1^ G.M. I Sacrari militari italiani

I Sacrari militari della grande Guerra 1) Oslavia

Oslavia è un piccolo quartiere di Gorizia che conta poco più di seicento abitanti, conosciuto soprattutto per il Sacrario militare che qui venne eretto nel 1938  su progetto dell’architetto Ghino Venturi. Ubicato sui rilievi collinari a nord di Gorizia, in località Piuma-Oslavia, a circa 5 km dal centro abitato, esso presenta un imponente corpo centrale di forma cilindrica in pietra bianca, sulla sommità di una scalinata.

Panoramica del Sacrario di Oslavia.jpg

Il Monumento Ossario a cui si accede da un’imponente gradinata in pietra fiancheggiata da un basso parapetto e da filari di piante si presenta come un’opera monumentale dall’aspetto di un severo e robusto fortilizio, costituito da una grande torre centrale con sottostante cripta e tre torri laterali con sottostanti cripte situate ai vertici di un triangolo. Le quattro torri sono collegate internamente con gallerie sotterranee. Nel mezzo della torre centrale si erge una grande croce in marmo scuro.

Prima dell’erezione del sacrario militare alcune spoglie erano conservate al Cimitero dei quattro generali, collocato anch’esso a Oslavia, in corrispondenza della quota orografica 172 attorno alla quale si svolsero cruenti scontri ne corso della Grande Guerra. Esso conservava i resti di 1686 caduti italiani e di quattro generali (Achille Papa, Ferruccio Trombi, Nicola Tancredi Cartella e Alceo Cattalochino) da cui prese il nome.

Ultimati i lavori del Sacrario tali salme vennero tumulate nel nuovo monumento. In totale esso custodisce le spoglie di 57.739 soldati, di cui circa 36.000 ignoti, morti nelle battaglie di Gorizia. I loculi dei caduti noti sono disposti lungo le pareti dei tre ordini di gallerie che si trovano nell’interno della torre centrale, nonché lungo le pareti interne delle torri laterali. I caduti ignoti sono tumulati, collettivamente, in tre grandi ossari al centro delle torri laterali.

I militi sono per la stragrande maggioranza italiani, ma vi sono sepolti anche 539 soldati austriaci di cui 138 tutti esumati tutti esumati dai cimiteri di guerra sparsi dall’Altipiano della Bainsizza al Vipacco. Al suo interno, in un sarcofago di marmo situato al centro della torre centrale, sono custoditi i resti di 13 militari decorati di medaglia d’oro fra cui già citato generale Achille Papa e il capitano Italo Stegher, entrambi uccisi alla Bainsizza. Accanto al sarcofago di marmo è collocato un artistico tripode in bronzo che sorregge una pietra lucidata del Monte Santo e la Lampada della Fraternità con luce perenne.

Oslavia foto delle tombe

Il 4 novembre 1959, cittadini, mutilati e combattenti di tutta Italia hanno donato una grande campana votiva collocata all’esterno del Sacrario, vicino alla torre sinistra, che ogni giorno al vespro suona i suoi rintocchi per richiamare alla preghiera per i caduti. Nel 1963, sul piazzale antistante la gradinata di accesso al Sacrario, è stato posto un cippo commemorativo con i nomi dei 55 volontari giuliani caduti nella zona del medio ed alto Isonzo.

La campana del Sacrario di Oslavia.jpg

Nel 2016 nell’ambito del programma promosso dal Governo, nel maggio del 2014, per la commemorazione del Centenario della 1^ G.M., sono stati portati a termine i lavori di restauro della copertura del torrione centrale del Sacrario Militare di Oslavia, posta ad un’altezza di 22 metri per un diametro di 28 metri.  I lavori sono stati inoltre estesi al risanamento della sottostante struttura portante metallica  e al risanamento degli intonaci delle volte.

Il Sacrario di proprietà demaniale dello Stato e dipendente dal Commissariato Generale Onoranze ai Caduti in Guerra e quindi nuovamente disponibile, nella sua interezza, a quanti vogliano rendere omaggio ai Caduti della Grande Guerra. Qui ogni 8 agosto, nell’anniversario della “presa di Gorizia” del 1916 durante la sesta battaglia dell’Isonzo, vi si tiene una cerimonia in memoria dei caduti di tutte le guerre.

Grazie per aver letto con tanta pazienza il nostro post, con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

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