2^ G.M. Africa Settentrionale

Beniamino Montesano medaglia d’oro per la difesa di Sidi el Barrani

Beniamino Montesano, nacque a Rotondella, «Il balcone sullo Jonio», in provincia di Matera, il 3 dicembre 1899. Conseguì il diploma di maestro elementare a soli 17 anni, mentre l’Italia era impegnata nel primo conflitto mondiale contro l’impero austro-ungarico. Ancora non maggiorenne, Montesano venne chiamato alle armi per partecipare alla Grande guerra.

A conflitto finito, venne congedato nel 1921 col grado di sottotenente e dopo l’avvenuto del Fascismo, venne mobilitato il primo febbraio 1923 nella Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale col grado di Centurione, corrispondente al grado di Capitano del Regio Esercito italiano.

Grazie alle sue capacità nel 1935 fu mandato in Africa Orientale Italiana in qualità di comandante del CLVI battaglione Camicie Nere “Lupi di Lucania”, già di stanza a Potenza, partecipando alle operazioni belliche contro l’Etiopia. Nel maggio 1936, al termine del conflitto, promosso il seniore rientrò in Patria destinato al comando gruppo CC.NN di Bari, dove svolse brillantemente i suoi compiti di ufficiale superiore.

Richiamato in servizio attivo con l’entrata in guerra dell’Italia, il 10 giugno 1940, venne inviato in Libia, dove alla testa del suo battaglione, inquadrato nella 250^ Legione “Giuseppe Carli” della 4ª Divisione CC.NN. “3 gennaio”, tra il 10 e l’11 dicembre 1940 fu coinvolto negli eventi dell’operazione Compass, il contrattacco lanciato dalle truppe dell’esercito britannico, al comando del generale Wavell, contro le truppe italiane al comando del Maresciallo d’Italia Graziani.

Durante i combattimento nella zona di Sidi Barrani, il Raggruppamento sahariano “Maletti”, di cui faceva parte il suo battaglione, fu pesantemente investito dall’attacco inglese al campo trincerato di Nibeiwa e dopo valorosa resistenza, venne praticamente annientato. Egli rimase più volte ferito finché non fu costretto alla resa con i superstiti del suo battaglione.

Per le sue azioni durante la battaglia, nel 1951 fu insignito della massima onorificenza militare italiana, la Medaglia d’oro al valor militare a vivente, con la seguente motivazione:

«Impegnato col suo battaglione in duro combattimento contro preponderanti forze motorizzate, rimaneva seriamente ferito al viso. Rifiutava di essere allontanato dalla linea di combattimento e grondante sangue, postosi alla testa dei suoi uomini, infiammati dal suo esempio, si lanciava al contrattacco riconquistando un importante caposaldo precedentemente perduto da altra unità. il giorno seguente, nonostante fosse nuovamente ferito in altre parti del corpo, d’iniziativa e con fulminea azione, attaccava una colonna meccanizzata avversaria che tentava l’aggiramento di un vicino reparto. Successivamente, riuniti i superstiti, si organizzava per una strenua disperata difesa e si batteva con leonina fierezza, finché, esaurite le munizioni ed ogni altro mezzo di offesa, veniva sopraffatto. Esempio di elevate virtù militari e di completa, cosciente dedizione al dovere.»
Sidi el Barrani (Africa Settentrionale), 10 – 11 dicembre 1940.

Si spense a Bari nel 1973, e per onorarne la memoria gli sono state intitolate vie a Rotondella, suo paese natale, e a Bari.

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