2^ G.M. Africa Settentrionale

La vittoria dei bersaglieri del colonello Montemurro a El Mechili, 8 aprile 1941

Il post odierno è dedicato alla vittoriosa battaglia dell’8 aprile 1941 che vide i bersaglieri del XII battaglione agli ordini del colonnello Montemurro inquadrati nell’ 8° bersaglieri della divisione corazzata Ariete sconfiggere la 3ª brigata indiana trincerata nel campo di El Mechili e alla curiosa concomitanza di eventi che portarono nel giro di due giorni alla cattura di ben 6 generali britannici, ad opera delle forze dell’Asse.

Dopo la tremenda sconfitta che aveva visto l’annientamento della 10ª armata italiana durante l‘operazione Compass l’offensiva britannica del dicembre 1940-gennaio 1941 il 14 febbraio successivo i primi reparti germanici erano sbarcati in Africa settentrionale per portare aiuto all’alleato italiano e già il 24 marzo le truppe italo-tedesche al comando del generale Erwina Rommel, la futura “volpe del deserto” battevano i britannici a El Agheila cominciando la riconquista della Cirenaica.

Il 3 aprile veniva riconquistata Bengasi, capitale della Cirenaica e nella giornata del 6, la 5ª divisione leggera e i reparti dell’Ariete si avvicinarono a El Mechili, principale nodo carovaniero della Cirenaica. Accanto al vecchio forte, la 10ª armata italiana aveva a suo tempo costruito un campo trincerato di circa quattro chilometri di perimetro, dotato di numerose postazioni per mitragliatrici e pezzi controcarro. Esistevano anche due campi di aviazione e nel forte gli inglesi dopo averlo conquistato, vi avevano fatto impiantato una importante base logistica.

Data la sua importanza già dal 4 aprile il generale Neame nuovo comandante delle truppe britanniche schierate in Cirenaica,  avevano fatto affluire nella zona la 3ª brigata motorizzata indiana del generale Vaugham ad eccezione di un reggimento e tre batterie contraeree e negli stessi momenti in cui Rommel faceva avanzare le sue forze su El Mechili ripiegavano anche i corazzati britannici che ripiegavano per le piste che dal golfo della Sirte portavano a quello di Bomba.

Gli inglesi agli ordini del generale Neame di fronte alla rapida avanzata delle colonne motorizzate italo-tedesche abbandonarono la primitiva idea di resistere e decisero di ripiegare su Tmini e el Gazala, località posta a circa quaranta chilometri dalla piazzaforte di Tobruch, mentre alla posizione di El Mechili, affidata al generale Gambier-Perry veniva assegnato il compito di proteggere il ripiegamento.

Impartite queste disposizioni nella tarda serata del 6 aprile i generali Neame e O’Connor lasciarono Marau diretti a Tmini. Ricordiano che O’Connor, considerato uno degli migliori generali inglesi del secondo conflito mondiale e degno di stare accanto al prestigioso generale tedesco Erwin Rommel come esperto di guerra nel deserto, era giunto quello stesso giorno sul posto inviato d’urgenza sul campo.

Dopo la clamorosa vittoria durante l’operazione Compass, O’Connor venne richiamato al Cairo per riorganizzare le sue forze ormai esauste in vista di una successiva avanzata in Tripolitania, mentre la difesa della Cirenaica venne affidata ai deboli e inesperti reparti appena giunti dall’Inghilterra al comando del generale Neame. Quest’ultimo nuovo alla guerra del deserto, venne sorpreso dalle manovre di Rommel, quindi il generale Wavell, comandante supremo del Teatro del Medio Oriente, decise di inviare precipitosamente O’Connor sul fronte per aiutarlo a controllare la situazione e consigliarlo.

Nel buio del deserto i due generali britannici imboccarono la strada sbagliata e incapparono nei soldati tedeschi che stavano avanzando da Derna che li fecero prigionieri, insieme al neo promosso generale Combe comandante del glorioso 11° ussari nell’operazione Compass aiutante di campo del tenente generale Sir Philip Neame. Fu un duro colpo per i Comandi britannici ma purtroppo per loro, non era ancora finita.

Il generale O'Connor (al centro, in secondo piano) con il brigadier generale Combe (a sinistra) con il generale Philip Neame (al centro), e il maggior generale Michael Gambier-Parry (

Il generale O’Connor (al centro, in secondo piano) con il brigadier generale Combe (a sinistra) con il generale Neame (al centro), e il maggior generale Gambier-Parry (a destra) in attesa di essere trasferiti in prigionia in Italia

Oltre a quelli che erano i primi tre generali britannici che vennero catturati in Africa, nelle stesse ore cadeva prigioniero questa volta delle nostre truppe un altro generale britannico, a onor del vero belga naturalizzato britannico. Si trattava del generale Adrian Carton de Wiart che selezionato come capo della missione britannica in Yugoslavia, era in quel momento diretto a a Belgrado. L’aereo su cui viaggiava fu costretto all’ammaraggio nei pressi di Derna e dopo aver raggiunto la costa a nuoto, fu preso prigioniero da un ufficiale italiano.

Con loro caddero prigionieri anche 800 soldati e nel frattempo Rommel era giunto davanti al campo trincerato e aveva intimato la resa agli inglesi, che naturalmente risposero picche. A quel punto il generale tedesco decise di attaccare utilizzando i battaglioni bersaglieri dell’8° reggimento provenienti da sud per l’attacco frontale, mentre un gruppo su 3 compagnie di carri tedeschi , un battaglione mitraglieri tedeschi e il reparto celere “Schwerin” avrebbero agito lungo i fianchi. L’attacco si protrasse per tutta la notte e per buona parte del giorno successivo e fu un pieno successo per le forze dell’Asse, el Mechili cadde.

Nelle mani dei trecento bersaglieri di Montemurro si consegnarono prigionieri circa 1.700 indiani e il generale Gambier-Perry oltre al generale Vaugham e con essi saliva a sei il numero dei generali caduti prigionieri in poche ore. Vennero inoltre catturati anche 500 preziosissimi automezzi. Per le truppe italiane si trattò di una piena vittoria e qualche giorno dopo Rommel faceva pervenire al colonnello Montemurro la croce di ferro tedesca di prima classe per il fatto d’arme.

«Il Comando del Corpo tedesco in Africa ha decorato di Croce di Ferro sul campo il Col. Montemurro per il magnifico comportamento dei bersaglieri ed artiglieri della sua colonna nel combattimento per la presa di EI Mechili. Altre proposte sono in corso per il conferimento della stessa decorazione ad altri militari della divisione distintisi nella stessa azione.
Rivolgo al Col. Montemurro e a coloro che hanno partecipato alle azioni di EI Mechili il mio compiacimento per la bravura dimostrata.
Questo mio riconoscimento del Valore dei soldati dell’Ariete ci sia di sprone nelle prove che saremo chiamati a sostenere in avvenire”

Rommel decora il colonnello Montemurro.jpg

Era la prima ricompensa tedesca al valore concessa ad un italiano in Africa settentrionale. Del valoro colonnello italiano, ne parlò il Primo Ministro britannico Winston Curchill alla camera inglese che a proposito di El Mechili ebbe a dire;

“fummo costretti a ripiegare perché c’erano i Bersaglieri dell’8° di Ugo Montemurro”.

L’epopea dell’8° bersaglieri continuerà per l’intera campagna in Africa settentrionale , resa delle truppe dell’Asse in Tunisia nel 1943, tanto da guadagnarsi nell’immediato dopoguerra, ben due Medaglie d’Oro al Valor militare alla sua gloriosa bandiera, che così recitavano:

Medaglia d’Oro al Valor Militare
Decreto 31 dicembre 1947
Strumento di guerra, nel quale agilità e potenza sono contemperate e fuse, animi e corpi protesi in ferreo blocco al sacrificio ed alla gloria, in circa due anni di guerra sanguinosa in territorio desertico ha dato prove fulgidissime di eroico valore. In continuo contatto con il nemico più forte ed implacabile ha opposto alla maggiore forza il coraggio, all’implacabilità la fermezza stoica e ne ha avuto, in ogni confronto, schiacciante ragione. Mai arrestato dal piombo avversario nelle sue marce vittoriose ha sempre saputo, opponendo le sue armi ed i suoi petti, stroncare inesorabilmente le iniziative del nemico. Il sangue generoso dei suoi Ufficiali, Sottufficiali, Bersaglieri, continuatori eroici di una tradizione che non ha macchia, ha irrorato e fecondato le sabbie del deserto: El Mechili, Tobruk, Passo Halfaja, Sollum, Capuzzo, Bir El Gobi, Dakar El Aslagh, nomi legati alle glorie della Patria, sono le tappe gloriose del reggimento, due volte sacrificatosi nell’estremo olocausto, due volte risorto nel nome dei suoi eroici figli caduti. Lo stesso nemico, ha espresso la stupita ammirazione per i fanti piumati del reggimento, espressione purissima delle virtù guerriere dell’italica stirpe – Africa Settentrionale, Aprile 1941-settembre 1942.

Medaglia d’Oro al Valor Militare
Decreto 28 luglio 1950
Dopo aver data all’azione comune eccezionale contributo di fede e di sangue, in sette giorni di titaniche gesta, respingeva le preponderanti forze avversarie e manteneva le proprie posizioni oltre i limiti delle possibilità umane- Battaglia del Mareth (Tunisia) marzo-aprile 1943

Il Colonnello Ugo Montemurro rimase in Africa con esaltanti risultati, ammessi sia dagli alleati tedeschi che dai nemici britannici, fino all’11 febbraio del 1942 quandò si congedò dai suo valori fanti piumati dell’8° con uno splendido discorso che Vi invitiamo a leggere:

Il discorso di commiato del colonnello Montemurro dall’8° bersaglieri

Grazie per aver letto con tanta pazienza il nostro post e con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

 

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