1^ G.M. Regia Marina

L’affondamento della nave da battaglia “Regina Margherita”

L’11 dicembre 1916 affondava nella baia di Valona, durante una tempesta, la nave da battaglia “Regina Margherita”, urtando nella tarda serata due mine. L’affondamento, nel quale perirono 671 uomini, ebbe importanti conseguenze nella strategia di condotta nella guerra navale. I vertici della marina supposero un urto accidentale contro ordigni dello sbarramento difensivo, mentre la Marina austro-ungarica accreditò l’affondamento ad un sommergibile posamine della marina tedesca.

La nave costituiva con la gemella Benedetto Brin la Classe Regina Margherita. Venne costruita nell’Arsenale Militare Marittimo della Spezia, il suo scafo venne impostato nel 1898 e l’unità varata nel 1901 venne consegnata alla Regia Marina nel il 14 aprile 1904 e l’11 maggio dello stesso anno le fu assegnata la bandiera di combattimento dalla Regina Margherita in persona e il suo motto: “Per l’Onore d’Italia”.

La velocità e l’armamento rendeva questa classe di navi interessanti per l’epoca ma il loro punto debole era la vulnerabilità. La corazzatura le faceva assimilare ad un sorta di incrociatore corazzato o di incrociatore da battaglia invece che di nave da battaglia corazzata. La prora era armata con un rostro per un eventuale speronamento delle navi nemiche, retaggio di un’antica concezione di battaglia navale, ormai superata dall’entrata in servizio delle torpediniere e dei cannoni a lunga gittata.

Svolse il ruolo di ammiraglia della flotta fino al 1910. Unitamente ad altre unità e a parte della flotta russa disloca nel Mediterraneo, partecipò attivamente alle operazioni di soccorso delle popolazioni di Messina e di Reggi Calabria colpite dal terremoto e maremoto del 1908. Un’esplosione durante lavori di manutenzione nel 1911 le impedì di prendere parte della guerra italo-turca, partecipando poi nel 1912 alle operazioni nell’Egeo affiancando la Benedetto Brin.

Allo scoppio della grande guerra, la base del Regina Margherita fu Brindisi, nell’ ambito della strategia navale di blocco del canale d’Otranto e della baia di Valona in Albania. Venne allestito un piano di controllo del passaggio di navi dall’Adriatico allo Ionio e, quindi, nel resto del Mediterraneo e il Regina Margherita fece parte di una formidabile barriera tra Puglia ed Albania. Barriera che, allo scoppio della guerra ed al successivo ingresso dell’Italia nel conflitto, relegò la flotta austriaca nel mare chiuso dell’Adriatico.

Nel mese di dicembre 1916 fu disposto che la nave rientrasse a Taranto per il normale ciclo di lavori di carenaggio in bacino. In considerazione delle pessime condizioni atmosferiche e del mare in tempesta, l’11 dicembre l’Ammiraglio Millo, nel dare l’ordine di salpare per Taranto, rimise alle decisioni del comandante Bozzo l’orario della partenza. Il Comandante Bozzo, osservando che alle ore 21 dello stesso giorno la tempesta si stava placando, diede ordine di levare le ancore e dirigersi verso l’uscita della baia.

La potente unità era scortata dai Cacciatorpediniere Ardente ed Indomito e si avviò a manovrare nel corridoio aperto tra i campi minati della baia. All’improvviso, nel tratto di mare tra l’isola di Saseno e punta Linguetta, la nave incappò nelle mine austriache che provocarono esplosioni sia nel deposito delle munizioni di prora e si al centro nave in corrispondenza del locale apparato motore. Le esplosioni lasciarono la nave senza governo e, mentre si appruava, gli uomini superstiti ebbero il tempo di riunirsi a poppa.

Dopo soli 5 minuti dalle esplosioni, la nave si inabissò di prua portando in fondo al mare il Comandante e 614 uomini dell’equipaggio. Finì in fondo al mare anche il Generale Baldini, comandante della Forza di Spedizione Italiana in Albania che stava rientrando in Italia. Si salvarono solo 18 ufficiali e 257 marinai e solo grazie ai soccorsi di altre navi.

Negli alti vertici fu deciso di rimuovere Luigi di Savoia Duca degli Abruzzi, comandante della Marina unitamente agli Ammiragli Cagni responsabile del campo minato di Valona e Millo, strateghi dell’offensiva ad oltranza nei confronti della flotta nemica. Il Comando della Regia Marina fu assunto dall’Ammiraglio Paolo Thaon de Revel.

Curiosamente nello stesso tratto di mare a poche centinaia di metri dal relitto della Regina Margherita giace il relitto della nave ospedale Po, che venne affondata da parte di aerosiluranti inglesi il 14 marzo 1941. La vicenda all’epoca provocò grande emozione ed ebbe grande risonanza anche per la presenza a bordo di Edda Ciano Mussolini in qualità di crocerossina.

Caratteristiche generali tratte da Wikipedia
Dislocamento Normale: 13.427 t
Pieno carico: 14.574
Lunghezza 138,6 m
Larghezza 23,8 m
Pescaggio 8,9 m
Propulsione 28 caldaie
2 motrici alternative
Potenza: 20.000 hp
Velocità 20 nodi (37 km/h)
Autonomia 10.000 miglia a 10 nodi
1.000 t di carbone
Equipaggio 797
Armamento
Armamento
4 pezzi da 305/40 mm
4 pezzi da 203/45 mm
12 pezzi da 152/40 mm
20 pezzi da 76 mm
2 pezzi da 47 mm
2 pezzi da 37 mm
2 mitragliere
4 tubi lanciasiluri
Corazzatura Verticale: 150 mm
Orizzontale: 80 mm
Artiglierie: 220 mm
Torrione: 150 mm
voci di navi da battaglia presenti su Wikipedia

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2 risposte »

  1. Interessante, come tutti i vostri articoli.

    Se non sbaglio, nell’articolo non è indicato l’anno dell’affondamento.

    Mi piace

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