2^ G.M. I tedeschi in Italia

È morto l’ultimo sopravvissuto al rastrellamento del ghetto di Roma

E’ morto oggi a Roma, a quasi 92 anni Lello di Segni, ultimo sopravvissuto del rastrellamento del ghetto ebraico di Roma, di cui pochi giorni fa ricorreva il 75° anniversario. In quello che venne definito il “sabato nero”: 1024 ebrei vennero deportati nei campi di sterminio tedeschi, torneranno in 16.

Nato il 4 novembre del 1926,  arrestato insieme ai suoi cari, durante il rastrellamento operato dai reparti nazisti, il 16 ottobre del 1943.  Quel tragico giorno lo portarono via insieme a tutta la sua famiglia, i genitori Cesare ed Enrica, e i suoi tre fratelli. Dopo la sosta di due giorni al Collegio militare in via della Lungara, Lello, insieme agli altri ebrei razziati, viene deportato ad Auschwitz-Birkenau.

Lello di Segni.jpg

Da quel momento non vedrà mai più sua madre e i suoi fratelli, ed avrà sempre il rimpianto di non averli neanche salutati, ma non poteva conoscere il loro destino: furono uccisi tutti. Mentre la gran parte degli uomini del convoglio, compreso suo padre, vengono destinati dai nazisti al lavoro forzato nelle miniere di carbone, lui è spostato a Varsavia, dove lo attende un altro orrore.

Si è appena conclusa la tremenda battaglia che dal 19 aprile – 16 maggio 1943 aveva visto fronteggiarsi, i soldati tedeschi e gli ebrei, che per le prima volta hanno tentato di resistere alla deportazione. Del ghetto dopo la battaglia non rimaneva niente, e qui  i prigionieri, in condizioni mostruose, furono adibiti a rimuovere le macerie dell’ormai raso al suolo,  ghetto.

Con l’avanzata dei russi, Di segni viene trasferito da un campo di sterminio all’altro, fino alla liberazione. Tornato a Roma dovrà attendere mesi prima di riabbracciare suo padre, anche lui scampato all’orrore. Seguono poi lunghi anni di silenzio, perché come tanti altri sopravvissuti, anche Lello non riuscì a raccontare ciò che ha visto e subito.

E’ Settimia Spizzichino, l’unica donna sopravvissuta deportata il 16 ottobre, a passargli il testimone della memoria. Infatti è con la scomparsa della cugina che Lello decide di raccontare tutto, scrive anche un libro, titolato «Buono sogno sia lo mio» (a cura di Edoardo Gaj), in cui registra tutte le sue memorie.

Grazie per aver letto con tanta pazienza il nostro post, con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

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