80 anni fa, nasceva la divisione corazzata Ariete

Il 1° febbraio del 1939, esattamente 80 anni fa nasceva una delle piu’ gloriose divisioni del Regio Esercito, la 132ª divisione corazzata Ariete. L’origine del reparto risale al 15 luglio 1937 quando venne formata a Milano la 2ª Brigata corazzata, inizialmente composta dal 3º Reggimento bersaglieri, a cui si aggiunsero nel novembre 1938 l’8º Reggimento bersaglieri e il 32º Reggimento fanteria carrista.

Il 1º febbraio 1939 la Brigata venne discioltae da essa nacque la nuova unità a livello divisionale, assumendo la denominazione di 132ª Divisione corazzata “Ariete” ed incorporando tre reggimenti: l’8º Bersaglieri, il 32º Fanteria carrista e il 132º Artiglieria corazzata, oltre ad altre unità divisionali. L’organico era il seguente:

  • 32º Reggimento Carristi su:
    • I (II), II (IV), III (XI) Battaglione Carri L
    • (fra parentesi i battaglioni L autonomi originari)
  • 8º Reggimento bersaglieri su:
    • III Battaglione Motociclisti
    • V e XII Battaglione Autoportato
  • 132º Reggimento Artiglieria Corazzata su:
    • I e II Gruppo (obici da 75/27 Mod. 1906)
  • 132ª Compagnia mista del Genio
  • 132ª Sezione Sanità
  • 132ª Sezione Sussistenza
  • 132º Autoreparto
  • 70ª Sezione carabinieri
  • 672ª Sezione carabinieri

Fino allo scoppio della seconda guerra mondiale l’unità era nella zona di Brescia, allo scoppio della guerra si trasferì a Fossano in Piemonte, inquadrata nella VI Armata, rimanendo in riserva per tutta la durata della campagna contro la Francia. Trasferita a Savona sotto il comando della IV Armata sostituì progressivamente i carri L con carri M13/40.

All’inizio del gennaio 1941 fu trasferita a Napoli, con destinazione finale la Libia. Infatti proprio in quei giorni stava svolgendosi l’Operazione Compass, l’offensiva britannica scattata il 9 dicembre del 1941, che avrebbe portato alla distruzione della 10ª Armata. Il 24 gennaio iniziò a sbarcare a Tripoli, impiegando tutto febbraio per raggiungere il pieno organico e orientarsi nel nuovo ambiente operativo.

Il 7 marzo iniziò ad operare in Tripolitania alle dipendenze del Corpo d’armata corazzato, tenuta in riserva nel corso della riconquista della Cirenaica da parte del DAK (Deutsches Afrika Korps). Sostenne il primo combattimento col nemico il 7 aprile nei pressi di El Mechili, contro la 3ª Brigata Motorizzata Indiana e la 2ª Divisione Corazzata inglese, prendendo quasi 2000 prigionieri.

Foto di gruppo della I batteria del V gruppo Semoventi
Foto di gruppo della I batteria del V gruppo Semoventi

Successivamente operò nell’investimento di Tobruch e in direzione di Bardia, giungendo al Passo di Halfaya (con una colonna mobile). Ad agosto si ritirava nella zona di Ain el-Gazala per riorganizzarsi.

All’inizio della battaglia decisiva, quella di El Alamein, l’Ariete venne tenuta inizialmente in riserva, a protezione delle retrovie della Brescia e della Folgore, schierata insieme alla 21ª Panzerdivision all’estremo sud dello schieramento italo- tedesco, sempre inquadrata nel XX Corpo.

L′Ariete affrontò questo scontro avendo in organico tre battaglioni carri: IX, X (proveniente dal 133º Reggimento e assegnato al 132º Reggimento fanteria carrista il 21 aprile 1942 per sostituire l’VII Battaglione carri distrutto in combattimento) e XIII (assegnato al 132° nel luglio 1942 in sostituzione dell’VIII Battaglione carri anch’esso distrutto in combattimento). In forza aveva solo un centinaio di carri (in gran parte M 14/41) e 16 semoventi 75/18, mentre i i battaglioni bersaglieri avevano in pratica l’organico di una compagnia.

Dopo essere stata tenuta di riserva nei primi tre giorni di battaglia il 26 ottobre fu spostata a nord nella zona di Deyr el-Murra, dove, assunta la formazione da combattimento, puntò da sud su Tel el-Aqqir, mentre la Littorio e la 15ª Panzerdivision convergevano da nord, ma la violenta reazione britannica costrinse le divisioni dell’Asse a ritirarsi.

Il 2 novembre fallì l’ultimo tentativo di contrattacco delle forze corazzate italo tedesche. All’alba del 3 novembre l′Ariete, tornata a nord, si preparò a chiudere il varco aperto nella linea italo-tedesca, mentre nella notte tra il 3 e il 4, venne costituita una nuova linea difensiva dalle truppe dell’Asse, con l’Afrikakorps e la 90ª Leggera attestate a semicerchio da Tell el-Mampsra a 16 km a sud della ferrovia che correva lungo la costa.

A questo schieramento si incernierava a sud il XX Corpo italiano con l’”Ariete”, la “Littorio” e quello che restava della divisione “Trieste”. Ancora più a sud, la brigata Ramcke e il X Corpo italiano, con la Pavia” e la “Folgore”.  Sulla quota 44 di Tell el Aqqaqir, durante un furioso combattimento originato alle 02:30 dall’attacco della V Brigata indiana, venne catturato dalle truppe della 1ª Divisione corazzata britannica il generale von Thoma, comandante dell’Afrikakorps.

L’alto ufficiale uscì illeso da un blindato distrutto dall’artiglieria e venne portato al cospetto di Montgomery; il comando dell’Afrikakorps passò al capo di stato maggiore colonnello Bayerlein. Nel varco creatosi irruppero la 1ª, 7ª e 10ª Divisione corazzata britannica che vennero fermate solo 9 km a ovest dallo schieramento anticarro, costituto dai cannoni pesanti contraerei FlaK da 88 mm, usati come arma anticarro.

Per quattro ore trecento carri britannici vennero trattenuti da trenta carri tedeschi mentre a sud la 10ª Divisione corazzata britannica dotata di carri medi M4 Sherman, Grant e Crusader attaccava il XX Corpo italiano con i suoi M13/40. La 132ª Divisione corazzata “Ariete” venne attaccata dalla IV e VII Brigata corazzata britannica, e da esse circondata 5 km a nord-ovest di Bir-el-Abd.

Quanto rimaneva della divisione dopo aver respinto l’attacco con gravi perdite, contrattaccò fino a venire quasi del tutto annientata. In questo combattimento furono infatti annientati tutti i battaglioni carri, tranne il XIII, il reggimento bersaglieri e le batterie di semoventi.

Alle 15,30 del 4 novembre, l’Ariete inviava il suo ultimo, drammatico radiomessaggio poco prima di essere annientata, che così recitava;

«Carri nemici fatta irruzione sud Divisione Ariete. Con ciò Ariete accerchiata. Trovasi circa 5 chilometri nordovest Bir el Abd. Carri Ariete combattono!»

Alle 15,30 del 4 dicembre, come si evince dall’ultimo drammatico radiomessaggio inviato dai corazzati della divisione Ariete, la divisione risultava ormai accerchiata e da lì a poco sarebbe stata annientata nel corso dell’ultima decisiva battaglia di El Alamein.

M 75 18 dell'artiglieria Ariete in fiamme
Semovente da 75/18 dell’ Ariete in fiamme

A proposito della fine della divisione il maresciallo Rommel, non certo prodigo di complimenti per il soldato italiano, ebbe a scrivere nel suo libro di memorie “In guerra senza odio”:

« Con l′Ariete perdemmo il nostro più vecchio camerata italiano, dal quale, bisogna riconoscerlo, avevamo sempre preteso più di quanto fosse in grado di dare con il suo cattivo armamento. »

Il 6 novembre, presso Fuka, anche il XIII Battaglione Carristi M, l’unico “sopravvissuto” agli scontri dei giorni precedenti, con i suoi ultimi circa venti carri, venne impegnato da forze nemiche soverchianti e distrutto.  La gloriosa 132ª Divisione corazzata “Ariete” venne definitivamente sciolta l’8 dicembre.

Sarà ricostituita in territorio nazionale il 1º aprile 1943, con la denominazione di  135ª Divisione Corazzata “Ariete II”. Il 9 settembre 1943, in seguito alle vicende che seguirono la proclamazione dell’armistizio, la Divisione si trovò impegnata nella difesa di Roma, contrastando il movimento verso sud della 3ª Panzergrenadier Division, resistendo validamente a Monterosi e Manziana nei pressi del Lago di Bracciano, fino all’ordine di il cessate il fuoco.

La Divisione fu sciolta nei giorni immediatamente successivi e il suo armamento requisito dai tedeschi. L’Unità fu ricostituita nel dopoguerra, il 23 maggio 1948, quando si formò il Raggruppamento corazzato “Ariete” che il 1º giugno dello stesso anno andò a costituire la nuova Brigata corazzata “Ariete”, con sede inizialmente a Roma e successivamente a Pordenone, trovando la sua sede definitiva e posto alle dipendenze del V Corpo d’armata.

Scudetto omerale della Brigata corazzata ArietePrimo comandante dopo questa ricostruzione fu il generale Tommaso Lequio di Assaba. Il 1º ottobre 1952 la Brigata corazzata “Ariete” venne riconfigurata nella Divisione corazzata “Ariete”. A seguito della ristrutturazione dell’Esercito Italiano del 1975, i reparti della Divisione, eccetto quelli di supporto divisionale e logistico passarono alle dipendenze di tre brigate autonome: 32ª Brigata corazzata “Mameli”, 132ª Brigata corazzata “Manin” e 8ª Brigata meccanizzata “Garibaldi”.

Il 1º ottobre 1986, a seguito dell’abolizione del livello divisionale nell’Esercito Italiano, l’Unità viene sciolta per rinascere immediatamente a livello di brigata come 132ª Brigata corazzata “Ariete” con comando in Pordenone per trasformazione della 132ª Brigata corazzata “Manin”.

Grazie per aver letto con tanta pazienza il nostro post, con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

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