2^ G.M. I bombardamenti sulle città italiane

75 anni fa la “passione di Cristo e di Treviso”

Il numero complessivo dei morti dovuti ai bombardamenti in Italia non è conosciuto, una pubblicazione dell’Istat del 1957 indica in 70.591 le persone uccise dalle bombe tra il 1940 e il ’45, un dato per diverse ragioni sottostimato. Un calcolo più veritiero può stimare le vittime fra le 80 e le 100 mila unità, cui vanno aggiunti i feriti, i mutilati, i traumatizzati deceduti in seguito e chi non sopravvisse al peggioramento delle condizioni sanitarie e generali della vita.

Il post di oggi è dedicato a Treviso una delle tante città martiri che il 7 aprile di 75 anni fa subì un tremendo bombardamento aereo alleato che cambiò la fisionomia della città veneta, con la distruzione o danneggiamento di gran parte del patrimonio edilizio, compresi i principali monumenti storici e artistici. Le cifre sui morti sono discordanti,  perchè in caso come questi, talvolta le autorità tendevano a “gonfiare” le cifre per ovvi motivi di propaganda contro il nemico; ma se ciò non avveniva, esse tendevano al ribasso, perché molti dei corpi restavano sotto le macerie dei quartieri distrutti.

manifesto-propaganda-bombardamento-treviso-1944.jpg

Manifesto di propaganda della Repubblica Sociale Italiana

Recentemente in un articolo de Il Gazzettino si è parlato di 900 persone decedute; gli storici Marco Gioannini e Giulio Massobrio, nel loro libro “Bombardate l’Italia. Storia della guerra di distruzione aerea 1940-1945“, stimano circa 1600 vittime. Secondo i documenti ufficiali ritrovati nell’archivio comunale, il numero dei morti si aggira attorno al migliaio, cifra però relativa ai soli cittadini della città e comuni limitrofi. Resta comunque da chiarire il numero dei morti tra i militari tedeschi, presenti in circa 5.000 unità e distribuiti in varie zone della città

Il bombardamento avvenne il giorno di venerdì santo, che i giornali del tempo definirono “passione di Cristo e di Treviso”. L’incursione, molto breve e devastante, fu segnalata dalle sirene antiaeree intorno alle 13.00 e si protrasse dalle 13.24 alle 13.29, ad opera di 159 Fortezze Volanti statunitensi (scortati da un’altrettanto ingente formazione di Thunderbolt), che sganciarono circa 2.000 bombe con obiettivo la stazione, ma che si sparsero su gran parte della città. Nel dopoguerra, gli Stati Uniti d’America diedero i documenti che fornivano la motivazione in merito al bombardamento di Treviso: esso rientrava nel piano “Strangle” (strangolamento) che vedeva il bombardamento dei nodi ferroviari per bloccare i rifornimenti dalla Germania;

Interi quartieri residenziali furono rasi al suolo dalle bombe e dagli incendi; le macerie continuarono a fumare per due settimane. Le ricerche delle vittime continuarono a lungo, con utilizzo di calce e disinfettante, per limitare gli effetti della decomposizione dei corpi delle vittime. Il Palazzo del Trecento simbolo della città, subì gravissimi danni alla struttura e agli affreschi del salone, tanto che inizialmente si prefigurò l’ipotesi della completa demolizione. Grazie all’intervento del soprintendente Forlati, si decise di procedere al restauro delle pareti superstiti e alla ricostruzione delle parerti irrimediabilmente crollate.

Palazzo del 300 Treviso dopo il bombardamento 2

Oggi Palazzo dei Trecento è ancora sede del consiglio comunale, oltre che prestigioso luogo di mostre ed esposizioni. Il 7 aprile 1999 in concomitanza con le celebrazioni del 55º anniversario del  tragico evento, è nata l’associazione “Treviso 7 aprile 1944”. Le finalità della stessa sono: il ricordo delle vittime civili dei bombardamenti aerei di qualsiasi nazione del mondo durante la seconda guerra mondiale attraverso il ricordo dei testimoni, la divulgazione dei fatti accaduti, con commemorazioni, mostre, documentari, libri, ecc. per dire mai più guerre.

Grazie per aver letto con tanta pazienza il nostro post e con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

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