2^ G.M. Africa Settentrionale

Richiesta ufficiale italiana di rinforzi alla Germania

La situazione della guerra in Africa settentrionale si stava facendo drammatica, i britannici erano passati all’offensiva il 9 dicembre 1940 lanciando l’operazione “Compass” e dopo il duro scontro nel campo trincerato di Nibeiwa lo stesso giorno dell’inizio dell’offensiva, erano avanzati, travolgendo le lente e numerose fanterie italiane, grazie al sapiente uso di messo meccanizzati e corazzati.

Dopo la caduta delle piazzaforte di Bardia avvenuta il 5 gennaio, seguita pochi giorni dopo da quella di Tobruch il 22 gennaio, il comando britannico sperava di poter distruggere, le rimanenti unità della 10ª Armata del generale Tellera in ritirata dalla Cirenaica. La 6ª Divisione australiana, diretta verso Derna, avanzò lungo la Via Balbia mentre la 7ª Divisione Corazzata britannica venne inviata verso Mechili e Forte Capuzzo.

Nella notte fra il 28 e il 29 gennaio del 1941, dopo aspri combattimenti con le truppe australiana il generale Annibale Bergonzoli conosciuto come “barba elettrica” riceveva dal generale Tellera l’autorizzazione ad impartire l’ordine di ritirata da Derna, lasciando la “Brigata corazzata Babini” in retroguardia a rovinare le strade, piazzare mine e trappole per la fanteria, oltre ad eseguire diverse imboscate, riuscendo a rallentare l’inseguimento britannico.

L’abbandono di Derna significava in pratica la rinuncia alla difesa della Cirenaica, così nel primo mattino del 1° febbraio 1941, il generale O’Connor, comandante delle truppe inglesi che operano in Libia, invia al Cairo, sede del comandante in capo generale Wavell, il brigadiere generale Erich Dorman-Smith per ottenere l’autorizzazione a tagliare la strada alle truppe italiane che si stanno ritirando verso la Tripolitania.

ilgeneraleerwinrommelLo stesso giorno il governo italiano si vide costretto a chiedere ufficialmente rinforzi alla Germania per la campagna d’Africa. La prima richiesta di aiuto era stata fatta esplicitamente dal maresciallo Graziani a Mussolini già il 17 dicembre.

Il 19 gennaio 1941 Hitler e il Duce discussero l’argomento durante un colloquio a Berchtesgaden, e il Führer rimase molto dubbioso sull’utilità di un intervento tedesco e deciso ad inviare solo forze ridotte.

Gli sviluppi sempre più catastrofici della guerra e i consigli dei suoi generali lo convinsero ai primi di febbraio a confermare l’operazione Sonnenblume ed a potenziare il corpo di spedizione, che sarebbe stato costituito da una divisione leggera equipaggiata con carri armati e da una divisione corazzata.

Per lo svolgimento dell’operazione Sonnenblume (girasole) nome assegnato dall’O.K.W. l’alto comando tedesco, venne costituito l’Afrika Korps agli ordini del generale Erwin Rommel che, già famoso per le sue vittorie in Francia alla guida di reparti corazzati, era considerato risoluto, efficiente ed energico.

Il generale, dopo un colloquio con Hitler il 6 febbraio, arrivò a Tripoli con pieni poteri il 12 febbraio e assunse subito la direzione delle operazioni scavalcando il nuovo comandante superiore in Libia, il generale Italo Gariboldi che aveva sostituito il giorno precedente il maresciallo Graziani che, fortemente esaurito e demoralizzato, aveva richiesto a Mussolini di essere richiamato in patria.

Nei prossimi post analizzeremo le prime operazione delle forze armate germaniche in Africa. Grazie per aver letto con tanta pazienza il nostro post, con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

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