2^ G.M. Fronte Jugoslavo e occupazione

3 maggio 1941, viene istituita la provincia di Lubiana

Il 17 aprile dopo solo 11 giorni di guerra, il Regno di Jugoslavia invaso il 6 aprile dalle truppe dell’Asse si arrendeva e le potenze vincitrici provvidero allo smembramento dei territori appena conquistati. All’Italia vennero assegnati direttamente o indirettamente ampie porzioni di territorio. Fra di esse spicca la zona di Lubiana che di fatto venne incorporata nel Regno d’Italia divenendo a tutti gli effetti territorio italiano.

La Provincia di Lubiana venne ufficialmente istituita il 3 maggio 1941, incorporando degli originari 16. 000 km² che avevano costituito la Dravska Banovina (ovvero la Slovenia jugoslava), un quarto (4 593 km² con 337 000 abitanti)degli stessi, corrispondente alle regioni della Carniola interna (Notranjska), della Bassa Carniola (Dolenjska) e della Carniola Bianca (Bela Krajina). In seguito ad alcune piccole rettifiche di confine, la zona fu ridotta a 4 545 km².

Mappa provincia di Lubiana

L’Alta Carniola (Gorenjska), la Carinzia slovena (Koroška) e la Bassa Stiria (Štajerska) (10 261 km² con 798 000 abitanti) furono invece annesse al Terzo Reich. Infine la regione nord-orientale dell’Oltremura (997 km² con 102 000 abitanti) venne incorporata nel Regno d’Ungheria.

Nel decreto di istituzione della provincia si stabilì all’articolo 2 che “Con decreti reali […] saranno stabiliti gli ordinamenti della Provincia di Lubiana, la quale, avendo una popolazione compattamente slovena, avrà un ordinamento autonomo con riguardo alle caratteristiche etniche della popolazione, alla posizione geografica del territorio e alle speciali esigenze locali”. Venne quindi creata una provincia con un ordinamento particolare, non disciplinato dall’ordinaria legislazione in materia.

I poteri di governo della provincia sarebbero stati esercitati da un’altra figura di nuova istituzione, prevista dall’articolo 3:

“un alto Commissario, nominato con decreto Reale su proposta del Duce del Fascismo, Capo del Governo, Ministro dell’Interno”, assistito “da una Consulta composta di 14 rappresentanti scelti fra le categorie produttrici della popolazione slovena” (articolo 4).

Come targa automobilistica fu LB. Le lingue ufficiali erano l’italiano e lo sloveno. A causa del timore della popolazione nei confronti dei tedeschi, in poche settimane la Provincia di Lubiana fu il rifugio di circa 17 000 sloveni che fuggivano dalla parte nord annessa da Hitler.

Nel mese di maggio del 1941 vennero definite l’organizzazione territoriale e la suddivisione dei poteri all’interno della Provincia di Lubiana, costituita da una città capoluogo, 5 distretti e 95 comuni, con superficie di 4 545 km² e una popolazione di 336 .279 abitanti. Di questi solo 458 e cioè lo 0,135% erano italiani.

Il Regno d'Italia nel 1941, dopo le annessioni della provincia di Lubiana e l'istituzione del Governatorato della Dalmazia

La definitiva sistemazione amministrativa venne così definita:

  • Città di Lubiana: il capoluogo della provincia, situato nella zona nord-occidentale della provincia, sottoposto al governo diretto della prefettura. Lubiana misurava 73,38 km² e comprendeva 91 612 abitanti;
  • Distretto di Lubiana: nella zona nord-occidentale, con 977,34 km² e nella zona nord-occidentale, con 977,34 km² e comprendente 68 707 abitanti, costituito dai seguenti 28 comuni;
  • Distretto di Longatico Longatico (Logatec) – nella zona occidentale, con 564,78 km² e comprendente 24 710 abitanti, costituito da 11 comuni:
  • Distretto di Cocevie (Kočevje) – nella zona meridionale, con 1 064,48 km² e comprendente 40 074 abitanti, di cui gran parte appartennero alla minoranza tedesca della Slovenia, costituito da 13 comuni:
  • Distretto di Cernomegli (Črnomelj) – nella zona sud-orientale, con 551,64 km² e comprendente 29 787 abitanti, costituito da 11 comuni;
  • Distretto di Novo Mesto o Nova Urbe (Novo Mesto) – nella zona nord-orientale, con 1 313,47 km² e comprendente 81 389 abitanti, costituito da 31 comuni

I distretti erano amministrati da Commissari distrettuali assimilati alle cariche di sottoprefetti, scelti fra i notabili sloveni. Già nel dicembre 1941, l’Alto Commissario Emilio Grazioli, a seguito del perdurante stato di ribellione nella provincia li sostituì tutti con funzionari italiani.

L’ordinamento comunale venne definito con un’ordinanza del gennaio 1942: l’amministrazione delle municipalità venne riorganizzata secondo la legislazione vigente nel Regno e affidata a podestà, assistiti – se l’Alto Commissario lo avesse ritenuto opportuno – da una Consulta comunale composta da notabili locali di provata fede filoitaliana.

Il 21 ottobre 1941 la Segreteria Nazionale del Partito Nazionale Fascista istituì – su ordine di Mussolini – la Federazione dei Fasci di Combattimento di Lubiana: Grazioli venne nominato Segretario Federale, ma da febbraio 1942 in sua sostituzione venne chiamato l’ex volontario di Spagna Orlando Orlandini.

Grazioli e Orlandini trapiantarono a Lubiana le strutture ordinarie del partito, istituendo le tradizionali organizzazioni di massa: la Gioventù Italiana del Littorio, il Gruppo Massaie Rurali, la Sezione Provinciale delle Lavoranti a Domicilio, il Gruppo Universitari Fascisti e la Federazione dei Fasci Femminili.

In un discorso dell’11 dicembre 1941, Grazioli affermò che dopo aver trasformato Lubiana in una provincia italiana “faremo diventare italiani anche i suoi abitanti”. In realtà, nemmeno formalmente gli sloveni divennero mai italiani: la concessione della cittadinanza italiana agli sloveni e ai dalmati croati del Governatorato della Dalmazia venne rinviata alla fine della guerra.

Vedremo in post successivi quanto complicata e dura sarà l’amministrazione della provincia e il complesso sistema di milizie collaborazioniste e forze partigiane che si fronteggiarono durante il periodo di occupazione.

Sotto il testo completo del decreto di istituzione della provincia di Lubiana

VITTORIO EMANUELE III
PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE
RE D’ITALIA E DI ALBANIA
IMPERATORE D’ETIOPIA
Visto l’art. 18 della legge 19 gennaio 1939-XVII, n. 129;
Ritenuta la necessità e l’urgenza di provvedere;
Udito il Gran Consiglio del Fascismo;
Sentito il Consiglio dei Ministri;
Sulla proposta del DUCE del Fascismo, Capo del Governo;
Abbiamo decretato e decretiamo:
Art. 1.
I territori sloveni, i cui confini sono delimitati come dall’allegata carta, vidimata d’ordine Nostro dal DUCE del Fascismo, Capo del Governo, fanno parte integrante del Regno d’Italia e costituiscono la provincia di Lubiana.
Art. 2.
Con decreti Reali, da emanarsi su proposta del DUCE del Fascismo, Capo del Governo, Ministro per l’interno, saranno stabiliti gli ordinamenti della provincia di Lubiana, la quale, avendo una popolazione compattamente slovena, avrà un ordinamento autonomo con riguardo alle caratteristiche etniche della popolazione, alla posizione geografica del territorio e alle speciali esigenze locali.
Art. 3.
I poteri di governo saranno esercitati da un Alto Commissario, nominato con decreto Reale su proposta del DUCE del Fascismo, Capo del Governo, Ministro per l’interno.
Art. 4.
L’Alto Commissario sarà assistito da una Consulta composta di 14 rappresentanti scelti tra le categorie produttrici della popolazione slovena.
Art. 5.
Il servizio militare non sarà obbligatorio per la popolazione slovena della provincia di Lubiana.
Art. 6.
Nell’insegnamento elementare sarà obbligatoria la lingua slovena. Nelle scuole medie e superiori sarà facoltativo l’insegnamento della lingua italiana.
Tutti gli atti ufficiali saranno redatti nelle due lingue.
Art. 7.
Il Governo del Re è autorizzato a pubblicare nel territorio della provincia di Lubiana lo statuto e le altre leggi del Regno e ad emanare le disposizioni necessarie per coordinarlo con la legislazione ivi vigente e con gli ordinamenti che saranno stabiliti a norma dell’art. 2.
Art. 8.
Il presente decreto entra in vigore dalla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del Regno e sarà presentato alle Assemblee legislative per la conversione in legge.
Il DUCE del Fascismo, Capo del Governo, è autorizzato alla presentazione del relativo disegno di legge.
Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d’Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Dato a Roma, addì 3 maggio 1941‐XIX.
                   VITTORIO EMANUELE                                               MUSSOLINI
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