2^ G.M. I bollettini di Guerra

l’OZAK Operationszone Adriatisches Küstenland (Zona d’operazioni del Litorale adriatico)

Subito dopo l’armistizio, i tedeschi avevano lanciato l’operazione Achse, per assumere il controllo del Regno d’Italia. Da tale operazione erano rimaste escluse la Venezia Giulia e la Provincia di Lubiana, dove si limitarono ad assumere il controllo dei centri principali, quali Pola, Trieste e Fiume. Nel resto della regione, lasciato sguarnito, i partigiani jugoslavi assunsero il controllo del territorio.

Terminate le operazioni di disarmo del Regio Esercito il Comando Supremo germanico decise di riprendere possesso delle zone controllate dai partigiani jugoslavi. Scattò così l’operazione Wolkenbruch (Nubifragio) che in soli sette giorni riporterà tutta la regione sotto il ferro controllo del Reich.

A seguito di questi fatti veniva costituita la Zona d’operazioni del Litorale adriatico o OZAK (acronimo di Operationszone Adriatisches Küstenland) comprendente le province di Udine, Gorizia, Trieste, Pola, Fiume e Lubiana, sottoposta a diretta amministrazione militare tedesca e sottratta al controllo della Repubblica Sociale Italiana.

La stessa cosa era successa senza nei giorni immediatamente successivi all’armistizio ma questa volta senza nessun combattimento nel Trentino dove venne costituita la Zona d’operazioni delle Prealpi o OZAV (acronimo di Operationszone Alpenvorland) comprendente le province di Bolzano, Trento e Belluno. L’area venne affidata a Franz Hofer in qualità di Gauleiter del Tirolo.

Tornando alla zona oggetto del post odierno con ordinanza del 15 ottobre ma con valore retroattivo dal 29 settembre, Rainer concentrò inoltre tutto il potere nelle sue mani. Si realizzava così il disegno di Himmler di occupare militarmente e poi annettere a guerra conclusa tutti quei territori nordorientali che furono un tempo sotto il dominio asburgico.

In principio l’ordinanza di creazione delle zone di operazioni doveva rimanere segreta per non interferire con le trattative per la ricostituzione di un governo fascista al nord ma, non appena il governo della Repubblica Sociale Italiana fu ricostituito e Badoglio dichiarò guerra ad Hitler il 13 ottobre 1943, le vere intenzioni della Germania nazista non furono più nascoste.

I tedeschi, con l’aiuto determinante di formazioni della R.S.I. imposero la propria autorità con ferma determinazione, compiendo estesi rastrellamenti che portarono alla cattura di circa 5.000 oppositori e militari badogliani, e alla eliminazione di circa 3.700 aderenti alle formazioni partigiane o loro presunti sostenitori.

In un comunicato emesso il 13 ottobre 1943 le autorità germaniche annunciarono la completa ‘pacificazione’ del territorio. Il giorno successivo il Supremo Commissario Rainer nominò dei “deutsche Berater”, consiglieri amministrativi dei prefetti italiani, creò la polizia economica ed uno speciale ufficio per la lotta al mercato nero ed allo “strozzinaggio”, decise la costituzione del Tribunale Speciale di Sicurezza Pubblica (22 ottobre 1943) per giudicare gli atti di ostilità alle autorità tedesche.

Fu reso obbligatorio il permesso di soggiorno per le persone che intendevano fermarsi nell’OZAK per un periodo superiore ai sette giorni, la sottomissione dei militari italiani ai comandi tedeschi, il controllo dell’economia e delle esportazioni verso le altre province della RSI e l’estero, la spoliazione dei beni industriali, culturali, militari ed ebraici attraverso la società “Adria”, creata a questo fine. La Gazzetta Ufficiale fu soppressa e sostituita dal “Bollettino del Supremo Commissario”, la chiamate alle armi del governo fascista furono costantemente osteggiate e rese operative solo su base volontaria.

Grazie per aver letto con tanta pazienza il nostro post, con la speranza che vogliate continuare a seguirci anche in futuro Vi salutiamo e diamo appuntamento al prossimo.

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