2^ G.M. I bombardamenti sulle città italiane

20 ottobre 1944 I piccoli martiri di Gorla

Il comando alleato aveva costituito la 15ª Air Force USAAF con lo scopo di colpire gli obiettivi sensibili in tutto il sud Europa. Negli ultimi mesi del 1944, si occupava principalmente di neutralizzare la residua resistenza delle forze italo-tedesche dislocate nel nord Italia. Verso la metà di ottobre, dietro segnalazione della RAF, era stato affidato alla “15ª ” il compito di distruggere le strutture produttive meccanico-siderurgiche che ancora operavano nella periferia settentrionale milanese, territorio facente parte della Repubblica Sociale Italiana.

Nell’ambito di questa missione, il mattino del 20 ottobre 1944, dall’aeroporto di Castelluccio dei Sauri, vicino a Foggia, decollarono i 36 bombardieri “B-24” del 451º Bomb Group, al comando del colonnello James B. Knapp (1915-1999), con il compito di distruggere gli stabilimenti della Breda di Sesto San Giovanni.

Fu una giornata particolarmente dura per la cittadinanza milanese, dato che erano contemporaneamente decollati anche i 38 “B-24” del 461º Bomb Group, verso gli stabilimenti Isotta Fraschini, e i 29 “B-24” del “484º”, diretti sugli stabilimenti Alfa Romeo. Mentre queste due missioni ebbero pieno riscontro, centrando gli obiettivi assegnati e causando un limitato numero di vittime tra la popolazione civile.

Manifesto

L’azione del “451º” del colonnello Knapp fu caratterizzata da una serie di incidenti ed errori, risolvendosi in un fallimento dal punto di vista militare e, ben peggio, in un’enorme tragedia umana. Alle 7.58 i bombardieri del 451° decollarono dalla pista dell’aeroporto di Castelluccio dei Sauri, il piano d’attacco prevedeva di raggiungere, con un largo aggiramento, il punto di riferimento iniziale, posto a circa 4 km a ovest dal bersaglio, per effettuare una virata a sinistra di 22° e trovarsi sopra gli stabilimenti della Breda. Per non essere facile bersaglio per la contraerea, l’attacco fu ripartito in due successive ondate.

L’azione della prima ondata non ebbe successo, a causa di un cortocircuito al comando di lancio del “B-24” capo formazione, che attivò improvvisamente e prematuramente la procedura di lancio, subito imitata dai rimanenti piloti della formazione seguente. Le bombe, fortunatamente, finirono in aperta campagna senza provocare vittime.

La seconda ondata, probabilmente per l’errata trascrizione o interpretazione delle coordinate in codice, una volta raggiunto il punto iniziale sopra Milano, virò per 22° a destra invece che a sinistra. Quando l’errore fu rilevato, era ormai troppo tardi per cambiare direzione e fu impossibile effettuare un secondo volo di allineamento.

Il carico di bombe, ormai tutte innescate, impediva, per ragioni di sicurezza, l’atterraggio del bombardiere alla base; Knapp, invece di liberarsi del carico durante il viaggio di ritorno sulla campagna cremonese o nel Mar Adriatico, decise di disfarsene immediatamente, facendole cadere sul centro abitato sottostante.

Alle ore 11.29 gli abitati di Gorla e Precotto furono investiti da quasi 80 tonnellate di esplosivo. La maggior parte delle bombe raggiunse il quartiere milanese di Gorla. I danni furono ingenti e numerose le vittime, quantunque buona parte della popolazione avesse raggiunto i rifugi antiaerei, avvertita dal primo allarme delle ore 11.14 e dal successivo delle 11.24.

Ottobre 1944 la scuola elementare di Gorla dopo bombardamento Alleato, i soccorsi

Uno degli ordigni, fatalmente, centrò il vano scale della scuola elementare “Francesco Crispi”, proprio mentre bambini e personale scolastico stavano scendendo per raggiungere il rifugio sotterraneo dell’edificio; morirono 184 bambini, 14 insegnanti, la direttrice della scuola, 4 bidelli e un’assistente sanitaria. Nella città di Milano, in quel giorno, vi furono 614 vittime estratte dalle macerie, oltre ad alcune centinaia di feriti.

A ricordo dell’immane tragedia sul terreno dove sorgeva la scuola fu inizialmente predisposto dal Comune di Milano per essere venduto a chi vi avrebbe costruito un cinema; per le accalorate pressioni di un comitato di genitori però, venne deciso di donarlo al suddetto comitato.

Gli abitanti di Gorla con sacrifici, privazioni e lavori extra, e con l’aiuto delle Acciaierie Falck, che regalarono del ferro da vendere per ricavare soldi, e della Rinascente, la quale fornì del marmo avanzato dalla sua ricostruzione, riuscirono a far innalzare il monumento intitolato ai “Piccoli Martiri di Gorla”, realizzato dallo scultore Remo Brioschi e inaugurato nel 1952.

Il monumento eretto a ricordo

La piazza dove aveva sede la scuola, Piazza Redipuglia, già centro del vecchio comune di Gorla, mutò nome nell’attuale Piazza dei Piccoli Martiri. Nella cripta del monumento, nella seconda metà degli anni ’50, furono trasferite, a gruppi, le ossa esumate delle piccole vittime, insieme a quelle dei loro insegnanti. Il monumento divenne un ossario.

Il piccolo corridoio centrale della cripta è dominato dall’iscrizione:

“E VI AVEVO DETTO DI AMARVI COME FRATELLI”.

La strage di Gorla è solo una delle tante causate dagli indiscriminati bombardamenti alleati sulla popolazione civile italiana, particolarmente cruento perchè colpi dei bambini innocenti mentre si trovavano a scuola. Ad un altro episodio che colpi dei bambini, la strage di Buccino abbiamo dedicato un post qualche tempo fa.

 

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