2^ G.M. Africa Settentrionale

Colonnello, non voglio il pane, dammi il piombo pel mio moschetto!

Il 21 marzo 1941, il presidio italiano dell’oasi di Giarabub si arrende dopo nove mesi si strenua resistenza, L’oasi libica a circa 320 km a sud di Bardia e 65 km dal confine con l’Egitto, è presidiata da circa  1 350 soldati italiani e 750-800 soldati libici, in quattro compagnie di guardie di frontiera, cinque di fanteria libica, un plotone di genieri libici, una compagna di artiglieria con 14 cannoni da 47/32 Mod. 1935, 4 cannoni da 77/28 e 16 cannoni-mitragliere da 20/77, agli ordini del maggiore Salvatore Castagna.

Nel 1940, Giarabub era l’avamposto di frontiera italiano più meridionale lungo il confine con il territorio egiziano che a seguito dell’“operazione Compass” l’offensiva inglese lanciata il 8 dicembre 1940, rimase presidio isolato nel pieno del territorio del deserto libico orientale ormai occupato dalle truppe britanniche. Le truppe italiane e libiche resisteranno all’assedio per oltre 3 mesi, capitolando il 21 marzo 1941 a causa dell’esaurirsi di viveri e munizioni. Pochi giorni prima, il maggiore Castagna rimasto ferito nel combattimento, era stato promosso tenente colonnello per meriti di guerra.

Giarabub conquistata da truppe australiane

Giarabub conquistata da truppe australiane

Per celebrare il fatto in Italia venne scritta da Alberto Simeoni e Ferrante Alvaro De Torres, e musicata da Mario Ruccione, la canzone nota com “Sagra di Giarabub” che grazie all’EIAR, divenne molto popolare, con i suoi sette ritornelli che iniziano tutti con la parola, “Colonnello”. Ad esso infatti il milite che canta si rivolge, sempre con una diversa richiesta, a dimostrare l’ostinazione nella difesa a qualsiasi costo, della posizione italiana.

Inchiodata sul palmeto
veglia immobile la luna
a cavallo della duna
sta l’antico minareto
Squilli, macchine, bandiere,
scoppi, sangue! Dimmi tu,
che succede, cammelliere?
È la sagra di Giarabub!
Colonnello, non voglio il pane,
dammi il piombo del mio moschetto!
C’è la terra del mio sacchetto
che per oggi mi basterà.
Colonnello, non voglio l’acqua,
dammi il fuoco distruggitore!
Con il sangue di questo cuore
La mia sete si spegnerà.
Colonnello, non voglio il cambio,
qui nessuno ritorna indietro!
Non si cede neppure un metro,
se la morte non passerà.
Spunta già l’erba novella
dove il sangue scese a rivi.
Quei fantasmi, sentinella,
sono morti o sono vivi?
E chi parla a noi vicino?
Cammelliere, non sei tu!
In ginocchio, pellegrino,
son le voci di Giarabub!
Colonnello, non voglio il pane,
dammi il piombo pel mio moschetto!
C’è la terra del mio sacchetto
che per oggi mi basterà.
Colonnello, non voglio l’acqua,
dammi il fuoco distruggitore!
Con il sangue di questo cuore
La mia sete si spegnerà.
Colonnello, non voglio il cambio,
qui nessuno ritorna indietro!
Non si cede neppure un metro,
se la morte non passerà.
Colonnello, non voglio encomi
sono morto per la mia terra
ma la fine dell’Inghilterra
Incomincia da Giarabub!

La sagra di Giarabub il testo

Grazie per aver letto con tanta pazienza il nostro post, con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

1 risposta »

  1. Grazie per il bellissimo ricordo della battaglia di Giarabub, epopea che conosco molto bene, ma che, purtroppo, è quasi completamente ignota agli altri. Ho pubblicato un commento su Facebook, caduto nel nulla. L’allora Magg. Castagna, dopo la capitolazione, si fece 5 anni di prigionia in India. Tornato in Patria, riprese la carriera militare, aggiungendovi il Grado di Generale di Divisione. È morto nel 1977. Sto cercando libri sulla storia sua e dell’eroica difesa di Giarabub.

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