2^ G.M. Africa Settentrionale

Operazione Crusader, i britannici all’offensiva in Nord Africa

Il 18 novembre del 1941, scattava in Nord Africa l’operazione “Crusader” con l’intento di sconfiggere l’Afrika Korps e sbloccare la difficile situazione della piazzaforte di Tobruch, da mesi assediata dalle forze italiane. Prima di trattare l’operazione inquadriamo storicamente la stessa, analizzando brevemente gli antefatti.

Dopo la tremenda sconfitta della 10ª armata italiana, andata praticamente distrutta nel corso dell’offensiva britannica del dicembre 1940 – gennaio 1941, con la conseguente perdita dell’intera Cirenaica, Mussolini accettò seppur a malincuore l’aiuto che gli veniva offerto da Hitler. Fu cosi che nel nord Africa nel mese di febbraio, fecero la loro apparizione i tedeschi e i panzer. A guidare i reparti  dell’Afrikakorps, venne designato un energico ed abile generale, destinato ad entrare nella leggenda, Erwin Rommel.

Forze meccanizzate dell'Afrikakorps in azione nel deserto nord-africano.jpg

Forze meccanizzate dell’Afrikakorps in azione nel deserto nord-africano

Il suo modus operandi estremamente offensivo ed elastico, e il suo essere sempre in prima linea finirà per mutare profondamente il modo di fare la guerra nel deserto e l’andamento strategico della seconda guerra mondiale nel teatro mediterraneo. Rommel sarà protagonista di tutte le fasi della guerra nel nord Africa praticamente fino alla sua conclusione nella primavera del 1943.

Appena giunto in Africa Rommel impresse subito la sua strategia e così le limitate ma moderne forze meccanizzate tedesche, supportate da nuove divisioni italiane, ripresero rapidamente la condotta delle operazioni, riuscendo a ricacciare i britannici sul confine libico-egiziano. Rimaneva tuttavia un grosso problema, rappresentato dalla piazzaforte di Tobruch, dove la guarnigione australiana resisteva efficacemente impedendo alle truppe dell’Asse di riconquistare l’importantissimo porto delle città.

Nel giugno 1941 il generale Archibald Wavell, responsabile del comando britannico del Medio Oriente, aveva sferrato un’offensiva con mezzi corazzati, ma l’operazione Battleaxe, nota anche come “battaglia di Sollum”, si concluse pochi giorni dopo, il 17 giugno 1941 con una netta sconfitta dei britannici guidati sul campo dal generale Noel Beresford-Peirse.

Le forze meccanizzate tedesche dimostrarono superiore coesione e abilità tattica e inflissero pesanti perdite ai reparti mobili britannici che furono costretti alla ritirata. La inattesa sconfitta spinse il primo ministro britannico Winston Churchill, molto deluso per l’insuccesso, ad effettuare radicali cambiamenti nella catena di comando in Medio Oriente; il 21 giugno 1941 il generale Wavell venne destituito dal comando e sostituito dal generale Claude Auchinleck, in quel momento comandante in capo in India, che arrivò al Cairo il 2 luglio 1941 e assunse il comando supremo.

Il generale risoluto e capace ma poco esperto di guerra nel deserto, intendeva organizzare metodicamente le sue forze e potenziare il suo schieramento con l’afflusso di due o tre divisioni corazzate ed una divisione motorizzata, prima di intraprendere una grande offensiva decisiva; egli entrò quindi subito in contrasto con Churchill che, poco convinto degli argomenti presentati dal generale, sollecitò il nuovo comandante a passare all’attacco al più presto.

Il generale Claude Auchinleck, comandante in capo britannico del teatro del Medio Oriente.

Il generale Claude Auchinleck, comandante in capo britannico del teatro del Medio Oriente.

Auchinleck dopo lunghe discussioni e un viaggio a Londra per incontrare personalmente il Primo Ministro, riuscì infine ad ottenere i massicci rinforzi richiesti e poté rinviare l’inizio dell’offensiva da settembre fino al 1º novembre 1941. Per tre mesi le forze britanniche in Nord Africa ricevettero continui rinforzi e grandi quantità di armamenti ed equipaggiamenti.

Egli aveva richiesto un forte potenziamento delle forze corazzate e dei mezzi motorizzati; pretendeva anche di disporre di una riserva di almeno il 50% degli effettivi in carri armati per sopperire alle perdite ed al logorio meccanico nel deserto. Fu cosi’ che in Africa arrivarono 300 carri del nuovo modello Crusader, 300 carri armati leggeri di produzione americana M3 Stuart, 170 carri armati pesanti Matilda II, 34.000 autocarri, 600 cannoni campali, 200 cannoni anticarro, e 240 cannoni anti-aerei.

Questi armamenti moderni e il nuovo equipaggiamento trasformarono l’armata in una potente massa offensiva totalmente motorizzata e fortemente meccanizzata in grado di condurre grandi azioni mobili nel difficile terreno del deserto. Furono effettuati grandi sforzi anche per migliorare la situazione logistica delle truppe; vennero costituiti grandi depositi, venne estesa la ferrovia di Alessandria e potenziate le condutture d’acqua.

L’arrivo dei rinforzi, dei nuovi armamenti e il continuo potenziamento dell’armata suscitarono entusiasmo tra i soldati britannici; grande ottimismo era diffuso tra i reparti, si sperava finalmente di poter condurre vittoriosamente una vera guerra lampo nel deserto e di poter sconfiggere per la prima volta i tedeschi. Anche tra i comandanti c’era ottimismo, in particolare gli ufficiali carristi avevano piena fiducia nei loro mezzi ed erano decisi ad affrontare e battere i temuti panzer tedeschi.

Nell’agosto 1941 arrivò al fronte il generale Alan Gordon Cunningham, fresco vincitore in Africa Orientale e fratello dell’ammiraglio Andrew; egli era stato designato, su proposta dello stesso Auchinleck e contro il parere di Churchill che avrebbe preferito nominare il generale Wilson, come nuovo comandante sul campo delle forze operative britanniche. Cunningham aveva si ottenuto una spettacolare vittoria in Africa Orientale, ma mancava completamente di esperienza di guerra nel deserto e di preparazione riguardo ai mezzi corazzati che avrebbero dovuto costituire il punto di forza della prevista offensiva.

Il generale Alan Gordon Cunningham.jpg

Il generale Alan Gordon Cunningham

Cunningham costituì il suo comando nel deserto il 9 settembre 1941 e il 26 settembre venne ufficialmente attivata l’8ª Armata che avrebbe raggruppato tutti i reparti preparati per l’imminente offensiva. Mentre continuavano i preparativi per la grande offensiva, Churchill intervenne con un messaggio alle truppe in cui evidenziava la grande importanza dell’offensiva e paragonava, con accenti enfatici, la stessa ai grandi scontri vittoriosi della storia inglese come la battaglia di Blenheim e di Waterloo. Questa comunicazione rivelava le ottimistiche aspettative e le grandi ambizioni del Primo Ministro ma non mancò di preoccupare Cunningham che appariva molto meno sicuro.

Nel mentre Auchinleck che dovette impegnarsi nei mesi di settembre e ottobre per trasferire la 70ª Divisione fanteria britannica e la brigata polacca del generale Kopanski nella piazzaforte di Tobruk per sostituire la 9ª Divisione australiana, il cui governo aveva richiesto il trasferimento immediato in patria a causa delle minacce aggressive del Giappone, non riuscì a rispettare i tempi previsti.

L’operazione denominata “Crusader” inizialmente stabilita per il 1º novembre 1941,  dovette essere rimandata e ciò provocò non poco il Primo Ministro britannico. Egli temendo un crollo dell’URSS impegnata dal giugno 1941 a contrastare la gigantesca operazione Barbarossa, riteneva importante ottenere al più presto un successo decisivo in Nord Africa prima di un eventuale avanzata della Wehrmacht attraverso il Caucaso in direzione del Golfo Persico.

L’operazione di trasferimento della nuova guarnigione britannica a Tobruk ebbe pieno successo, così dopo ulteriori rinvii, causati dal ritardato arrivo di una brigata corazzata e dalla necessità di addestrare una divisione sudafricana, finalmente Auchilenck decise di iniziare l’operazione il 18 novembre 1941.

Prima di vedere i piani operativi vediamo come era la situazione nel campo italo tedesco. Nel mese di agosto 1941 le forze impegnate sul fronte libico-egiziano avevano assunto la nuova denominazione di Panzergruppe Afrika e il generale Erwin Rommel, divenuto personaggio di rilievo internazionale per le sue brillanti vittorie e per l’energia e la risolutezza mostrata nella condotta di operazioni mobili con forze corazzate nel deserto, ne aveva assunto il comando.

Nordafrika, Panzer III in Fahrt
Colonna di Panzer III in marcia nel deserto.

Il nuovo raggruppamento dell’Asse era costituito da dieci divisioni e tre corpi d’armata; il 20º e il 21º corpo d’armata italiani con cinque divisioni di fanteria, una divisione corazzata e una divisione motorizzata, e l’Afrikakorps tedesco con due Panzer-Division e una divisione leggera. Dopo la promozione del generale Rommel, aveva assunto la guida dell’Afrikakorps l’esperto generale Crüwell, appositamente trasferito dal fronte russo.

Nonostante i successi sul campo la situazione del raggruppamento italo-tedesco era divenuta più difficile causa soprattutto delle crescenti difficoltà di rifornimento. Dopo l’inizio dell’operazione Barbarossa le forze aeree tedesche in Sicilia erano state notevolemente ridotte mentre la flotta italiana aveva limitato le sue iniziative in alto mare.

In queste condizioni l’isola di Malta, rifornita con l’arrivo di nuovi convogli e potenziata con l’invio di numerose squadriglie da caccia e da bombardamento e con la costituzione di una piccola squadra navale di incrociatori leggeri, era stata trasformata dal comando britannico in una pericolosa base offensiva in grado di intercettare e colpire i convogli che dall’Italia trasportavano i rifornimenti per le forze italo-tedesche in Nordafrica.

Dal mese di settembre 1941 le perdite di navi mercantili e di petroliere italiane crebbero costantemente; il 28% delle navi fu affondato dai britannici in settembre mentre in novembre il 62% dei bastimenti da trasporto andò perso in alto mare, compromettendo in modo significativo il rifornimento ed il rafforzamento delle truppe dell’Asse.

Rommel, nonostante le gravi perdite di mercantili e le carenze del rifornimento e dell’armamento delle sue forze, non aveva tuttavia rinunciato a riprendere l’iniziativa dopo i successi difensivi al passo di Halfaya e a Sollum; egli intendeva sferrare un grande attacco decisivo contro Tobruk per conquistare quella piazzaforte che, presidiata dalla combattiva guarnigione australiana, minacciava le sue retrovie e teneva impegnate gran parte delle truppe italiane del Panzergruppe Afrika.

Egli era consapevole che i britannici stavano a loro volta organizzando una grande offensiva e che c’era quindi la possibilità di dover combattere contemporaneamente una difficile battaglia difensiva, ma apparentemente egli credette, dopo aver condotto in settembre una grande esplorazione in forze nella zona di Sidi Omar, sul confine libico-egiziano, che non identificò segni di preparativi britannici, di poter anticipare il nemico e di avere il tempo per conquistare Tobruk. L’attacco contro la piazzaforte venne previsto per la fine del mese di novembre e il 14 Rommel si recò a Roma per conferire con il Comando Supremo italiano.

Durante i colloqui a Roma il generale Rommel assunse un atteggiamento fiducioso e rassicurò il generale Ugo Cavallero, il capo di stato maggiore italiano; il comandante del Panzergruppe Afrika escluse imminenti attacchi britannici e si dimostrò ottimista. È possibile che egli fosse in realtà cosciente del rischio che stava correndo e che egli volle tranquillizzare volutamente i suoi interlocutori italiani temendo di essere intralciato e per evitare interferenze nei suoi piani.

Alla metà del mese di novembre era quasi pronto a sferrare l’attacco a Torbuk e riteneva di essere comunque in grado di controllare un eventuale attacco limitato britannico lungo la linea di confine che egli aveva fortemente rafforzato con presidi fortificati. Ma mentre Rommel ultimava i preparativi, Cunningham lanciava seppure non del tutto convinto l’operazione “Crusader”, nella data convenuta del 18 novembre 1941.

Il piano era stato elaborato, mentre continuava l’afflusso di reparti, armi ed equipaggiamenti, il generale Cunningham era impegnato ad organizzare un efficiente apparato di comando ed a progettare un preciso piano operativo; il generale Auchinleck aveva proposto due possibili direttrici di attacco lungo la costa o in pieno deserto attraverso Gialo e Giarabub, ma il generale Cunningham preferì mettere da parte queste ipotesi ed elaborò un proprio piano,

Il piano venne proposto al comandante in capo il 28 settembre 1941. Il piano, basato sul concetto fondamentale di ricercare una battaglia decisiva di carri armati prevedeva di concentrare a sud del confine libico-egiziano il XXX corpo d’armata del generale Norrie che avrebbe costituito la massa di manovra principale; questo corpo totalmente motorizzato sarebbe stato formato dalla 1ª Divisione sudafricana, dalla 22ª Brigata delle Guardie e soprattutto dalla 7ª Divisione corazzata dei famosi “Topi del deserto”.

L’unità guidata dall’esperto e capace generale William Gott, era formata da tre brigate corazzate e un gruppo motorizzato di supporto, avrebbe avuto a disposizione 453 carri armati veloci Crusader e Stuart, un numero nettamente superiore alla somma dei mezzi corazzati delle due divisioni panzer. Il XXX corpo d’armata, avrebbe dovuto avanzare in massa attraverso il deserto aggirando l’ala destra nemica fino ad arrivare nella zona di Gabr Saleh dove si prevedeva che Rommel avrebbe concentrato i suoi mezzi corazzati e dove quindi si ipotizzava sarebbe stata combattuta la battaglia tra carri.

Mentre il XXX corpo d’armata sarebbe avanzato in massa nel deserto alla ricerca dei mezzi corazzati nemici, il XIII corpo d’armata, del generale Godwin-Austen, avrebbe attaccato le posizioni fortificate di frontiera con la 2ª Divisione neozelandese del generale Freyberg, la 4ª indiana del generale Messervy e la 1ª Brigata delle Guardie che sarebbero state supportate dalla 32ª Brigata carri equipaggiata con oltre 200 carri armati pesanti Matilda idonei ad appoggiare la fanteria all’assalto.

Il generale Cunningham prevedeva che il XIII corpo d’armata marciasse verso ovest lungo il Trigh Capuzzo verso Tobruk dopo l’attesa vittoria del corpo d’armata di orrie contro le riserve corazzate nemiche. Per evitare possibili minacce sul fianco sinistro del XIII corpo d’armata, Cunningham dispose che una delle tre brigate corazzate della 7ª Divisione corazzata deviasse verso nord per proteggere quel settore.

Auchinleck concordò con il piano del generale Cunningham, ma nel corso di due riunioni tra i generali il 9 e il 21 ottobre, sorsero contrasti e furono mosse critiche al progetto. In particolare il generale Norrie affermò che non era affatto certo che i panzer avrebbero accettato la battaglia a Gabr Saleh che non era una località strategicamente importante; egli inoltre criticò la dispersione delle sue brigate corazzate per supportare il XIII corpo d’armata.

Cunningham apparve meno sicuro dopo aver ascoltato queste valutazioni ma alla fine il piano non venne modificato; Gabr Saleh rimase il punto scelto per concentrare le forze corazzate in attesa della comparsa dei carri armati tedeschi, mentre Godwin-Austen continuò a ritenere essenziale il sostegno della brigata corazzata al suo fianco sinistro.

Per contrastare il piano elaborato dai generali britannici, Rommel poteva contare sui temprati veterani dell’Afrika Korps con la 15ª e 21 ªPanzer Division (per un totale di 260 panzer), e la 90ª Divisione leggera che comunque aveva sofferto pesanti perdite durante gli scontri precedenti. Oltre alle forze tedesche erano presenti sette divisioni italiane, le divisioni di fanteria Savona, Pavia, Bologna, Brescia, Trento; la motorizzata Trieste ed infine la corazzata Ariete con 154 carri armati. La Luftwaffe, inoltre, fornì 120 aeroplani, mentre la Regia Aeronautica circa 200.

Le due Panzer-Division, che costituivano il principale punto di forza dell’armata italo-tedesca, avevano adottato tattiche molto efficaci per combattere nel deserto e in generale si dimostravano superiori negli scontri diretti con le brigate corazzate britanniche. I panzer tedeschi, guidati da comandanti molto abili ed esperti, sfruttavano la libertà di movimento consentita dal deserto e cercavano di evitare attacchi frontali contro le formazioni nemiche; l’attacco principale veniva invece sferrato generalmente contro uno o entrambi i fianchi del nemico.

I carri armati avanzavano inizialmente in velocità e aprivano il fuoco da lontano, a circa 1.600 metri, fuori dal raggio di tiro efficace dei cannoni dei mezzi corazzati britannici; subito dopo i panzer rallentavano e continuavano a tirare con il cannone principale da 37 o 50 mm per mantenere a distanza i mezzi nemici e cercavano di mettere fuori combattimento soprattutto i cannoni anticarro e le batterie di artiglieria campale.

La caratteristica principale delle tattiche delle Panzer-Division nel deserto era costituita  dall’originale impiego combinato dei carri, dell’artiglieria e dei cannoni anticarro da 50 mm e contraerei da 88 mm; i panzer cercavano di evitare scontri diretti tra i carri e miravano ad attirare le forze corazzate britanniche contro abili sbarramenti di cannoni anticarro e campali che avrebbero inflitto pesanti perdite ai mezzi nemici, prima di passare a loro volta al contrattacco.

La notte precedente l’inizio dell’operazione fu caratterizzata da un clima tempestoso con violente piogge che colpirono le truppe e i mezzi motorizzati delle due parti, inondarono gli uadi, i canaloni del deserto, e provocarono ingenti danni soprattutto ai campi di aviazione dell’Asse.

Alle ore 06.00 del 18 novembre l’8ª Armata britannica diede inizio alla grande offensiva, partendo dalle proprie basi oltre il confine libico-egiziano. Cunningham, ansioso e preoccupato, lasciò il suo posto di comando di Maddalena e si unì al quartier generale mobile del generale Norrie, insieme al quale intendeva controllare le prime fasi dell’avanzata.

Il nostro post odierno, più lungo del solito termina qui, seguiremo nel prossimi giorni il susseguirsi delle operazione.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.