2^ G.M. Fronte Russo

Fronte russo 1941, la battaglia di Natale

Il post odierno è dedicato a quella che è passata alla storia come “Battaglia di Natale“, cruento scontro sviluppatosi su tre lunghi giorni,  dal Natale al 28 dicembre nell’inverno 1941-42, ma vediamo come si svolse il tutto. Le truppe del C.S.I.R. (Corpo di Spedizione Italiano in Russia), dopo le vittorie conseguite nei mesi precedenti avevano utilizzato il mese di novembre e le prime settimane di dicembre per attestarsi su una linea più corta e meglio difendibile, e in quei giorni il fronte era immobile, bloccato dall’arrivo dell’inverno russo, con temperature che scendevano fino a venti, se non trenta gradi sotto zero

Le operazioni di rafforzamento del fronte durarono una decina di giorni, dal 5 al 14 dicembre, durante i quali si svolse anche la battaglia di Chazepetovka, dal nome di un villaggio nei pressi di Rykovo. In quelle gloriose giornate per le nostre armi, i nostri fanti, in particolare quelli della divisione “Torino” affrontarono efficacemente il 95º Reggimento della Guardia, una formazione speciale della NKVD,  il Commissariato del popolo per gli affari interni dell’Unione Sovietica, oltre a squadroni di cavalleria cosacca e battaglioni di fanti siberiani.

Conclusa la dura battaglia costata ben centotrentacinque morti e più di cinquecento feriti il C.S.I.R. si trovava ora schierato su una linea difensiva formata da capisaldi tra la città di Rykovo (oggi Enakievo) a ovest ed il fiume Mius a est; sul fianco sinistro, invece, a partire da Debal’ceve, era attestata la 17ª Armata tedesca. Proprio su questa linea i sovietici, meglio abituati e soprattutto più attrezzati a resistere ai rigori dell’inverno, la mattina del giorno di Natale scatenarono una pesante offensiva, pensando che il nostri soldati, in quel giorno sacro per i cristiani di tutto il mondo, fossero meno attenti ai loro movimenti.

Alle ore sei del mattino del 25 dicembre, il comando della Legione Tagliamento, che aveva la propria sede a Krestowka, invio in esplorazione una pattuglia della 2ª compagnia del LXXIX battaglione di Camicie Nere agli ordini del capomanipolo Codeluppi. La pattuglia lasciò il caposaldo di Nowaja Orlowka diretta su Ploskj, mentre sulla zona infuriava una violenta tempesta di neve, che durò tutta la giornata e che impedì alle aviazioni italiana e sovietica di prendere parte alle operazioni. Usciti dal caposaldo Codeluppi notò subito che purtroppo per noi, i sovietici non stavano festeggiando il Natale e tantomeno intendevano farlo fare ai nostri.

Forti nuclei avversari, vestiti con tute mimetiche, protetti dalla tormenta, si stavano dirigendo minacciosi su Nowaja Orlowka e pertanto si affrettò a rientrare dando l’allarme. Si trattava di forze non certo di secondaria importanza in quanto a muoversi erano due interi battaglioni il I° e il II° del 692° reggimento fucilieri della 296ª divisione di fanteria. I sovietici iniziarono l’attacco che fu durissimo sia frontalmente che sul lato sinistro del caposaldo, appoggiati da due reggimenti d’artiglieria (530° e 813°), e varie unità di mortaisti. Alle 7.30 il centurione Mengoli trasmise al comando Legione il suo ultimo radiomessaggio:

“Siamo attaccati sul fronte ed a sinistra. Urgono rinforzi”.

Camicie Nere durante la battaglia di Natale 1941

Camicie Nere impegnate sul fronte russo

Dopo questo messaggio i collegamenti con Nowaja Orlowka si interruppero bruscamente. Agli attaccanti si unirono consistenti rinforzi costituiti dai cavalleggeri della 38ª divisione di cavalleria, appoggiati dall’artiglieria e dal fuoco dei mortai. Il comandante di compagnia, centurione Mengoli, era caduto, tutti gli ufficiali erano morti o feriti quando il capomanipolo Ezio Barale, l’unico ufficiale rimasto, nel momento culminante dello scontro, ordinò un contrattacco all’arma bianca con un pugno di superstiti.

Separato dai suoi, l’ufficiale si batté col pugnale finché non venne ucciso da una raffica. Alle 6.30 il III° battaglione del 692° reggimento sovietico fucilieri, preceduto da unità di cavalleria e appoggiato da un intero reggimento d’artiglieria e dai potenti mortai da 102 mm, attaccò il caposaldo di Malo Orlowka, tenuto sempre da unità della Milizia e precisamente dai friulani del LXIII battaglione Camicie Nere, ma la reazione dei militi fu durissima, e l’attacco sovietico venne stroncato con forti perdite.

Una colonna della 136ª, una volta aggirata Ivanovka, si diresse su Mikhailowka, tenuta dalle Camicie Nere del LXXIX battaglione. Lo scontro si fece feroce, i militi si difesero strenuamente con i pugnali, lo stesso generale Messe scrisse che la lotta è durissima, con frequenti scontri all’arma bianca. A quel punto il comandante della Tagliamento, il Console Niccolò Nicchiarelli, dispose l’invio in rinforzo della 2ª compagnia del LXIII battaglione, ma la stessa venne attaccata da un battaglione del 692° fucilieri forte di circa seicento uomini, e dovette ripiegare su Krestowka, cove come abbiamo appena visto era stato posto il comando di Legione.

Battaglia di Natale.JPG

Alle 15.45 anche Krestowka ed il comando della Legione vennero attaccati dalla 296ª divisione fucilieri e dalla cavalleria della 38ª divisione. Se si esclude il plotone comando, l’unica forza disponibile per la difesa era la 2ª compagnia del centurione De Apollonia che vi si era rifugiata dopo esser stata attaccata nella mattina. Data la pressione crescente, il comandante della Legione decise di ripiegare su Malo Orlowka, che continuava a resistere.

Venne formata così una colonna volante formata dal comando della Tagliamento, dal plotone comando del LXIII battaglione armi d’accompagnamento, protetti dalla 2ª compagnia del LXIII battaglione CC.NN.  Alla colonna si unì anche il II° Gruppo del Reggimento Artiglieria a Cavallo con una sezione di cannoni da 20 mm. Scopo dell’azione era di aprirsi la strada verso Malo Orlowka, con davanti i legionari  di De Apollonia e in posizione di retroguardia i reparti dall’artiglieria.

La situazione si fece subito pesante, poiché i sovietici premevano pesantemente sulla 2ª compagnia, che tuttavia efficacemente supportata dal tiro ad alzo zero di una delle batterie delle Voloire della 3ª divisione Celere Amedeo Duca di Aosta, con il fuoco intensissimo delle Camicie Nere costrinse il nemico a ripiegare. Una volta esaurite le scorte di munizioni, gli artiglieri, poterono attaccarono  i pezzi alle pariglie e la colonna riprese il movimento verso Malo Orlowka che venne raggiunta alle 17 e trenta di quello stesso giorno

Battaglia di Natale i morti.JPG

Il duro scontro, denominato poi Battaglia di Natale, si era concluso con la vittoria difensiva della Legione “Tagliamento” della Milizia.  In poche ore l’offensiva sovietica era costata per i nostri 168 morti, 715 feriti, 207 dispersi, 305 congelati, mentre da parte russa giacevano sul terreno duemila soldati oltre a 1500 prigionieri. Nella notte, il comando del C.S.I.R. e quello del XLIX Gebirgskorps decisero di passare alla controffensiva, manovra che vedrà protagonisti i bersaglieri del 3° reggimento, ma la complessa azione che si svolse nei tre giorni successivi sarà oggetto di un post successivo.

Ricordiamo prima di chiudere che nella battaglia si inserisce anche l’increscioso e deplorevole massacro operato dall’Armata Rossa, ai danni dei feriti dell’ospedale da campo del XVIII in cui erano ricoverati i feriti reduci da Nowaja Orlowka. Il primo a venire ucciso fu il sottotenente Angelo Vidoletti che tentava di difendere i feriti (ebbe la Medaglia d’Oro alla memoria), poi gli altri vennero massacrati uno ad uno con un colpo alla nuca. Fu un bersagliere ferito, riuscito a fuggire e nascosto da una donna ucraina, a raccontare lo svolgimento dei fatti quando, 48 ore dopo Ivanovka venne ripresa dalle nostre truppe. Grazie per aver letto il nostro post e con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

3 risposte »

  1. Mio Padre U.Magnanini fu li in Russia,era il piu giovane italiano nella milizia in russia a quel tempo,cerco la sua storia militare ,era registratto a Modena,fini la guerra nella divisione San Marco?

    "Mi piace"

  2. Anche mio padre era lì, faceva parte della divisione Pasubio e mi raccontava sempre di una battaglia in cui furono attaccati anche da reparti di cosacchi a cavallo, ubriachi fradici di vodka, ma che sotto il fuoco incrociato delle mitragliatrici furono decimati e costretti a ripiegare.

    "Mi piace"

    • La maggior parte dei cosacchi era contro l’ Urss e soprattutto Stalin. Moltissimi vennero arruolati nelle SS e piccoli reparti di cosacchi servirono sotto il nostro tricolore inquadrati in reparti di Cavalleria

      "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.