tratta dell’unica azione della guerra, lungo la penisola italiana, nella quale le forze congiunte della RSI e tedesche riuscirono a far arretrare gli alleati. Nel gennaio 1945 circa la metà della divisione viene spostata sulle Alpi occidentali per contrastare l’avanzata americana e francese ed in questa occasione per dar man forte viene aggregato il Battaglione “Cadore”, ricevuto dal Raggruppamento “Cacciatori degli Appennini”. La Divisione riesce ad impedire ai francesi e agli americani di procedere speditamente in Piemonte;

In Garfagnana, a Cogna, il reparto fu anche protagonista di una delle tante sanguinose rappresaglie che caratterizzarono il passaggio del fronte nel Nord ovest della Toscana. Dopo un attentato in cui aveva perso la vita un giovane alpino, Giuseppe Grigoli, il 1º febbraio 1945 fu fucilato, da un reparto della Divisione “Monterosa”, Adriano Tardelli, detto “il Baionetta”, insieme ad altri cinque civili già arrestati in precedenza, accusati di essere partigiani.

Il 6 marzo del 1945 a pochi giorni dalla fine della guerra nei pressi del santuario di Valmala un reparto della “Monterosa” e precisamente del battaglione Bassano sorprendeva nei pressi dello stessa una formazione partigiana impegnata in una una riunione dei comandi garibaldini. Nello scontro a fuoco che ne susseguiva nove partigiani rimase uccisi

Prima di chiudere il post vogliamo portare alla conoscenza dei nostri lettori un episodio importante e alquanto insolito che vide schierate fianco a fianco i partigiani delle Fiamme Verdi e gli alpini della Monterosa. Il 26 aprile truppe francesi guidate dal generale Paul-André Doyen oltrepassarono il Colle del Piccolo San Bernardo, nel tentativo di occupare la Valle d’Aosta prima dell’arrivo degli americani. Il giorno successivo venne occupata facilmente la Val di Rhêmes e l’avanzata procedeva spedita in quanto le truppe tedesche erano in ritirata nel tentativo di raggiungere la Germania.

A fermare l’invasione, perchè di quello di tratta, francese ci pensarono gli alpini delle Fiamme Verdi del CLNAI e il fuoco degli obici della 12ª Batteria del Gruppo “Mantova” del 1º Reggimento artiglieria della 4ª Divisione alpina “Monterosa” che fermarono i transalpini a La Thuile. L’insolita alleanza, che comunque occorre ricordarlo si verifico anche sul confine orientale dove reparti della Decima Mas affontrarono a fianco dei partigiani gli slavi che tentavano di occupare delle località sul confine, durò fino all’8 maggio, quando finalmente arrivarono gli americani.

Nel prendere in consegna le posizioni italiane, gli americani schierarono una colonna di autoblindo pronte a far fuoco contro unità francesi intenzionate ad aprirsi il passaggio verso Aosta, consentendo alla fine solo ad un contingente simbolico di inoltrarsi nella valle per raggiungerne il capoluogo, dove però intanto si era ormai già insediato, sotto tutela americana, il nuovo prefetto partigiano nominato dal CLNAI Alessandro Passerin d’Entrèves che preparava le difese cittadine richiamando sia i partigiani sia i soldati della Repubblica Sociale per proteggere la città da un eventuale arrivo del nemico.

Alle operazioni contro i francesi presero parte anche gli alpini dei battaglioni “Varese” e “Bergamo” del Reggimento alpini della 2ª Divisione granatieri “Littorio” dell’ormai disciolto Esercito Nazionale Repubblicano. Furono gli ultimi reparti italiani a cessare il combattimento.  Alla fine della guerra la divisione conta 1.100 caduti, 142 decorazioni assegnate, tra le quali tre medaglie d’oro al valor militare all’alpino Renato Assante, al sottotenente Eraldo Boschi e al sottotenente medico Mario Da Re, inoltre 89 encomi e numerosi croci di guerra. Viene sciolta il 28 aprile 1945 dal maresciallo Rodolfo Graziani, che emana l’ordine di cessare le ostilità.

Nelle file della stessa occorre ricordare vi fu anche un alto numero di diserzioni, i numeri esatti non si conoscorno ma fu un fenomeno importante. A tal propoisto ricordiamo l’episodio che vide coinvolte alla fine dell’estate del 1944, due compagnie del Battaglione Compl. “Vestone”  comando del maggiore Paroldo che disertano a seguito di accordi con unità partigiane. La maggior parte dei disertori fa rientro presso le proprie famiglie, altri entrano nelle file della resistenza ligure partecipando nella primavera successiva alla battaglia per di Genova.

Grazie per aver letto con tanta pazienza il nostro post, con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

 

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