2^ G.M. Africa Settentrionale

La via Balbia e la sua importanza strategica

La via Balbia è una strada costiera libica che, passando per il centro di Tripoli, collega la Tunisia con l’Egitto e misura all’incirca 1.822 chilometri. Attualmente è conosciuta anche con il nome di strada costiera nazionale. Il km 0 si trovava a Ras Ajdir al confine con la Tunisia francese, mentre il km 1.822 era a Musaid, nella vicinanze dei villaggi egiziani di Musaid e Sollum.

Fino al ’34 Tripolitania e Cirenaica avevano, ognuna, la propria rete stradale. Solo con la riunificazione delle due regioni dell’Africa settentrionale italiana si pose il problema di creare un’arteria unica di collegamento sulla costa per ragioni funzionali ma soprattutto politiche.

Il 14 marzo del ’35 un decreto legge fissava le modalità dell’opera divisa in 16 tronchi per iniziali 813 chilometri. Vi lavorarono mille operai italiani e 12mila maestranze locali. Prese il nome da Italo Balbo, governatore della colonia dall’anno 1933, che fu abbattuto sul cielo di Tobruk dalla contraerea italiana il 29 giugno del ’40, nei primissimi giorni di guerra, da allora per tutti, italiani e libici, quella rimarrà sempre la “via Balbia”.

Italo Balbo governatore della Libia dal 1933

Italo Balbo governatore della Libia dal 1933 al 1940

Il governatore ne era comprensibilmente orgoglioso, non solo perché – precisò – “la spada è il primo elemento della civiltà” ma anche perché l’Italia del suo tempo aveva fatto “qualcosa di più dell’antica Roma, osando ciò che i romani non osarono, non poterono o non vollero”.

Nel ricordare che il territorio attraversato dalla litoranea, ai margini di uno sconfinato deserto, aveva spaventato persino lo storico e proconsole romano Sallustio quando aveva seguito Cesare nella campagna per l'”Africa nova”, Balbo volle sottolineare che adesso, riferendosi ai posti di ristoro e di assistenza lungo la strada, erano frequentabili regioni dove, prima, “l’uomo era solo con Dio

Nel gennaio del ’37, dopo neppure un anno e mezzo, fu inaugurata, la cerimonia fu per Mussolini l’occasione per annunciare una nuova politica araba. Vi fu, durante il viaggio, una grande cerimonia nella pianura di Bugara dove 2.000 cavalieri arabi inscenarono una pittoresca manifestazione di lealtà e un notabile, Iussuf Kerbisc, si staccò dal gruppo per offrigli una spada in oro massiccio.

Il Popolo d’Italia racconta che Mussolini la puntò fieramente verso il cielo. Più tardi, nel castello di Tripoli, disse che l’Italia avrebbe rispettato la legge del Profeta e avrebbe dimostrato «la sua simpatia all’Islam e ai musulmani del mondo intero».

Mussolini con la spada dell'Islam

Questo avveniva pochi mesi prima della promulgazione delle leggi razziali. Dopo il 1937 la spada non venne più utilizzata e fu custodita in una teca di vetro a Rocca delle Caminate, residenza estiva del duce. Del prezioso oggetto non si ebbero più tracce dopo il 25 luglio 1943, quando la Rocca venne devastata e saccheggiata dagli antifascisti.

Tornando al tema del nostro post, i lavori per la costruzione della strada si conclusero prima dell’ intervento dell’Italia in guerra nel 1940. La preziosa arteria, risolse molti problemi di collegamento fra la Tripolitania e la Cirenaica, con un balzo repentino nella quantità di merci autotrasportate ed è tuttora considerata la più importante opera di ingegneria stradale del continente nero.

Sulla via Balbia al  confine fra Cirenaica e Tripolitania venne posto dagli italiani l’Arco dei Fileni , una mole imponente a ricordo e gloria di due fratelli cartaginesi che preferirono farsi martirizzare in quel luogo piuttosto che cedere al nemico, con in cima la vistosa riproduzione di un verso di Orazio:

“Alme Sol, Possis Nihil Urbe Roma Visere Maius”. Almo Sole, Possa Tu Non Vedere Nulla Più Grande di Roma.

L'arco dei Fileni posto sulla via Balbia al confine fra Cirenaica e Tripolitania

Prima di proseguire due parole sui fratelli celebrati nel monumento. Per porre fine alle lunghe ed estenuanti contese di confine, Cartagine e Cirene decisero di risolvere il problema ricorrendo a un confronto fra quattro podisti, due per parte. Dovevano partire nello stesso momento dalle due città e correte in direzioni contrarie. Dove si fossero incontrati sarebbe stato tracciato il confine.

Poiché i fratelli cartaginesi erano riusciti a percorrere un tragitto più lungo, furono accusati dagli antagonisti di essere partiti molto prima del momento concordato, e quindi invitati ad arretrare. L’accusa era ingiusta e pretestuosa, per questo, forti delle loro ragioni e del vantaggio conquistato per la loro patria, piuttosto che cedere si lasciarono seppellire vivi sul posto, al centro del deserto della Grande Sirte.

Dal momento della conclusione dei lavori che come detto si conclusero a ridosso dell’inizio della guerra per l’Italia la «via Balbia» fu teatro di tutte le battaglie che vennero combattute sul territorio libico fino alla lunga ritirata del 1943 e la conquista anglo-americana di Tunisi. Alla fine della guerra, il lungo nastro stradale era inevitabilmente malconcio e aveva bisogno di parecchie riparazioni. Ma il suo mito continuava….

panzer tedeschi transitano sulla Balbia

Grazie per aver letto con tanta pazienza il nostro post, con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

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