2^ G.M. Africa Settentrionale

28/29 gennaio 1941, viene abbandonata Derna

Nella notte fra il 28 e il 29 gennaio del 1941, dopo aspri combattimenti con le truppe australiana il generale Annibale Bergonzoli conosciuto come “barba elettrica” dava l’ordine di ritirata da Derna, lasciando la “Brigata corazzata Babini” in retroguardia a rovinare le strade, piazzare mine e trappole per la fanteria, oltre ad eseguire diverse imboscate, riuscendo a rallentare l’inseguimento britannico.

Dopo la caduta delle piazzaforte di Bardia avvenuta il 5 gennaio, seguita pochi giorni dopo da quella di Tobruch caduta il 22 gennaio, il comando britannico sperava di poter distruggere le rimanenti unità della 10ª Armata, in ritirata dalla Cirenaica. La 6ª Divisione australiana, diretta verso Derna, avanzò lungo la Via Balbia mentre la 7ª Divisione Corazzata britannica venne inviata verso Mechili e Forte Capuzzo.

Il piano messo a punto da Graziani, comandante Superiore in Africa settentrionale, prevedeva di sfruttare il deserto del Gebel in funzione difernsiva, affidando Derna e Mechili rispettivamente alla divisione Sabratha e alla brigata Babini rinforzata da un battaglione di fanteria.

Contrariamente a Tobruch e Bardia, Derna non era stata soggetta a bombardamenti prima dell’attacco. Il 24 la 19 brigata australiana aveva sostituito la 7 divisione corazzata e iniziò la sua pressione su Derna il giorno successivo quando le truppe australiane ingaggiarono battaglia con la divisione “Sabratha” e il 10º Reggimento Bersaglieri del Raggruppamento “Babini”, presso il campo d’aviazione, trovando una determinata resistenza.

I caccia e i bombardieri italiani attaccarono l’unità australiana quando quest’ultima giunse all’aeroporto e vicino a Siret el Chreiba. I bersaglieri riuscirono a bloccare gli australiani a meno di tre chilometri dal loro obiettivo, usando artiglieria e mitragliatrici.

Il 26 gennaio, Graziani ordinò al generale Tellera comandante della 10ª Armata, di continuare la difesa di Derna e di sfruttare il Raggruppamento “Babini” per fermare l’avanzata verso ovest da Mechili. Tellera chiese più carri armati ma gli furono negati, fino a quando le difese di Derna non cominciarono a collassare il giorno successivo. Durante la giornata, gli australiani attaccarono e occuparono la strada tra Derna e El Mechili e un’altra compagnia attraversò lo uadi di Derna durante la notte seguente.

Sulla cresta settentrionale dello uadi, un tenace contrattacco con supporto d’artiglieria venne eseguito in campo aperto dai bersaglieri di Babini, i quali riuscirono a far desistere gli australiani a continuare in direzione di Derna, grazie alle notizie che il resto degli uomini di Babini stavano attaccando il fianco meridionale australiano. Pesanti fuorno le perdite fra le file dei bersaglieri, 40  furono i morti mentre 56 furono fatti prigionieri.

Il 27 gennaio, i tentativi australiani di attaccare incontrarono un massiccio fuoco d’artiglieria, contro cui l’artiglieria australiana poteva opporsi con un fuoco razionato, dieci colpi per cannone ogni giorno. La 2ª Compagnia del 4º Battaglione Australiano tentò un ennesimo contrattacco con tutti gli uomini a disposizione.

Una colonna di mezzi Bren del 6º Reggimento di Cavalleria australiano venne inviato a sud in ricognizione nell’area dove i carri italiani erano stati individuati ma finirono in un’imboscata del Raggruppamento “Babini” che li attaccò con cannoni anticarro e mitragliatrici. Quattro australiani rimasero uccisi e tre furono presi prigionieri.

L’11º Reggimento Ussari scoprì una zona indifesa a Chaulan, a sud dello uadi di Derna, che avrebbe potuto minacciare il Raggruppamento “Babini” e i difensori a Derna con un aggiramento. A questo punto Bergonzoli ordinò la ritirata accingendosi a sgomberare l’intera Cirenaica per costituire una nuova e più solida linea difensiva a el-Agheila, al confine con la Tripolitania.

Il nemico lasciò fare e contrariamente alle previsioni per tutto il 29 si limitò ad azioni di pattuglia e tori di artiglieria, poi il giorno successivo la 19 brigata australiana si mosse, riattò una grande interruzione stradale e nel tardo pomeriggio, occupò Derna ormai abbandonata dalle nostre truppe, lanciano subito avanti reparti esploranti per non perdere il contatto con le truppe italiane.

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