2^ G.M. Africa Settentrionale

Disfatta britannica nella “battaglia di Totensonntag”

Il 23 novembre 1941 nei pressi di Sidi Rezegh, villaggio della Cirenaica orientale, 30 km a sud est di Tobruch, le forze armate italo-tedesche infliggevano una pesantissima sconfitta alle truppe dell’Impero britannico, in quella che passerà alla storia come la “battaglia della domenica dei morti“, in lingua tedesca Totensonntag. L’operazione, episodio dell’operazione “Crusader”, battaglia della Marmarica per gli italiani, è da considerare la più grande battaglia fra corazzati sul teatro di guerra dell’Africa Settentrionale.

Tra il 18 e il 19 novembre 1941, il generale inglese Claude Auchinleck, da luglio Comandante in Capo del Comando del Medio Oriente, lanciò una nuova offensiva contro le forze dell’Asse. L’episodio oggetto del nostro post odierno, si svolse a Sidi Rezegh e vide protagonisti l’Afrika Korps di Erwin Rommel e la divisione corazzata italiana “Ariete”. Era il 23 novembre del secondo anno di guerra e per i soldati germanici era un giorno particolare, la domenica in cui essi commemorano i caduti della prima guerra mondiale.

Allo scontro prese parte per quanto riguarda l’Asse, una forza corazzata di 242 carri armati di cui 80 carri medi M13/40 della divisione corazzata Ariete, e il resto carri tedeschi dell’8° Panzerregiment (120 carri) della 15ª Panzerdivision e il 5° Panzerregiment (40 carri) della 21ª Panzerdivision. A tergo erano schierate le fanterie motorizzate: il V dell’8° bersaglieri e la 15ª brigata fucilieri germanica,

Sul campo opposto erano schierate per l’VIII armata britannica del generale Alan Cunningham, fresco vincitore in Africa orientale, la 1ª divisione sudafricana del generale George Edwin Brink con la 1 e la 5ª brigata, i resti della 22ª brigata corazzata e il 7° gruppo di sostegno, mentre la 6ª brigata neozelandese rimase abbandonata a se stessa lontana dal centro dell’azione.

Quel 23 novembre, fu la grande giornata del generale Ludwig Crüwell il comandante del Deutsches AfrikaKorps che nonostante gli ordini contraddittori ricevuti da Rommel, che a onor del vero rimase isolato per gran parte della battaglia, riuscì a cogliere un nettissimo successo. Un tasto doloroso per il generale tedesco fu la perdita di molti comandanti di reparto, fra cui i due comandanti di battaglione dell’8° panzer e il comandante del 115° fucilieri.

Nella battaglia vennero praticamente annientati la 5ª brigata sudafricana del Brigadiere Generale Bertram Frank Armstrong e due reggimenti di artiglieria e altissime furono nelle perdite nelle file della 22ª brigata corazzata del generale John Scott-Cockburn schierata a sud di Sidi Rezegh. Alla fine dello scontro le forze britanniche dovettero registrare delle perdite altissime, circa 600 mezzi corazzati andarono persi, 127 aerei abbattuti, oltre a 9.000 prigionieri di cui 3 generali, fra cui il sudafricano Armstrong

Negli stessi giorni in cui si combatteva questa battaglia, a Bir el Gobi, caposaldo meridionale delle linee italo-tedesche, ragazzi appena o neppure maggiorenni si preparavano a difendere fino all’ultimo le loro posizioni. Dieci giorni dopo, il 3 dicembre 1941, il caposaldo dei “Giovani Fascisti” verrà investito da un violento attacco britannico. I “Mussolini’s boys” con alcuni reparti di Bersaglieri e una compagnia del I battaglione del 32° Reggimento Carri, riusciranno a respingere l’offensiva causando perdite molto pesanti agli attaccanti.

Grazie per aver letto il nostro post e con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

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