2^ G.M. I bollettini di Guerra

Creta, Medaglia d’oro per il tenente di vascello Giuseppe Cigala Fulgosi

«Comandante di torpediniera di scorta ad un gruppo di motovelieri con truppe germaniche dirette a Creta per l’occupazione dell’isola, avvistata in pieno giorno una rilevante formazione navale nemica di incrociatori e cacciatorpediniere, manovrava con grande perizia e decisione per occultare il convoglio alle navi avversarie; si lanciava quindi all’attacco con temerario ardimento sfidando la schiacciante superiorità del nemico ed il suo violento tiro, e silurando un incrociatore che affondava colpito in pieno. Col suo gesto audace e coronato dal successo salvava il convoglio da sicura distruzione.»
Risiede a Roma. E’ morto a Roma il 1° novembre 1977.— Mare Egeo, 22 maggio 1941

Il protagonista del post odierno, decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare è Giuseppe Cigala Fulgosi, valoroso ufficiale della Regia Marina durante il secondo conflitto mondiale. Nato a Piacenza il 25 luglio 1910, figlio di un ufficiale dell’esercito, dopo aver frequentato l’Accademia navale di Livorno nell’ottobre del 1925 fu nominato aspirante Allievo nell’ottobre 1929 e nel luglio del 1930 promosso guardiamarina ed imbarcato sull’ incrociatore Trieste.

Il Capitano di Corvetta Giuseppe Cigala Fulgosi

Il Capitano di Corvetta Giuseppe Cigala Fulgosi

Prima di proseguire nella narrazione vogliamo aprire una breve parentesi per ricordare che Giuseppe Cigala Fulgosi, era figlio di un generale di Divisione del Regio Esercito e precisamente di Alfonso Cigala Fulgosi, anch’esso insignito di Medaglia d’Oro al Valor Militare a seguito dei fatti armistiziali. Fu uno dei 10 ufficiali generali a perdere la vita nei terribili giorni seguiti alla proclamazione dell’armistizio dell’otto settembre 1943. Chi volesse approfondire l’argomento può leggere il nostro pst al seguente link:

I dieci generali morti a seguito dei fatti armistiziali

Successivamente imbarcato sul Colombo, il nostro valoroso ufficiale ottenne la promozione a sottotenente di vascello, e dopo aver prestato servizio su varie siluranti, nel 1933 venne inviato in Estremo Oriente prima sull’esploratore Quarto e successivamente al battaglione San Marco per la guardia alle concessioni italiane e precisamente a Tientsin.

Rientrato in Patria fu nuovamente destinato sulle siluranti in Africa Settentrionale e promosso tenente di vascello nel 1935 fu nominato aiutante di Bandiera del Comandante in capo del Dipartimento Marittimo dell’Alto Tirreno. Fu imbarcato successivamente sulla corazzata Conte di Cavour sino al novembre 1936 quando fu nominato ufficiale d’ordinanza del Duca di Genova.

Nella seconda guerra mondiale  fu imbarcato il 15 giugno 1940 come ufficiale in seconda sul cacciatorpediniere Ascari con il quale partecipò agli scontri navali di Punta Stilo e Capo Teulada. Nel novembre 1940 ebbe il comando del cacciatorpediniere Sagittario con il quale svolse numerose operazioni di  scorta ai convogli e partecipò alla battaglia di Creta, episodio che gli valse la Medaglia d’Oro al Valor Militare, per lo scontro navale che andiamo a narrare nel presente post.Arriviamo così finalmente all’episodio oggetto del post odierno.

Dopo la fine della guerra contro la Grecia e il conseguente sgombero della Grecia continentale, il contingente militare britannico accorso in aiuto del paese ellenico constatata l’impossibilità di proseguire la lotta, decise di abbandonare il continente e riparare sull’isola di Creta, dove organizzare un ultima resistenza. Le operazioni di sgombero ebbero inizio a partire dal 19 aprile del 1941, con l’obbiettivo di controllare l’isola e impedirne la conquista da parte dell’Asse.

Nei giorni seguenti al ritiro del contingente britannico, le forze greche erano collassate e il 27 aprile due divisioni corazzate tedesche avevano raggiunto Atene innalzando la bandiera tedesca sull’Acropoli. Nei giorni immediatamente successivi, le isole del mar Egeo e del mar Ionio sarebbero cadute una dopo l’altra in mano alle forze dell’Asse con la sola eccezione di Creta.

Dopo aver preparato l’azione denominata “operazione Merkur”, le truppe dell’Asse dettero il via alle operazioni di conquista della grande isola, operazioni che iniziarono il 20 maggio 1941 per concludersi pochi giorni dopo e precisamente il 1º giugno, quando fu completata l’evacuazione della guarnigione britannica dall’isola. Nell’abito di queste operazioni si inquadra l’azione del valoroso ufficiale dell Regia Marina protagonista del nostro post odierno.

Il piano approvato dal Führer il 25 aprile 1941 con la “direttiva n. 28”, era diviso in tre parti distinte: la prima ondata di paracadutisti, si sarebbe lanciata per occupare, una delle piste di atterraggio site a Candia, a Maléme ed a Retimo; una volta preso possesso di un aeroporto avrebbe preso il via la seconda fase, ossia l’arrivo dei reparti della 5ª divisione di montagna aviotrasportati  sulle piste appena conquistate, infine sarebbe seguito l’arrivo via mare di altri 6.000 uomini e dall’equipaggiamento pesante.

Le forze incaricate delle prime due ondate d’attacco sarebbero state trasportate da trimotori Junkers Ju 52, integrati con gli alianti da trasporto DFS 230, mentre le forze provenienti dal mare sarebbero giunte con una flottiglia di varie imbarcazioni, scortate da unità della Regia Marina ed è proprio nell’abito di queste operazioni che si inquadra l’azione di Cigala Fulgosi e della torpediniera Sagittario.

flottiglia tedesca nell'operazione di Creta

Nel pomeriggio del primo giorno dell’operazione Merkur, un convoglio composto da 38 caicchi e piroscafetti carichi di truppe tedesche, con a bordo 4000 Gebirgsjäger della 5ª divisione da montagna tedesca, salpò dall’isola di Milo, scortati dalla torpediniera Sagittario, partita dal Pireo al comando del tenente di vascello Giuseppe Cigala Fulgosi per scortare a Creta il convoglio oltre alle imbarcazioni carichi di truppe tedesche, includeva anche la piccola nave ospedale Brigitte.

Alle 13.51 la vecchia torpediniera Curtatone, che precedeva la Sagittario, urtò una mina e saltò in aria: la nave di Cigala Fulgosi diresse prontamente sul luogo dell’affondamento e, coadiuvata da alcune barche condotte da artiglieri tedeschi, recuperò 22 naufraghi, che trasbordò poi sul posamine Rovigno. Raggiunta anche da alcuni MAS, la Sagittario protrasse le ricerche sino alle quattro del pomeriggio, poi riprese la navigazione.

Alle 17.15 la nave si ancorò al largo di Lavrion e rimase in attesa delle unità del convoglio, divise in due gruppi: il primo, proveniente da nord, arrivò quasi subito, il secondo, proveniente da Megara, venne avvistato alle 21.50, quindi, nel giro di dieci minuti, la Sagittario salpò per venirgli incontro, assumendo poi rotta per Milo con a rimorchio un motoveliero con problemi al motore.

Alle cinque di mattina del 21 maggio il convoglio si era parzialmente disperso, quindi la torpediniera dovette tornare a Lavrion, dov’erano tornati diversi motovelieri in avaria, dando loro assistenza e prendendone alcuni a rimorchio. Infine Cigala Fulgosi decise di dividere il convoglio in due gruppi, le navi più veloci insieme alla Sagittario e quelle più lente in un secondo gruppo. Alle 12.40 la Sirio ed il primo gruppo si misero alla fonda a meridione di Milo, in attesa delle altre unità: fu presa la decisione di ripartire alle 19 (ora per cui si riteneva che il secondo gruppo sarebbe arrivato) lasciando a Milo le unità più lente ed in avaria e imbarcando sulla Sagittario le truppe a bordo di tali imbarcazioni,

Alle 16 arrivò l’ordine di Marisudest di restare a Milo per la notte, perciò la torpediniera e le imbarcazioni del primo gruppo si portarono all’àncora nella rada, raggiunte poco dopo anche dal secondo gruppo. Alle 18.50 tutta la flottiglia era riunita nella rada, e in poco tempo si riuscì ad aggiustare tutte le avarie e di avere pertanto tutte le unità a disposizione. Alle 2.30 del 22 maggio le unità ripartirono alla volta di La Canea, su ordine di Marisudest, ma alle 7.30 un contrordine fece invertire la rotta, tornando verso Milo: entro le 8.15 tutte le navi del convoglio avevano assunto la nuova rotta.

Alle 8:35 avendo il comandante del Sagittario Giuseppe Cigala Fulgosi avvistata la formazione inglese, rimontò il convoglio sul lato di dritta stendendo una fitta cortina fumogena per proteggere le piccole imbarcazioni ed invertita la rotta ripercorse lo stesso tragitto per rendere la cortina ancora più densa e per aumentare la velocità della propria nave. Alle 9:01 gli inglesi notato il convoglio aprirono il fuoco al quale la torpediniera italiana rispose con il cannone di prora da 100 mm.

Alle 9:07, circondata dalle colonne d’acqua alzate dai proiettili nemici, la Sagittario lanciò i suoi due siluri di dritta e frapponendosi tra il convoglio e le navi inglesi, attirava su di sé tutto il fuoco delle navi nemiche. Alle 9:14 alcuni uomini avvistarono due colonne alzarsi su un fianco di un incrociatore e pochi minuti dopo la formazione britannica attaccata anche dagli aerei della Luftwaffe virando verso sud si allontanava.

Alle 9:22 venne avvistato un terzo cacciatorpediniere, il Kingston che, attaccava la torpediniera italiana venendo colpito due volte, in plancia e sul fumaiolo. L’azione della Sagittario fu decisiva, in quanto a quel punto il comandante della formazione inglese ammiraglio King, decise di non attaccare il convoglio proseguendo la sua rotta verso sud.

Alle 09:25 lo scontro era finito. il comandante della Sagittario Giuseppe Cigala Fulgosi venne decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare con la motivazione che abbiamo riportato ad inizio post. Dopo l’attribuzione della stessa, nel luglio 1941 fu promosso capitano di corvetta e poco dopo comandante del cacciatorpediniere Euro, a bordo del quale svolse numerose scorte ai convogli per l’Africa Settentrionale e partecipò a vari scontri navali per la protezione degli stessi. Nel luglio 1942 fu nominato Capo di Stato Maggiore delle Flottiglie speciali in Africa Settentrionale e fu ferito a Marsa Matruk.

Rimpatriato nel novembre del 1942 ebbe il comando della VI squadriglia di torpediniere, imbarcando sull’Impetuoso, sul quale rimase, sempre impegnato nella scorta dei convogli, sino al 13 settembre 1943 quando affondò la sua nave e venne internato in Spagna. Rimpatriato nel luglio 1944, fu destinato allo Stato Maggiore della Marina e nel novembre 1944 fu promosso capitano di fregata.

Nel luglio 1946 fu collocato a domanda in ausiliaria; successivamente venne passato nella riserva e nel luglio 1961 fu promosso capitano di vascello. Durante la sua carriera militare si guadagnò numerose altre decorazioni e precisamente

  • 4 Medaglia di Bronzo per le azioni nelle Acque di Malta, 1941); Mediterraneo, 1940, 1942  e 1943;
  • Croce di guerra al Valor Militare:  Africa Settentrionale, nov. 1942; Mediterraneo, nov. 1940; Mediterraneo, giugno 1940 – settembre 1943.

E’ morto a Roma il 1° novembre 1977. Grazie per aver letto con tanta pazienza il nostro post, con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

 

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