2^ G.M. Africa Settentrionale

In Tunisia viene costituito il Gruppo d’Armate Africa

Il 23 febbraio del 1943 in Tunisia, le forze italo-tedesche subivano una profonda riorganizzazione. Veniva costituito il Gruppo d’armate Africa, in tedesco Heeresgruppe Afrika, che venne posto al comando del maresciallo Erwin Rommel, meglio noto come la volpe del deserto.  Alle dipendenze del nuovo comando venivano poste due armate, la 5ª Panzerarmee tedesca e la  1ª Armata italiana del generale Giovanni Messe.

La 5ª Panzerarmee era stata creata l’8 dicembre 1942 in Tunisia, a partire dal preesistente, e non ancora pienamente organizzato, LXXXX. Armeekorps, rapidamente trasferito nel paese africano dopo gli eventi conseguenti alla sconfitta della Panzerarmee Afrika ad El Alamein e dello sbarco americano in Marocco. Con l’arrivo delle forze del Regio Esercito giunte dall’Italia e inquadrate nel XXX Corpo d’armata l’8 dicembre 1942 venne costituita la nuova armata.

La nuova 1ª Armata italiana, venne costituita lo stesso 23 febbraio per la trasformazione dell’ACIT Armata Corazzata Italo Tedesca, Deutsch-Italienische Panzerarmee in lingua tedesca, e affidata come detto sopra la generale Giovanni Messe, fresco di trasferimento dal fronte russo, dove alla guida del CSIR prima e del XXXV corpo di armata poi, si era guadagnato il rispetto di tedeschi e sovietici.

Il Gruppo d’armate Africa prese parte a tutte le battaglie combattute in terra tunisina contro le truppe anglo-statunitensi, di Sidi Bou Zid (14 – 15 febbraio 1943), del passo Kasserine (19 – 25 febbraio) ottenendo alcuni notevoli successi iniziali e infliggendo pesanti perdite alle inesperte forze statunitensi, e alla battaglia combattuta sulla linea del Mareth, sistema difensivo francese al confine con la Libia italiana.

Rommel, dopo essersi ammalato, lasciò in gran segreto l’Africa, il 9 marzo 1943 cedendo il comando del Gruppo d’Armate al Generaloberst (colonnello generale) von Arnim, anche se gli Alleati pensarono fino all’ultimo giorno di affrontare Rommel. Nell’aprile seguente le resideu truppe italo-tedesche si ritirarono ad Enfidaville, per poi prendere parte alla difesa di Biserta e Tunisi ai primi di maggio.

Negli stessi giorni i tedeschi cominciarono a trattare la resa, che fu firmata il 9 maggio dal generale Gustav Von Vaerst, comandante della 5ª Panzerarmee. Nel frattempo anche le forze italiane andavano incontro a un progressivo disfacimento ma continuavano a resistere. A risolvere la situazione intervenne il Duce che il 12 maggio telegrafo a Messe:

«Cessate il combattimento. Siete nominato Maresciallo d’Italia.

Onore a Voi e ai Vostri prodi.»

Il 13 maggio 1943 Messe sottoscriveva la resa e veniva fatto prigioniero dal generale dell’esercito neozelandese Bernard Freyberg, lo stesso che nove mesi dopo chiese a gran voce la distruzione dell’Abbazia di Montecassino. Era la fine della presenza italiana in terra africana cominciata quasi 60 anni prima nel 1885 con l’occupazione della baia di Massaua.

Riportiamo quanto scritto nel bollettino di guerra italiano numero 1083 del 13 maggio 1943:

«La I armata italiana, cui è toccato l’onore dell’ultima resistenza dell’Asse in terra d’Africa, ha cessato per ordine del Duce il combattimento.».

Grazie per aver letto con tanta pazienza il nostro post, con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

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