2^ G.M. Africa Orientale

Poliuto Penzo, medaglia d’oro per la difesa di Culqualber

Il nostro post odierno è dedicato a uno dei valorosi Carabinieri Reali che si immolarono per la difesa di Culqulaber. Poliuto Penzo nacque a Chioggia il 23 marzo 1907, dopo un primo impiego come muratore, nel giugno 1926 si arruolò nell’Arma e venne assegnato, come allievo, alla Legione di Torino. Divenuto carabiniere effettivo, passò in forza alla Legione di Milano nel gennaio 1927, e successivamente a quella di Palermo nell’ottobre dello stesso anno.

Congedato il 21 giugno 1929, andò a lavorare presso il cantiere navale del Lloyd Triestino, ma già nel giugno successivo rientrò in servizio attivo, prestando servizio a Padova fino al 1933, a poi a Trieste e quindi a Fiume.

Assegnato alla Stazione carabinieri de l’Asmara, in Eritrea, si imbarcò a Napoli il 27 marzo 1937, e all’atto dell’entrata in guerra dell’Italia, il 10 giugno 1940, fu mobilitato ed assegnato al I Gruppo Carabinieri di Gondar, meritandosi la Medaglia di bronzo al valor militare il 10 gennaio 1941 mentre si trovava al fronte tra Matemma e Gallabar.

Carabiniere Poliuto Penzo

Tra il 13 e il 21 novembre 1941 combatte al passo di Culqualber al comando di una pattuglia del 3º Gruppo Carabinieri, trovandosi privo di rifornimenti e con armi leggere, a tenere testa a soverchiati reparti inglesi e abissini. Per non sguarnire il caposaldo, compiva ripetute azioni notturne contro le linee nemiche, rimanendo ferito più volte, ma continuando sempre a combattere.

Immobilizzato al suolo durante l’azione del 21 novembre fu ferito gravemente, ma rifiutando i soccorsi, continuò a combattere venendo crivellato di colpi e rimanendo parzialmente cieco. Recuperato dal campo di battaglia, fu preso prigioniero, rientrando in Italia nel maggio 1943 durante uno scambio di prigionieri rimasti gravemente feriti.

Ricoverato lungamente in ospedale, rimase completamente cieco, venendo congedato ed iscritto al Ruolo d’onore, e per l’eroico comportamento tenuto in combattimento fu poi insignito della Medaglia d’oro al valor militare che gli fu consegnata nel corso di un’apposita cerimonia tenutasi a Roma il 7 settembre 1949. La motivazione della stessa assegnata con Decreto del Presidente della Repubblica 18 giugno 1949 fu la seguente:

«Carabiniere di indomito ardimento, al comando di pattuglia, irrompeva ripetutamente nelle linee avversarie con audaci azioni notturne, infliggendo perdite e catturando materiali. Durante sanguinosissimo combattimento, per l’integrità di importante caposaldo, era a tutti esempio insuperabile di valore, lanciandosi, con assoluto sprezzo del pericolo, nelle zone più minacciate e maggiormente battute dall’intenso fuoco avversario. Ferito, continuava a combattere, incitando i compagni a strenua resistenza. Colpito una seconda volta, balzava oltre le prime linee persistendo nell’impari cruenta azione. Ferito gravemente una terza volta, respingeva ogni soccorso e, immobilizzato al suolo stringendo ancora l’arma in pugno, rifiutava il trasporto al posto di medicazione per non sottrarsi alla lotta. Salvato a stento da una furibonda mischia, consapevole di cecità quasi certa, crivellato di colpi, articolava parole di incitamento, che elettrizzavano i superstiti. Figura di eroe purissimo che irradia fulgida luce ed arricchisce di nuovo eroismo le nobili tradizioni dell’Arma. Africa Orientale, 13-21 novembre 1941.»

Si spense a Chioggia il 28 dicembre 1977, e la sua città natale gli intitolò una piazza del quartiere della Tombola ed una scuola elementare nella frazione di Sant’Anna. Grazie per aver letto con tanta pazienza il nostro post, con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

 

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