“Starace, dove vai?” gli chiesero, per sentirsi rispondere placidamente: “Vado a prendere il caffè”

Con questa risposta, semplice e veritiera, la mattina del 29 aprile 1945 Achille Starace, l’uomo che più aveva incarnato lo spirito fascista si era appena firmato la condanna a morte, una morte sfiorata molte volte nel corso di tre guerre combattute. Quel giorno nonostante gli accadimenti del giorno prima, quando 15 fra i più alti esponenti del fascismo erano stati giustiziati nel comasco, l’ex segretario del Partito Nazionale Fascista non rinuncio alla dose quotidiana di esercizio ginnico e infatti venne sorpreso dai partigiani in tuta da ginnastica.

Starace catturato dai partigiani

Ma chi era l’uomo che i partigiani avevano appena catturato e si apprestavano a sottoporre al solito processo farsa che come tutti sarebbe sfociato nella condanna a morte? Il post odierno come i nostri lettori avranno capito è dedicato ad Achille Starace processare? Egli nasce a Gallipoli in provincia di Lecce il 18 agosto 1889 e mandato a Venezia dai facoltosi genitori per studiare, rinuncia per intraprendere la carriera militare. Frequenta il Corso Allievi Ufficiali nei Bersaglieri e viene nominato sottotenente nel 1910, e congedato prima della guerra di Libia. Allo scoppio della Grande Guerra conosce e aderisce all’interventismo Mussoliniano e si arruola volontario.

Combatte valorosamente distinguendosi subito per molti atti di coraggio e ottenendo una medaglia d’argento al valor militare, quattro di bronzo e diverse croci di guerra oltre a numerosi riconoscimenti anche dall’esercito francese. Svolge il servizio nelle file del  12º Reggimento bersaglieri e viene promosso sul campo prima Tenente e infine si congeda come Capitano.

Fascista delle prima ora diventa subito un fedelissimo di Mussolini che lo invia in Trentino per fascistizzare la regione e le Venezie, Durante lo svolgimento di questo delicato incarico, in terre appartenute da secoli all’impero austro-ungarico, si scontra spesso con gli indipendentisti altoatesini e il 2 ottobre del 1922 le squadre di Starace occupano il municipio di Bolzano, imponendo l’affissione di un ritratto di re Vittorio Emanuele III. Il giorno dopo occupano anche il palazzo della Provincia obbligando il governatore Luigi Credaro alle dimissioni.

Dopo due giorni di occupazione i fascisti consegnarono l’edificio alle autorità italiane con una cerimonia che prevedeva gli onori ai gagliardetti fascisti da parte dei militari, pochi giorni dopo Starace e a Verona dove nell’ambito della operazioni che porteranno il Duce con la famosa marcia, a Roma, ha l’incarico di occupare tutti i principali centri di potere della città scaligera. Preso il potere, Mussolini pensa proprio a lui per organizzare la Milizia Milizia volontaria per la Sicurezza Nazionale (MVSN) di cui Starace sarebbe divenuto luogotenente generale.

La sua ascesa è continua fino e culmina il 7 dicembre 1931 quando viene nominato segretario nazionale del Partito Nazionale Fascista, sostituendo Giovanni Battista Giuriati non senza obiezioni all’interno del partito fra cui quella di Leandro Arpinati, sottosegretario all’interno e presidente del CONI che in proposito ebbe a dire:

“Starace?  Ma Starace è un cretino!”.

“Sì, ma un cretino fedele”.

Così replicò il  Duce che sapeva di aver bisogno di uno come Starace, di uno in grado di eseguire il compito assegnatogli con piglio fermo e paziente, senza brusche sterzate o accelerazioni improvvise, ma senza farsi togliere di mezzo da nessuno. Dirigere il partito è quello che il suo capo gli ha ordinato e lui non desidera altro che eseguire l’ordine e non lascerà che gli altri gerarchi gli impediscano di eseguirlo.

Poco dopo sostituirà lo stesso Arpinati a capo del CONI, e sotto di lui l’Italia vince due campionati del mondo di Calcio nel 1934 e nel 1938 ed una medaglia d’oro olimpica nel calcio, e durante la sua gestione si affermano campioni come Primo Carnera e Gino Bartali. Ma Starace vuole fascistizzare l’intera società italiana, tutto deve essere scandito e organizzato dal partito

Nazionale calcio periodo fascista.jpg

Mette tutti in riga, tutti in divisa, tutti a fare ginnastica, il partito diviene una macchina efficientissima, dove tutto è organizzato secondo i fogli d’ordine di Starace, raccolti poi dal giornalista Asvero Gravelli nel Vademecum di stile fascista. Una delle più note è la sostituzione della stretta di mano, considerata una «mollezza anglosassone» col saluto romano, oltre all’uso del «voi» al posto del «lei» nella lingua parlata e scritta e l’obbligatorietà dell’uso della divisa al sabato (il «sabato fascista») e alle feste.

Starace istituì anche, per i gerarchi del Partito, periodiche manifestazioni ginnico-acrobatiche che prevedevano per i partecipanti l’esibizione in esercizi di prestanza e agilità sul tipo del salto nel cerchio di fuoco. Stabilì le articolate forme del collettivo «saluto al Duce»  e prescrisse che la parola «duce» si dovesse scrivere con tutte le lettere maiuscole. Suggerì di decorare le facciate libere delle case con scritte riproducenti motti, slogan fascisti o il nome del duce. Fra le altre cose promosse una campagna per l’italianizzazione dei termini stranieri di uso comune, «tramezzino» sostituì sandwich, «autorimessa» garage, «pallavolo» volley e diversi personaggi dello spettacolo (come Renato Rascel o Wanda Osiris) dovettero modificare il proprio nome d’arte.

Nel marzo del 1936, parte per l’Abissinia raggiungendo Asmara, da dove il 15 dello stesso mese si muove alla volta di Gondar, alla testa di una colonna motorizzata composta in prevalenza da camicie nere e bersaglieri occupando la città il 1º aprile. La colonna Starace prosegue la sua marcia su Gorgorà raggiungendo il lago Tana e poi Bahar Dar. Su questa impresa Starace scrisse al ritorno in Italia un’opera intitolata La marcia su Gondar, opera che pur ottenendo un notevole successo non godette della prefazione di Mussolini, che toccò invece alla “Guerra d’Etiopia” del maresciallo Pietro Badoglio. Raccolse comunque l’apprezzamento di Gabriele D’Annunzio, che glielo fece pervenire per lettera il 28 febbraio del 1937 e che fu pubblicato sul Corriere della Sera.

Nel 1937 ormai giunto all’apice del suo potere, decide di incorporare forzatamente tutte le organizzazioni giovanili nella GIL, riconducendole quindi sotto il suo controllo e per il suo lavoro ottiene in cambio un decreto che eleva la carica di segretario del PNF al rango di ministro. Ma il suo nemico storico continua a tramare contro di lui e dopo che dopo aver piazzato i suoi uomini in quattro ministeri strategici (Cultura popolare, Educazione nazionale, Giustizia e Corporazioni), e aver portato dalla sua il capo dell’esercito Pariani, nel 1939 Ciano, riesce a mettere le mani sul partito.

Achille Starace

Il 29 ottobre 1939 Mussolini comunica a Starace la sua destituzione da segretario del partito, e il suo assegnamento alla Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale come capo di stato maggiore. Da quel momento in poi verrà messo ai margini della vita politica e non riuscendo più a rientrare neppure con compiti di secondo piano. Prenderà invece parte alla campagna contro la Grecia nell’inverno 1940-41, rimanendo ferito e di conseguenza rimpatriato.

Il 16 maggio 1941 arriva anche la rimozione dall’incarico di capo di stato maggiore della Milizia volontaria per la sicurezza nazionale, con comunicazione giunta da Mussolini tramite lettera. Le ragioni politiche del drastico allontanamento di Starace da ogni carica di rilievo debbono essere tuttora chiarite in sede storica: all’epoca si ipotizzarono alcuni commenti negativi relativi alle deficienze dell’esercito italiano palesatesi nell’invasione della Grecia.

Dopo l’8 settembre del 1943 aderì alla Repubblica Sociale, nella quale tuttavia restò emarginato da ogni incarico politico, tanto da dover consumare i suoi pasti da solo nelle mense di guerra.  Sospettato di essere invischiato in qualche oscura trama massonica insieme a Badoglio, fu arrestato ed internato nella prigione degli Scalzi di Verona per oltre sei mesi e poi nel campo di concentramento di Lumezzane fino al 9 settembre 1944. Dopo la sua liberazione, Mussolini diede ordine che non gli fosse consentito avvicinarlo e che non gli venissero inoltrate le lettere che proseguiva a scrivere.

Starace restò quindi politicamente isolato e privo di risorse economiche, in un modesto appartamento di Milano sito in viale Libia dove si coltivava un piccolo orto, sostenuto economicamente dalla figlia e dalla Federazione fascista di Milano fino al mattino del 29 aprile, quando in tuta da ginnastica si apprestava ad eseguire i quotidiani esercizi. Riconosciuto ed arrestato, venne condotto in un’aula del Politecnico, sommariamente processato e condannato a morte per fucilazione.

Trascinato fuori dall’aula e caricato su un autocarro scoperto con il quale girò tutta la città subendo una gogna pubblica: venne coperto di insulti, sputi e lanci di sassi. Per l’esecuzione fu portato in piazzale Loreto dove nel frattempo erano stati appesi alla pensilina di una stazione di servizio i cadaveri di Mussolini, della Petacci e di altri gerarchi.

Il corpo di Achille Starace.jpg

Per nulla intimorito rivolse il saluto romano al duce e prima di cadere fulminato dal plotone di esecuzione gridò:

“Fate presto, invece di picchiare e di insultare un uomo che state per fucilare!”.

Il cadavere fu in seguito appeso insieme agli altri corpi dei gerarchi giustiziati il giorno precedente e poi traslato nel cimitero Sannicola di Lecce, il suo paese natale presso il cimitero comunale.  Grazie per aver letto con tanta pazienza il nostro post e con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...