Le forze armate italiane nel secondo dopoguerra

15 anni fa – la strage di Nassiriya, la «Ground Zero» degli italiani

15 anni fa esattamente il 12 novembre del 2003, alle 10:40 locali (le 8:40 italiane) del 12 novembre 2003, un’autocisterna forza l’entrata della base Maestrale, posta a Nassiriya,  in Iraq, presidiata dai carabinieri. E’ lanciata a tutta velocità, trasporta due attentatori e quasi 300 chili di esplosivo.

I carabinieri italiani di presidio alla base Maestrale fanno parte dell’operazione “antica Babilonia” era stata inaugurata qualche mese prima, il 15 luglio. In Iraq erano giunti tremila militari, tra cui 400 membri dell’Arma dei carabinieri. La stessa era stata deliberata sulla base della risoluzione ONU 1483 del 22 maggio 2003 e approvata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

La risoluzione invitava tutti gli Stati a contribuire alla rinascita dell’Iraq, favorendo la sicurezza del popolo iracheno e lo sviluppo della nazione. I compiti assegnati ai militari facenti parte della missione erano molteplici: mantenimento dell’ordine e della sicurezza, l’addestramento della polizia locale, la gestione dell’aeroporto e l’aiuto alla popolazione (cibo, acqua, farmaci). Erano lì per “aiutare quel Paese a recuperare un po’ di normalità”, come ricorda il maresciallo Antonio Lombardo.

Operazione antica Babilonia.jpg

Il comando dell’Italian Joint Task Force si trova a sette chilometri da Nassiriya, in una base denominata “White Horse” poco lontana da quella statunitense di Tallil. Il Reggimento Msi/Iraq, composto da carabinieri e polizia militare romena, occupa due postazioni: la base “Maestrale” e la base “Libeccio”, entrambe poste al centro dell’abitato di Nassiriya.

Presso la prima, nota anche con il termine “Animal House” e che durante il regime di Saddam Hussein era sede della Camera di Commercio, era acquartierata l’Unità di Manovra. Ed è proprio qui che avviene la tragedia, passata alla storia come il più grave attacco subito dall’esercito italiano dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.

Il carabiniere Andrea Filippa, di guardia all’entrata, abbatte uno dei due terroristi, ma il mezzo prosegue la sua folle corsa. Poi l’esplosione che, con un effetto domino, fa saltare in aria il deposito munizioni.  Il boato è assordante, si avverte a oltre dieci chilometri di distanza. Quando si deposita a terra la povere sollevata dalle macerie emerge la distruzione.

Il bilancio dell’attentato del 12 novembre 2003 è terribile: 28 militari morti, di cui 19 italiani, 12 carabinieri, 5 membri dell’esercito e 2 civili: Marco Beci, cooperatore internazionale, e il regista Stefano Rolla, impegnato con la sua troupe nelle riprese di uno sceneggiato sulla ricostruzione del Paese.

Fu il più grave attacco subito dallʼesercito italiano dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Di seguito i nomi, con relativi ruoli e gradi dei militari caduti:

I CARABINIERI
Massimiliano Bruno – maresciallo aiutante, Medaglia d’Oro di Benemerito della cultura e dell’arte
Giovanni Cavallaro – sottotenente
Giuseppe Coletta – brigadiere
Andrea Filippa – appuntato
Enzo Fregosi – maresciallo luogotenente
Daniele Ghione maresciallo capo
Horacio Majorana – appuntato
Ivan Ghitti – brigadiere
Domenico Intravaia – vice brigadiere
Filippo Merlino – sottotenente
Alfio Ragazzi – maresciallo aiutante, Medaglia d’Oro di Benemerito della cultura e dell’arte
Alfonso Trincone – maresciallo

I MILITARI DELL’ESERCITO
Massimo Ficuciello – capitano
Silvio Olla – maresciallo capo
Alessandro Carrisi – primo caporal maggiore
Emanuele Ferraro – caporal maggiore capo scelto
Pietro Petrucci – caporal maggiore

I funerali per i caduti di Nassiriya.jpg

I funerali di Stato si tennero a Roma il 18 novembre. Vi parteciparono le più alte cariche dello Stato, i familiari delle vittime, e una grandissima folla. «Non uno dei nostri ragazzi ha chiesto di rientrare. Anzi, abbiamo un elenco lungo così di richieste per partire», spiegò con le parole ancora soffocate dall’emozione, l’allora comandante Generale dell’Arma Guido Bellini.

L’operazione “antica babilonia” iniziata come detto il 15 luglio 2003 si concluderà il 1º dicembre 2006 e vedrà alternarsi, la turnazione delle brigate che hanno partecipato alla missione fu la seguente:

  • Brigata bersaglieri “Garibaldi” Missione Antica Babilonia “1”: inizio operazione
  • Brigata meccanizzata “Sassari” Missione Antica Babilonia “2”
  • Brigata corazzata “Ariete” Missione Antica Babilonia “3”
  • Brigata di cavalleria “Pozzuolo del Friuli” Missione Antica Babilonia “4”
  • Brigata aeromobile “Friuli” Missione Antica Babilonia “5”
  • Brigata bersaglieri “Garibaldi” Missione Antica Babilonia “6”
  • Brigata paracadutisti “Folgore” Missione Antica Babilonia “7”
  • Brigata corazzata “Ariete” Missione Antica Babilonia “8”
  • Brigata meccanizzata “Sassari” Missione Antica Babilonia “9”
  • Brigata bersaglieri “Garibaldi” Missione Antica Babilonia “10”: fine operazione
Il saluto delle truppe italiane a Nassiriya, in occasione del primo anniversario del devastante attacco contro il contingente dell_esercito - novembre 2004

Il saluto delle truppe italiane a Nassiriya, in occasione del primo anniversario del devastante attacco contro il contingente dell’esercito – novembre 2004

Se oggi l’Iraq è un Paese che, pur rimanendo turbolento in diverse aree, ha delle istituzioni, un’economia che si è rialzata, una popolazione che ha ripreso a vivere e vuole tornare a un’esistenza normale, una parte del merito è anche di questi 19 italiani.

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