2^ G.M. Operazioni contro la Francia

Operazione Anton, l’occupazione della Francia di Vichy

La sera del 10 novembre 1942, scattava l’operazione “Anton” il nome in codice dell’invasione della Repubblica di Vichy da parte di forze tedesche e italiane. Vi prenderanno parte due armate tedesche e una italiana. Vediamo prima di passare alla trattazione vera e propria dell’operazioni, come si arrivò alla decisione di occupare la Francia del Sud.

Divisione della FranciaIn seguito alla netta sconfitta militare subita dai francesi nel giugno del 1940, Hitler aveva deciso di non umiliare la stessa, in previsione del futuro posto che essa avrebbe dovuto avere nel Nuovo Ordine europeo. Venne quindi deciso di occupare militarmente gran parte del territorio francese, ma anche di lasciare un ampia zona amministrata dai francesi e designato come capo il vecchio maresciallo francese, Petain, eroe della prima guerra mondiale.

Denominato ufficialmente Stato francese in contrapposizione a Repubblica francese, la nuova entità statale, governerà, fino all’arrivo delle truppe anglo-americane tutta la Francia del sud, con l’eccezione della zona di Mentone, occupata dall’Italia e della costa atlantica, governata dalle autorità tedesche, sarà meglio conosciuta come Repubblica o Governo di Vicky.

Il maresciallo Pétain il 22 giugno aveva firmato a Rethondes l’armistizio con i tedeschi, ed accettato che la Repubblica francese venisse divisa in due parti: quella settentrionale, denominata zone occupée, occupata dall’esercito tedesco, e quella meridionale, chiamata zone libre. Come detto come sede del nuovo governo della Francia Libera venne scelta Vichy, località termale dotata di un gran numero di alberghi, necessari per alloggiare i funzionari, e perché dotata della più moderna centrale telefonica nel Paese.

Pétain instaurò un regime appoggiato da movimenti fascisti, nazionalisti, monarchici e antisemiti presenti in Francia, facendo leva sul carisma derivatogli dall’immagine di eroe della Grande Guerra. Le camere non furono sciolte, e gli altri partiti non vennero proibiti, tuttavia il parlamento fu “aggiornato fino a nuovo ordine” e mai più convocato.

Il 24 ottobre 1940 Pétain ufficializzò la sua collaborazione con i tedeschi incontrandosi e stringendo la mano ad Adolf Hitler. Sebbene avesse subito la distruzione della flotta francese di stanza a Mers-el-Kébir, la tentata occupazione di Dakar nel 1940, l’invasione di Libano e Siria nel 1941 e del Madagascar nel 1942 da parte degli Inglesi, fino all’11 novembre 1942, il regime di Vichy, venne considerato ufficialmente uno stato neutrale.

Petain e Hitler

Charles de Gaulle, fuggito a Londra dopo la ritirata di Dunkerque, creò il movimento Francia Libera ed esortò con il suo appello del 18 giugno tutti i francesi in patria e nelle colonie a continuare la guerra a fianco degli Alleati. Il generale denunciava l’incostituzionalità del regime di Pétain, che aveva forzato il Parlamento a delegargli pieni poteri per poi distruggere le legittime istituzioni repubblicane.

Fino al 1944 lo “Stato francese” godette del riconoscimento della comunità internazionale (con l’eccezione dell’Inghilterra e delle sue colonie), mentre De Gaulle ebbe difficoltà a fare valere il suo pensiero in patria. Tuttavia, con l’adesione alla Francia Libera di De Gaulle di alcune colonie (Africa Equatoriale Francese e Camerun prima, Nuova Caledonia, Polinesia Francese e Guyana francese in seguito) e con la progressiva perdita di popolarità del governo di Vichy, divenuto quasi vassallo della Germania nazista, le Forces Françaises Libres (FFL) acquisirono una decisa rilevanza a livello politico e militare a partire dall’Operazione Anton.

Il 6 novembre del 1942, in seguito alle ripetute richieste di Stalin, di aprire un secondo fronte per distogliere delle forze tedesche dal fronte russo, gli anglo-americani davano inizio all’operazione Torch, lo sbarco in Marocco e Algeria. Le consistenti forze della Francia Libera schierate in quel teatro, opposero una scarsa, resistenza allo sbarco.

Per prevenire un eventuale sbarco alleato nella Francia meridionale, e per punire i francesi per la scarsa resistenza opposta, Hitler autorizzà l’attuazione dell’operazione Anton, evoluzione del piano Attila, che contemplava l’occupazione della Francia libere e della Tunisia, togliendo ogni autonomia allo “Stato francese”.

La Prima Armata della Wehrmacht avanzò da Nantes verso Bordeaux e portandosi verso i Pirenei e il confine con la Spagna, mentre la Settima Armata avanzava dalla Francia centrale, verso Vichy e Tolone. Erano entrambe ai comandi del generale Johannes Blaskowitz.

La Quarta armata del Regio Esercito occupò la Costa Azzurra e una divisione italiana occupò la Corsica, utilizzando anche uomini e mezzi originariamente preparati per il mai avvenuto sbarco italiano a Malta. La sera dell’11 novembre, carri armati tedeschi avevano raggiunto la costa mediterranea.

La resistenza francese fu poco più che simbolica, limitandosi a una serie di trasmissioni radiofoniche che denunciavano la rottura dell’armistizio del 1940. I 50.000 uomini dell’esercito presero posizione attorno a Tolone, per difendere la città; quando furono messi di fronte alla richiesta di disperdersi e consegnare le armi, decisero di non affrontare il nemico,per evitare inutili spargimenti di sangue.

Il sommergibile francese Phoque, catturato dalla Marina Italiana e ribattezzato FR 111

Il sommergibile francese Phoque, catturato dalla Regia Marina Italiana e ribattezzato FR 111

Contemporaneamente le truppe italo-tedesche dell’Afrika Korps avanzavano in Tunisia per anticiparvi gli anglo-americani. Catturarono a Biserta alcuni mezzi marini, tra cui quattro sommergibili Classe FR 111.

La resistenza del Governo di Vichy a tale invasione fu poco più che formale, limitandosi a un invio di telegrammi al governo tedesco, protestando per l’invasione e dichiarando decadute le condizioni d’armistizio stipulate nel 1940. L’unico rilevante atto di resistenza fu l’autoaffondamento della flotta francese a Tolone.

La cattura della flotta francese nel porto di Tolone era l’obiettivo primario degli italo-tedeschi, ma l’ammiraglio Jean de Laborde, riuscì a negoziare una piccola tregua, necessaria per far partire le navi di nascosto: i tedeschi non poterono che guardare mentre le navi si autoaffondavano al largo e nel porto della città. Il naviglio perso ammontava a 3 corazzate, 7 incrociatori, 28 cacciatorpediniere e 20 sommergibili. Gli italiani utilizzarono i resti della flotta francese affondata come materiale da fusione.

Toulon, französisches Kriegsschiff

L’incrociatore Marseillaise in fase di affondamento

Diversi ministri e generali contrari a una diretta sottomissione ai tedeschi furono arrestati e deportati in Germania tra cui Maxime Weygand, Paul Reynaud, Édouard Daladier e Maurice Gamelin.

Dai giorni successivi all’operazione Anton e fino all’arrivo delle truppe Alleate il governo di Vichy, pur restando formalmente in carica, ebbe un potere decisionale quasi nullo, dipendendo quasi totalmente dal governo tedesco. Pétain nominò Capo del Governo Pierre Laval, con i poteri di dirigere, per quel poco che i tedeschi consentivano, la politica interna ed estera. Di fatto il più moderato Pétain si defilava e il governo effettivo passava a Laval, più vicino ai nazisti.

Il 17 agosto 1944, in seguito all’invasione alleata della Francia, Laval dette le dimissioni e il successivo 20 agosto Pétain stesso, dimissionario, fu costretto dai tedeschi a lasciare la Francia per trasferirsi in Germania, a Sigmaringen, con Fernand de Brinon, che divenne presidente del governo in esilio, denominato “Commissione governativa”.

Il 26 agosto 1944 l’esercito francese del generale de Gaulle entrò trionfalmente a Parigi, e il 23 ottobre gli Stati Uniti e molte altre nazioni che sino ad allora avevano riconosciuto lo Stato di Pétain come legittimo rappresentante della Francia, riconobbero ufficialmente il governo di De Gaulle.

Così finiva di fatto lo “Stato francese”, anche se formalmente continuò a Sigmaringen fino al 23 aprile 1945, quando le truppe francesi di De Gaulle entrarono nella cittadina. Grazie per aver letto con tanta pazienza il nostro post, con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

 

 

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