Le littorine blindate nel secondo conflitto mondiale

Christian Wolmar noto giornalista inglese, esperto di storia delle ferrovie, nel ricostruire la storia delle stesse, mostra quale potenziale strategico esse potevano avere, permettendo di muovere rapidamente uomini (tradotte), armamenti e vettovaglie, e come questo fu decisivo per favorire il loro sviluppo. Descrive poi come, nella guerra civile statunitense, il nord prevalse anche in virtù di una migliore organizzazione ferroviaria.

In ambito bellico, i treni fornivano anche supporto come mezzi di soccorso o ospedali mobili. Vi sono poi treni propriamente belligeranti: i convogli e i mezzi corazzati. Anche l’Italia ebbe i suoi, fra di esse ed anche una particolare versione di littorina: le LiBli, Littorine Blindate che trovarono impiego in svariati fornti su cui le truppe italiane si trovarono ad operare nel secondo conflitto mondiale.

la littorina al56 civile

La littorinia ALn 56 civile

Essendo derivata dalle ALn.56 (secondo alcuni dalle ALn.556), l’automotrice blindata era dotata di due motori Fiat 355C diesel da 115 CV ciascuno, montati sui due carrelli, con gli assi esterni motori e quelli interni folli, per un rodiggio A1-1A. La trasmissione era meccanica, a 4 marce.La velocità massima era di 118 Km/h. I radiatori, posti sui frontali come per le littorine “normali”, erano protetti da una griglia di alette blindate inclinate.

Essa era dotata di ganci di accoppiamento standard, così da poterla includere in un normale convoglio. Per realizzarla, il telaio della ALn.56 era accorciato di 5,6 m, per una lunghezza totale di 13,3 m, altezza di 3,1 m e peso di 32 ton. I carrelli restavano quelli della ALn.56. Le littorine (Libli) erano in grado di raggiungere una velocità massima di 70/80 km/h.

L’interno dell’automotrice era suddiviso in tre vani: quelli anteriore e posteriore, ciascuno con il posto di guida a sinistra e la torretta del cannone anticarro sulla destra. Le torrette, che quindi erano disassate, erano simili ma non uguali a quelle dei carri armati M13/40. Erano munite di proiettore orientabile a luce bianca. Il compartimento centrale era la camera di combattimento.

littorina libli all'uscita dalla fabbrica
Littorina LiBli all’uscita dalla fabbrica

Nella M 42, sui lati vi erano due mitragliatrici Breda montate su supporti a sfera che ne permettevano la rotazione, mentre una terza era centrale, leggermente rialzata, all’interno della casamatta rialzata. Sul tetto vi erano due portelli dai quali potevano sparare i mortai. Dalle feritoie laterali si potevano usare due lanciafiamme.

Ogni littorina era equipaggiata con una radio Magneti Marelli RF2 CA, con antenna a traliccio installata intorno alla casamatta rialzata.

La M43 differiva dalla versione precedente per l’armamento in dotazione. I mortai erano sostituiti da una mitragliera contraerea Breda 20/65 Mod. 1935 su supporto a candeliere, sparante da una postazione circolare superiore.

La livrea delle Libli era mimetica: su una base grigioverde erano apposte grosse chiazze marroni rossiccio e giallo sabbia.

In particolar modo durante l’occupazione della Jugoslavia, il Regio Esercito si trovò a dover difendere le vitali vie ferrate dai sabotaggi dei partigiani titini. Oltre ai treni blindati prodotti in loco ed alle autoblindo AB40 ed AB41 adattate alla marcia su rotaia, nel 1942 l’Ansaldo produsse 8 littorine blindate partendo dall’Automotrice FS ALn 56 della Fiat Ferroviaria, in servizio nelle Ferrovie dello Stato. accorciandone il telaio di 5,6 m, (lunghezza 13,3 m h 3,1 m peso 32 t).

littorina blindata in servizio di pattugliamento
Littorina blindata in servizio di pattugliamento

Nel luglio 1942 le 8 littorine furono assegnate ai vari comandi di divisione della 2ª armata: Zara, Bergamo, Re, Macerata, Lombardia, Isonzo, Cacciatori delle Alpi e al comandi di difesa di Fiume. Il battesimo del fuoco fu il giorno di Natale del 1942.

Nel 1944 furono prodotti poi alcuni esemplari in una versione modificata nell’armamento del vano di combattimento centrale, per la Wehrmacht. Almeno 4 esemplari della prima e seconda serie prestatono servizio classificate Pz.Triebwagen 062 nº 30-34 e forse altre 4 (35-38)

littorina blindata catturata e riutilizzata dai tedeschi dopo l'armisitizio
Esemplare catturato e riutilizzzato dai tedeschi

Gli unici due esemplari sopravvissuti si trovano esposti al Civico Museo di guerra per la pace “Diego de Henriquez” di Trieste.

gli unici due modelli di littorina rimasti custoditi nei civici musei di trieste

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