Africa Orientale Italiana

Amministrazione fiduciaria italiana della Somalia

Il 1° aprile del 1950, in ottemperanza alla risoluzione n.º 289 approvata dall’Assemblea delle Nazioni Unite il 21 novembre 1949, l’Italia assunse il controllo diretto della Somalia fino a quel momento amministrata dalla Gran Bretagna che controllava l’area dal 1941, dopo aver sconfitto le truppe italiane nella campagna alleata in Africa orientale. L’Italia faceva il suo ritorno in territorio somalo nove anni dopo la sconfitta militare anche se il trattato di pace firmato a Parigi il 10 febbraio del 1947, aveva privato ufficialmente l’Italia della sovranità sulle sue Colonie. La cerimonia ufficiale si svolse a Mogadiscio.

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La cerimonia di ammaina bandiera della Union Jack e l’alzabandiera del Tricolore segna l’inizio dell’Amministrazione fiduciaria italiana della Somalia

Si trattava dell’unico caso di amministrazione fiduciaria assegnata ad una Nazione sconfitta nella Seconda guerra mondiale, ratificata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 2 dicembre 1950, con la risoluzione n.º 442 e che si concluse il 1° luglio del 1960, quando l’ex governato italiano della Somalia si unì con la Somalia britannica, che aveva ottenuto l’indipendenza il 26 giugno 1960, costituendo la Repubblica di Somalia.

La Carta delle Nazioni Unite, nel trattare dell’Istituto dell’amministrazione fiduciaria, all’articolo 76 così ne enuncia gli «obiettivi fondamentali»:
.
a) favorire la pace e la sicurezza internazionale;
b) promuovere il progresso politico, economico, sociale ed educativo degli abitanti dei territori di amministrazione fiduciaria, ed il loro progressivo avviamento all’autonomia ed alla indipendenza secondo quanto si addice alle particolari condizioni di ciascun territorio e delle sue popolazioni ed alle aspirazioni liberamente manifestate dalle popolazioni interessate, e secondo i termini delle singole convenzioni di amministrazione fiduciaria;
c) incoraggiare il rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali per tutti, senza distinzione di razza, sesso, lingua e religione, ed incoraggiare il riconoscimento dell’indipendenza dei popoli del mondo;
d) assicurare parità di trattamento in materia sociale, economica o commerciale a tutti i membri delle Nazioni Unite ed ai loro cittadini e così pure parità di trattamento per questi ultimi nell’ amministrazione della giustizia, senza pregiudizio per il conseguimento dei preindicati obiettivi.

Rappresentava il Governo italiano un Amministratore scelto tra i diplomatici di carriera, che rivestiva anche le funzioni di Comandante delle Forze Armate in Somalia, composte da un Corpo militare e un Corpo di Polizia: il Corpo di Sicurezza dell’AFIS e il Gruppo Carabinieri della Somalia. Il primo inquadrava e amministrava circa 3.000 uomini; il secondo, circa 2.300. Nel 1956 ci fu una riorganizzazione, con la creazione dell’Esercito della Somalia e delle Forze di Polizia della Somalia, dove vennero ammessi anche gli ex Zaptié che avevano combattuto a fianco degli italiani.

Il territorio fu diviso in sei Commissariati, successivamente denominati Regioni, con a capo un Commissario e dal 1956 un Prefetto. I Commissariati erano ulteriormente divisi in “Residenze”, con a capo un residente militare o civile. All’amministratore era stato anche demandato il potere legislativo in attesa della costituzione dell’Assemblea legislativa, che fu eletta nel 1956, con anche un esecutivo somalo per le questioni interne. Una seconda tornata di elezioni si tenne nel 1959, in cui la Lega dei Giovani Somali divenne partito di maggioranza fino alla proclamazione dell’indipendenza. 

Dal 1º aprile 1950 fino al 21 ottobre 1954 nell’AFIS veniva utilizzata solo la bandiera italiana, dal 21 ottobre 1954 quella italiana venne affiancata quella delle Nazioni unite. Come stemma veniva utilizzato quello della Repubblica Italiana, che a partire sempre dal 21 ottobre 1954 venne affiancato da quello somalo. L’inno nazionale somalo fu dal 1950 al 1960, Fratelli d’Italia, fino al  1º luglio 1960, giorno dell’indipendenza della Somalia. Quel giorno sul palazzo del Governatore a Mogadiscio il Tricolore italiano e la bandiera delle Nazioni Unite vennero calati sulle note del Canto degli italiani, a simboleggiare la fine del controllo sulla regione.

Moneta dell'AFIS

Come moneta circolante venne utilizzato La moneta circolante era il Somalo coniato dalla Banca d’Italia per la Cassa per la circolazione monetaria della Somalia, che venne rimpiazzato nel 1962 dallo scellino somalo. Grazie per aver letto con tanta pazienza il nostro post e con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

 

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