2^ G.M. Africa Settentrionale

Si radunano in Scozia le truppe destinate all’operazione Torch

Il 17 ottobre del 1943, nel Firth of Clyde, profonda insenatura situata nella costa occidentale della Scozia e separata dall’Oceano Atlantico dalla penisola di Kintyre incominciano a radunarsi i convogli destinati all’operazione Torch (torcia).

Conosciuta anche come operazione Gymnast, operazione Torch era il nome assegnato dagli Alleati anglo-americani alla grande operazione di sbarco in Marocco e Algeria. L’operazione, era particolarmente complicata dal punto di vista politico-diplomatico, a causa della fedeltà del Nordafrica francese al Regime di Vichy, alle potenze dell’Asse a cui esso era legato.

Nella seconda metà del 1941 Churchill aveva deciso di intensificare l’impegno bellico nel Mar Mediterraneo per provocare una rapido crollo dell’Italia, considerata la potenza più debole dell’Asse; il Primo Ministro aveva pianificato un intervento dell’esercito britannico nel Nordafrica francese. La missione si sarebbe dovuta svolgere anche senza il consenso del Regime di Vichy, per concorrere, in connessione con l’offensiva denominata operazione “crusader”, alla sconfitta dell’esercito italo-tedesco e occupare l’intera costa nordafricana.

I programmi dello Stato maggiore Imperiale prevedevano quindi un’operazione Acrobat che, dopo la riuscita dell’operazione Crusader, avrebbe dovuto portare l’armata britannica del generale Claude Auchinleck fino a Tripoli, mentre il corpo di spedizione preparato in Gran Bretagna con due divisioni di fanteria e una divisione corazzata, avrebbe effettuato gli sbarchi in Algeria e Marocco, la cosiddetta operazione Gymnast.

Dopo l’entrata in guerra degli Stati Uniti a seguito dell’attacco giapponese a Pearl Harbor il 7 dicembre 1941, Churchill si affrettò a recarsi a Washington per incontrare il presidente Roosevelt e coordinare la pianificazione dei due stati maggiori. Dopo una serie di colloqui approfonditi tra i dirigenti politico-militari delle due nazioni il 12 gennaio 1942 venne concordato che l’esercito americano, avrebbe partecipato all’invasione del Nordafrica francese.

Le notizie del fronte libico apparivano buone dopo il successo dell’operazione Crusader e la ritirata italo-tedesca dalla Cirenaica, e gli “Stati maggiori combinati” programmarono lo sbarco in Algeria e Marocco per il 15 aprile 1942; l’invasione, ridenominata operazione Super-Gymnast, prevedeva il concorso di tre divisioni britanniche e tre divisioni statunitensi.

L’inattesa controffensiva di Rommel nel gennaio 1942 e la grave sconfitta subita dai britannici, sconvolsero però completamente l’accurata pianificazione anglo-americana: il generale Auchinleck ripiegò fino alla linea difensiva di Gazala , l’operazione Acrobat dovette essere abbandonata, e l’operazione Super-Gymnast venne rinviata sine die.

Nell’aprile 1942 il generale George Marshall, capo di stato maggiore generale statunitense, e Harry Hopkins, stretto collaboratore del presidente nel settore economico, si recarono in Gran Bretagna per presentare un piano di operazioni globale che prevedeva la rinuncia alla campagna in Nordafrica e la pronta apertura di un secondo fronte in Europa con un grande sbarco anglo-americano in Francia già nel 1942.

Churchill e i capi di stato maggiore britannici, in particolare il generale Alan Brooke, non condividevano affatto il piano di operazioni presentato da Marshall; in particolare ritenevano prematuro e rischioso uno sbarco in Europa, essi consideravano invece essenziale impedire una vittoria dell’Asse in Nordafrica.

Per molte settimane accese discussioni si svolsero tra i dirigenti anglo-americani, mentre la situazione dell’esercito britannico in Libia diveniva ancora più critica; infine a giugno 1942 durante un nuovo viaggio di Churchill negli Stati Uniti, venne deciso di rinunciare alla cosiddetta operazione Sledgehammer, lo sbarco in Francia, ed anche all’inutile operazione Jupiter, uno sbarco in Norvegia.

Il presidente Roosevelt deciso a far entrare in combattimento entro il 1942 le nuove divisioni americane in preparazione per essere trasferite in Gran Bretagna, ordinò agli stati maggiori di tornare a studiare il progetto di sbarco in Nordafrica. Dopo nuove discussioni, i capi anglo-americani conclusero un accordo il 24 luglio 1942 che prevedeva di effettuare l’operazione Super-Gymnast, ridenominata “operazione Torch”, entro il 30 ottobre 1942 con il concorso decisivo di truppe americane.

Il generale Dwight Eisenhower, presente in Gran Bretagna fin dal giugno 1942 con il titolo di responsabile statunitense del teatro europeo, il 27 luglio assunse il comando supremo delle forze alleate assegnate all’operazione Torch mentre il generale Mark Clark divenne il vice-comandante e il generale Walter Bedell Smith il capo di stato maggiore; le componenti aeree e navali assegnate all’invasione del Nordafrica francese erano guidate dal generale statunitense Carl Spaatz e dall’ammiraglio britannico Andrew Cunningham.

Era previsto di raggruppare tutti reparti terrestri anglo-americani impegnati nell’operazione Torch sotto il controllo della 1ª Armata britannica di cui agli inizi di agosto 1942 prese il comando il generale Harold Alexander ma i disastrosi sviluppi della campagna nel deserto occidentale provocarono una serie di variazioni della catena di comando, Alexander divenne comandante del teatro del Medio Oriente e al comando della  1ª Armata venne assegnato il generale Kenneth Anderson.

L’operazione Torch prevedeva di effettuare un grande sbarco sul territorio nordafricano che era ufficialmente soggetto alla Francia di Vichy del maresciallo Philippe Pétain, che non era belligerante e manteneva, soprattutto dopo l’assunzione del potere di Pierre Laval, un atteggiamento sostanzialmente favorevole alle potenze dell’Asse.

L’esercito francese stanziato nel Nordafrica, la cosiddetta Armée d’Afrique, comandato dal generale Alphonse Juin, era carente di armamenti moderni, ma era numeroso e costituito da reparti ancora efficienti e combattivi. I dirigenti anglo-americani quindi ritennero essenziale ricercare una collaborazione da parte delle autorità francesi sul posto per evitare un’opposizione armata allo sbarco.

Dopo i violenti contrasti ed i combattimenti svoltesi negli anni precedenti tra truppe francesi fedeli al regime di Vichy e reparti della cosiddetta Francia libera, i capi anglosassoni,  decisero di escludere completamente da questi tentativi di ricercare una collaborazione, il generale Charles de Gaulle, che venne tenuto all’oscuro dei progetti in corso.

I sondaggi tra le autorità francesi in Nordafrica vennero effettuati soprattutto da Robert Daniel Murphy, console generale statunitense a Algeri, egli riuscirà d entrare in contatto ed ottenere la collaborazione di alcuni importanti dirigenti francesi in Nordafrica favorevoli agli Alleati, come i generali Mast, de Monsabert e Béthouart, e funzionari come Lemaigre-Dubreil e d’Astier de la Vigerie.

Mentre si sviluppava l’attività dei congiurati in Nordafrica, i dirigenti anglo-americani erano alla ricerca di un’alta personalità francese che potesse assumere la direzione politica e assicurare l’adesione delle colonie alla causa alleata. Il maresciallo Petain aveva manifestato da tempo all’ammiraglio William D. Leahy, rappresentante a Vichy del presidente Roosevelt, la sua netta ostilità ad interventi americani, mentre il generale Maxime Weygand rifiutò di assumere questa responsabilità; in Marocco c’era l’energico residente generale Charles Noguès che però, sondato da Murphy, avvertì che in caso di sbarchi americani avrebbe opposto resistenza.

La clamorosa fuga dalla prigione di Königstein del generale Henri Giraud diede la possibilità al nuovo incaricato d’affari statunitense a Vichy, Pinckney Tuck, di avvicinare il prestigioso ufficiale e di proporgli di assumere la guida del movimento in Nordafrica; il generale Giraud accettò l’incarico ma richiese espressamente di assumere il comando in capo di tutte le forze alleate dopo lo sbarco sulle coste; sembra che gli americani e lo stesso Murphy diedero alcune assicurazioni in questo senso al generale per favorirne l’adesione alla causa alleata[12].

Il piano prevedeva tre sbarchi: uno a Casablanca, in Marocco, denominato operazione Villain; uno ad Algeri, denominato operazione Terminal e l’ultimo a Orano, in Algeria, denominato operazione Reservist; gli sbarchi dovevano essere effettuati da parte di forze miste anglo-americane.

 

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